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Alendronato


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Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.


METABOLISMO OSSEO · BISFOSFONATI
Alendronato
Riduce il riassorbimento osseo per preservare la resistenza dello scheletro
L'Alendronato è un bisfosfonato contenente azoto, utilizzato nel trattamento di specifiche forme di osteoporosi. Si accumula nelle superfici ossee soggette a riassorbimento e inibisce l'attività degli osteoclasti attraverso il blocco della farnesil-pirofosfato sintasi. Riducendo la perdita di massa ossea, contribuisce a diminuire il rischio di fratture vertebrali e, nelle popolazioni appropriate, di fratture dell'anca.
FPPS
Enzima bersaglio negli osteoclasti
70 mg
Dose settimanale comune
30 min
Tempo minimo prima di coricarsi o mangiare
⚠ Da sapere prima dell'uso
Assumere a digiuno con un bicchiere pieno di acqua naturale e rimanere seduti o in piedi per almeno 30 minuti e fino al primo pasto. Un'assunzione scorretta può provocare esofagite e ulcerazioni esofagee. L'uso non è raccomandato con clearance della creatinina inferiore a 35 ml/min.
↓ Consulta la tabella riassuntiva e il sommario per indicazioni, posologia, sicurezza e interazioni.


Caratteristica Informazioni
Principio attivo Alendronato, generalmente sotto forma di sale sodico
Classe farmacologica Bifosfonati; farmaci anti-riassorbitivi ossei
Principali specialità Adronat, Alendros, Dronal, Fosamax, Genalen e medicinali equivalenti
Indicazioni autorizzate Trattamento dell'osteoporosi postmenopausale; altre indicazioni, tra cui osteoporosi maschile e osteoporosi indotta da glucocorticoidi, secondo la specifica specialità
Meccanismo d'azione Inibizione del riassorbimento osseo mediato dagli osteoclasti
Forme farmaceutiche Compresse orali, anche in formulazioni settimanali; associazioni con colecalciferolo
Dosaggio Comunemente 70 mg una volta alla settimana per il trattamento dell'osteoporosi; gli schemi alternativi dipendono dall'indicazione e dalla formulazione
Emivita Emivita plasmatica breve; una quota si deposita nell'osso e viene rilasciata lentamente per anni
Effetti indesiderati comuni Dolore addominale, dispepsia, reflusso, nausea, diarrea o stipsi, dolori muscoloscheletrici
Rischi principali Esofagite, ulcere esofagee, ipocalcemia, osteonecrosi della mandibola o del mascellare e fratture femorali atipiche, rare
Regime di fornitura Medicinale soggetto a prescrizione medica; rimborsabilità subordinata alle condizioni previste, tra cui la Nota AIFA 79 quando applicabile

SPECIALITÀModifica

  • Acido alendronico / alendronato
  • Acido alendronico + colecalciferolo
    • Fosavance 70 mg/5600 UI, compresse
    • Adrovance 70 mg/2800 UI o 70 mg/5600 UI, secondo la formulazione autorizzata e disponibile

Le specialità e le confezioni effettivamente commercializzate possono variare nel tempo. Esistono inoltre numerosi medicinali equivalenti a base di alendronato. Le associazioni con colecalciferolo sono medicinali distinti, con composizione e istruzioni d'uso specifiche.

STRUTTURAModifica

 

L'alendronato appartiene alla seconda generazione dei bifosfonati contenenti azoto. La molecola presenta due gruppi fosfonici legati allo stesso atomo di carbonio e una catena laterale contenente un gruppo amminico, responsabile di una parte importante della sua attività anti-riassorbitiva.

La struttura conferisce un'elevata affinità per l'idrossiapatite, il principale componente minerale dell'osso. L'alendronato si concentra quindi nelle aree di rimodellamento osseo attivo.

MECCANISMO D'AZIONEModifica

L'alendronato si lega alla componente minerale dell'osso e viene incorporato nelle superfici ossee interessate dal rimodellamento. Durante il riassorbimento, gli osteoclasti assumono il farmaco e ne vengono inibite alcune funzioni essenziali.

Come bifosfonato contenente azoto, l'alendronato inibisce la farnesil-pirofosfato sintasi nella via del mevalonato. Questo interferisce con la prenilazione di alcune proteine necessarie all'attività e alla sopravvivenza degli osteoclasti, riducendo così il riassorbimento osseo.

La diminuzione del riassorbimento favorisce un bilancio osseo più positivo e può aumentare la densità minerale ossea. Negli studi clinici, l'alendronato ha dimostrato di ridurre il rischio di fratture vertebrali e, nelle popolazioni studiate, di fratture dell'anca.

L'effetto non è immediato: il miglioramento della densità ossea si sviluppa nel tempo. L'efficacia dipende anche dall'assunzione corretta, dall'apporto adeguato di calcio e vitamina D e dalla presenza di un'indicazione clinica appropriata.

INDICAZIONIModifica

Osteoporosi postmenopausaleModifica

L'alendronato è indicato per il trattamento dell'osteoporosi nelle donne dopo la menopausa. Riduce il rischio di fratture vertebrali e dell'anca e può essere utilizzato nelle pazienti con elevato rischio di frattura, sulla base della valutazione clinica e strumentale.

Osteoporosi nell'uomoModifica

Alcune specialità a base di alendronato sono autorizzate per il trattamento dell'osteoporosi negli uomini. L'indicazione deve essere verificata in relazione alla specifica formulazione e alla relativa autorizzazione.

Osteoporosi indotta da glucocorticoidiModifica

Alcune formulazioni sono autorizzate per il trattamento e, secondo la specialità, la prevenzione dell'osteoporosi associata all'uso prolungato di glucocorticoidi. Il rischio dipende dalla dose e dalla durata della terapia corticosteroidea, dall'età, dalle fratture pregresse e dagli altri fattori clinici.

Associazioni con vitamina DModifica

Le formulazioni contenenti alendronato e colecalciferolo sono utilizzate nel trattamento dell'osteoporosi in pazienti per i quali è indicata anche un'integrazione di vitamina D, secondo l'autorizzazione della specifica specialità. Non sono automaticamente appropriate per chiunque necessiti di alendronato: bisogna considerare lo stato vitaminico, l'apporto di calcio e vitamina D e le altre terapie assunte.

CONTROINDICAZIONIModifica

  • Ipersensibilità all'alendronato o a uno degli eccipienti.
  • Patologie dell'esofago che ritardano lo svuotamento, come acalasia o stenosi esofagee.
  • Impossibilità di mantenere la posizione eretta, seduta o in piedi, per almeno 30 minuti dopo l'assunzione.
  • Ipocalcemia non corretta.
  • Insufficienza renale grave: l'uso non è generalmente raccomandato quando la clearance della creatinina è inferiore a 35 ml/min, secondo la specifica formulazione.

Il farmaco richiede particolare cautela nei pazienti con precedenti di esofagite, reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcera peptica o altri disturbi del tratto gastrointestinale superiore.

L'alendronato non è indicato nei bambini e negli adolescenti. Non deve essere utilizzato durante la gravidanza e l'allattamento in assenza di un'indicazione specifica, considerata la mancanza di dati adeguati e il profilo farmacologico del medicinale.

POSOLOGIAModifica

La dose dipende dall'indicazione e dalla formulazione. Le compresse da 10 mg e quelle da 70 mg non devono essere considerate intercambiabili senza rispettare lo schema prescritto.

Osteoporosi postmenopausaleModifica

Gli schemi comunemente utilizzati sono:

  • 70 mg per via orale una volta alla settimana.
  • In alternativa, 10 mg una volta al giorno, quando previsto dalla specifica formulazione.

La somministrazione settimanale è ampiamente utilizzata per semplificare il trattamento e favorire l'aderenza terapeutica.

Osteoporosi nell'uomo e indotta da glucocorticoidiModifica

Gli schemi posologici possono prevedere 70 mg una volta alla settimana oppure altri dosaggi in base all'indicazione autorizzata. Occorre verificare la scheda tecnica della specifica specialità e le condizioni cliniche del paziente.

Associazione con colecalciferoloModifica

Le formulazioni combinate possono contenere, per esempio, 70 mg di alendronato associati a 2800 UI o 5600 UI di colecalciferolo. In genere sono assunte una volta alla settimana, secondo la formulazione prescritta.

L'apporto di vitamina D deve essere valutato in rapporto alla dieta, agli esami ematici, all'esposizione solare e all'eventuale assunzione di altri integratori. Non bisogna aggiungere automaticamente ulteriori dosi di vitamina D senza considerare la quantità già contenuta nel medicinale combinato.

Modalità corretta di assunzioneModifica

Per ridurre il rischio di irritazione esofagea e favorire l'assorbimento, la compressa deve essere assunta seguendo rigorosamente queste indicazioni:

  1. Assumere la dose al mattino, appena alzati, a digiuno.
  2. Deglutire la compressa intera con un bicchiere abbondante di acqua naturale, pari ad almeno 200 ml. Non usare acqua minerale ricca di calcio, latte, caffè, tè o succhi di frutta.
  3. Non masticare, succhiare o frantumare la compressa.
  4. Rimanere in posizione eretta, seduti o in piedi, per almeno 30 minuti e comunque fino a dopo il primo pasto della giornata.
  5. Non mangiare, bere altre bevande o assumere altri medicinali prima di almeno 30 minuti dall'assunzione; alcuni medicinali e integratori richiedono un intervallo specifico più lungo.

La compressa non deve essere assunta prima di coricarsi o prima di alzarsi dal letto. Se provoca dolore alla deglutizione, dolore retrosternale o un peggioramento del bruciore di stomaco, è necessario sospenderla e richiedere una valutazione medica.

Dose dimenticataModifica

Se si dimentica la dose settimanale, assumere una compressa al mattino successivo al giorno in cui ci si ricorda. Non assumere due compresse nello stesso giorno. In seguito, riprendere lo schema settimanale nel giorno precedentemente stabilito.

Durata del trattamentoModifica

La durata deve essere rivalutata periodicamente in base al rischio di frattura, alla risposta clinica, alla densità minerale ossea e agli eventuali effetti indesiderati. Dopo circa cinque anni di trattamento orale, il medico deve rivalutare individualmente il rapporto tra benefici e rischi e stabilire se proseguire, modificare la terapia o considerare una pausa terapeutica.

Una pausa non è appropriata per tutti: nei pazienti con rischio di frattura molto elevato può essere necessario proseguire il trattamento o passare a una diversa strategia terapeutica.

EMIVITAModifica

Dopo somministrazione orale, la biodisponibilità dell'alendronato è molto bassa, soprattutto se il farmaco viene assunto con alimenti o bevande diverse dall'acqua naturale.

La quota assorbita viene rapidamente rimossa dal plasma: una parte si deposita nell'osso, mentre la quota non incorporata viene eliminata principalmente per via renale. La frazione incorporata nel tessuto osseo può permanervi a lungo ed essere rilasciata lentamente durante il rimodellamento, anche per anni.

L'effetto farmacologico, pertanto, non è rappresentato dalla sola emivita plasmatica: la durata dell'azione dipende soprattutto dall'accumulo scheletrico e dal lento ricambio dell'osso.

AVVERTENZEModifica

Irritazione ed effetti sull'esofagoModifica

L'alendronato può causare esofagite, erosioni, ulcere e, raramente, stenosi o perforazione esofagea. Il rischio aumenta se la compressa viene assunta con poca acqua, se il paziente si corica subito dopo la somministrazione o se non rispetta il digiuno.

Dolore durante la deglutizione, difficoltà a deglutire, dolore retrosternale o nuovo peggioramento della pirosi richiedono la sospensione del farmaco e una valutazione medica tempestiva.

Ipocalcemia e vitamina DModifica

L'ipocalcemia deve essere corretta prima di iniziare il trattamento. È opportuno verificare che l'apporto di calcio e vitamina D sia adeguato e correggere eventuali carenze.

Nei pazienti con disturbi del metabolismo minerale, malassorbimento, ipoparatiroidismo o insufficienza renale, il rischio di alterazioni del calcio può essere maggiore. In queste situazioni possono essere necessari controlli ematici e un piano individualizzato di integrazione.

Funzione renaleModifica

L'alendronato viene eliminato prevalentemente per via renale. Nei pazienti con insufficienza renale grave può verificarsi un'eliminazione ridotta e il farmaco generalmente non è raccomandato quando la clearance della creatinina è inferiore a 35 ml/min.

La funzione renale deve essere considerata prima di iniziare la terapia, soprattutto negli anziani e nei pazienti con comorbilità o trattamenti concomitanti che possono comprometterla.

Osteonecrosi della mandibola e del mascellareModifica

L'osteonecrosi dei mascellari è un evento raro, osservato soprattutto in pazienti trattati con bifosfonati per patologie oncologiche, ma segnalato anche in persone trattate per osteoporosi.

I fattori di rischio comprendono estrazioni dentarie, chirurgia orale, infezioni dentali, scarsa igiene orale, uso prolungato del farmaco, terapia corticosteroidea, fumo e alcune patologie concomitanti.

Prima di iniziare il trattamento è opportuno curare eventuali infezioni odontoiatriche e valutare lo stato di salute orale, soprattutto nei pazienti con fattori di rischio. Durante la terapia sono raccomandate una buona igiene orale e visite odontoiatriche regolari.

Prima di procedure dentali invasive, il dentista deve essere informato dell'assunzione di alendronato. L'eventuale sospensione temporanea deve essere decisa dal medico in base al rischio individuale: non è automaticamente necessaria in tutti i pazienti e il beneficio di una pausa non è certo.

Dolore persistente alla mandibola, gonfiore, mobilità dentale inspiegata o una ferita orale che non guarisce richiedono una valutazione odontoiatrica o maxillo-facciale.

Fratture femorali atipicheModifica

Con l'uso prolungato dei bifosfonati sono state segnalate rare fratture atipiche del femore, talvolta precedute da dolore alla coscia o all'inguine per settimane o mesi.

La comparsa di dolore persistente, nuovo o inspiegato in queste sedi deve essere segnalata al medico e può richiedere indagini radiologiche. In caso di frattura atipica di un femore, il medico valuta anche l'eventuale interessamento dell'altro lato e la prosecuzione della terapia.

Dolori muscoloscheletriciModifica

L'alendronato può causare dolore osseo, articolare o muscolare, talvolta intenso. Se il dolore è importante o persistente, è necessario valutare il rapporto temporale con il trattamento e l'eventuale necessità di sospenderlo o sostituirlo.

Gravidanza e allattamentoModifica

L'alendronato non è indicato durante la gravidanza. In caso di gravidanza durante il trattamento, è necessario contattare il medico per rivalutare la terapia. L'impiego durante l'allattamento deve essere valutato sulla base delle informazioni della specifica formulazione e della situazione clinica.

INTERAZIONIModifica

  • Calcio e integratori minerali: calcio, magnesio, ferro e altri cationi multivalenti riducono l'assorbimento dell'alendronato. Devono essere assunti in un momento diverso, rispettando l'intervallo indicato per la specifica formulazione.
  • Antiacidi: possono ridurre l'assorbimento. Non devono essere assunti contemporaneamente all'alendronato.
  • Alimenti e bevande: cibo, caffè, tè, latte e succhi di frutta riducono la biodisponibilità. L'alendronato deve essere assunto esclusivamente con acqua naturale.
  • FANS: farmaci come ibuprofene, naprossene e altri antinfiammatori non steroidei possono irritare il tratto gastrointestinale. L'associazione può aumentare il rischio di effetti indesiderati gastrointestinali, soprattutto nei pazienti predisposti.
  • Glucocorticoidi: possono aumentare il rischio di osteoporosi e di complicanze gastrointestinali; la co-prescrizione richiede una valutazione clinica e la gestione dei fattori di rischio.
  • Altri medicinali orali: l'assunzione contemporanea può interferire con l'assorbimento dell'alendronato. È essenziale rispettare la sequenza di assunzione e gli intervalli previsti.

L'alendronato deve essere assunto prima di qualsiasi altro medicinale o integratore orale della mattina, rispettando il digiuno e l'intervallo previsto prima del primo pasto.

EFFETTI COLLATERALIModifica

Effetti indesiderati comuniModifica

  • Dolore addominale, dispepsia e sensazione di pienezza gastrica.
  • Reflusso gastroesofageo e bruciore di stomaco.
  • Nausea, vomito, diarrea o stipsi.
  • Dolori muscolari, articolari o ossei.
  • Cefalea.

Effetti indesiderati meno comuni o rariModifica

  • Esofagite, erosioni o ulcere esofagee.
  • Ulcera gastrica o duodenale e sanguinamento gastrointestinale.
  • Eruzioni cutanee, prurito e reazioni di ipersensibilità.
  • Ipocalcemia sintomatica, soprattutto in presenza di fattori predisponenti.
  • Infiammazione oculare, come uveite o sclerite, raramente.
  • Osteonecrosi della mandibola o del mascellare.
  • Fratture femorali atipiche associate soprattutto all'esposizione prolungata.
  • Dolori muscoloscheletrici intensi e, raramente, reazioni cutanee gravi.

La comparsa di difficoltà o dolore alla deglutizione, dolore retrosternale importante, sanguinamento gastrointestinale, dolore persistente alla coscia o all'inguine oppure segni suggestivi di osteonecrosi orale richiede una valutazione medica.

CURIOSITÀModifica

  • L'alendronato appartiene ai bifosfonati contenenti azoto, che agiscono interferendo con una via metabolica essenziale per gli osteoclasti.
  • La dose settimanale di 70 mg è stata sviluppata per rendere più semplice l'aderenza rispetto alla somministrazione quotidiana da 10 mg.
  • L'assunzione scorretta può ridurre drasticamente l'assorbimento del farmaco: per questo la modalità di somministrazione è parte integrante dell'efficacia terapeutica.
  • L'effetto sull'osso può persistere a lungo dopo la sospensione, grazie alla permanenza del principio attivo nel tessuto osseo.
  • L'alendronato non è un antidolorifico e non produce un sollievo immediato dai dolori legati all'osteoporosi; il suo obiettivo principale è ridurre il rischio di fratture nel tempo.

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