Ceftriaxone

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Il ceftriaxone è un antibiotico beta-lattamico appartenente alla classe delle Cefalosporine di terza generazione. Viene somministrato per via intramuscolare o endovenosa per il trattamento di numerose infezioni batteriche, comprese alcune infezioni gravi come meningite, sepsi e polmonite. La sua lunga emivita consente generalmente una o due somministrazioni al giorno, a seconda dell'indicazione e della gravità dell'infezione.

Caratteristica Informazioni
Principio attivo Ceftriaxone, generalmente sotto forma di sale sodico.
Classe farmacologica Antibiotico beta-lattamico; Cefalosporine di terza generazione.
Principali specialità Rocefin, Fidato e altre specialità a base di ceftriaxone.
Indicazioni autorizzate in Italia Infezioni batteriche delle vie respiratorie, urinarie, addominali, cutanee, osteoarticolari e altre infezioni sostenute da microrganismi sensibili; meningite, sepsi, gonorrea e profilassi chirurgica in specifiche situazioni.
Meccanismo d'azione Inibizione delle proteine leganti la penicillina (PBP), con blocco della sintesi della parete batterica e azione battericida.
Forme farmaceutiche Polvere per soluzione iniettabile intramuscolare o endovenosa e polvere per soluzione per infusione; alcune confezioni includono il solvente.
Dosaggio Adulti: generalmente 1-2 g al giorno in una o due somministrazioni; nelle infezioni gravi possono essere necessari fino a 4 g al giorno. Dosi e durata dipendono dall'infezione.
Emivita Circa 6-9 ore negli adulti; può essere più lunga nei neonati.
Effetti indesiderati comuni Diarrea, nausea, vomito, eruzione cutanea, dolore nella sede di iniezione e alterazioni degli enzimi epatici.
Rischi principali Reazioni allergiche gravi, diarrea associata a Clostridioides difficile, precipitazione con calcio, alterazioni biliari e, raramente, complicanze neurologiche o ematologiche.
Regime di fornitura Medicinale soggetto a prescrizione medica; utilizzo secondo indicazione e regime di fornitura della specifica confezione.

SPECIALITÀModifica

CEFTRIAXONE

  • Rocefin
    • Polvere e solvente per soluzione iniettabile intramuscolare da 250 mg/2 ml.
    • Polvere e solvente per soluzione iniettabile intramuscolare da 500 mg/2 ml.
    • Polvere e solvente per soluzione iniettabile intramuscolare da 1 g/3,5 ml.
    • Polvere e solvente per soluzione iniettabile endovenosa da 1 g/10 ml.
    • Polvere per soluzione per infusione da 2 g.
  • Fidato
    • Polvere e solvente per soluzione iniettabile intramuscolare da 250 mg/2 ml.
    • Polvere e solvente per soluzione iniettabile intramuscolare da 500 mg/2 ml.
    • Polvere e solvente per soluzione iniettabile intramuscolare da 1 g/3,5 ml.
    • Polvere e solvente per soluzione iniettabile endovenosa da 1 g/10 ml.
    • Polvere per soluzione per infusione da 2 g.
  • Ceftriaxone generico
    • Sono disponibili medicinali equivalenti in diverse formulazioni e dosaggi per uso intramuscolare o endovenoso; la disponibilità varia in base al titolare dell'autorizzazione e alla confezione.

Le denominazioni, i dosaggi e le confezioni effettivamente commercializzati possono variare. Per evitare collegamenti a pagine inesistenti, i nomi commerciali sono collegati solo quando è stata individuata una corrispondente pagina WikiFarmaco.

STRUTTURAModifica

 

Il ceftriaxone è una cefalosporina semisintetica di terza generazione appartenente agli antibiotici beta-lattamici. La molecola presenta un anello beta-lattamico essenziale per l'attività antibatterica e una struttura che ne favorisce l'attività contro numerosi batteri Gram-negativi e alcuni Gram-positivi.

MECCANISMO D'AZIONEModifica

Il ceftriaxone esercita un'azione battericida inibendo la sintesi della parete cellulare batterica.

Si lega alle proteine leganti la penicillina (PBP), enzimi coinvolti nella fase finale della sintesi del peptidoglicano, il componente strutturale della parete batterica. L'inibizione delle PBP impedisce la formazione dei legami crociati che conferiscono stabilità alla parete.

La compromissione dell'integrità della parete può determinare la lisi e la morte del batterio. Il meccanismo d'azione è tempo-dipendente: l'efficacia è correlata soprattutto alla durata per cui la concentrazione libera del farmaco rimane superiore alla concentrazione minima inibente del microrganismo.

Il ceftriaxone presenta un ampio spettro d'azione, particolarmente rilevante nei confronti di numerosi batteri Gram-negativi. Non è però attivo contro tutti i microrganismi: alcuni batteri produttori di beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL), carbapenemasi o altri meccanismi di resistenza possono essere insensibili.

INDICAZIONIModifica

Il ceftriaxone è utilizzato per il trattamento delle infezioni causate da batteri sensibili. L'indicazione concreta dipende dal microrganismo sospettato o identificato, dalla sede dell'infezione, dalla gravità clinica e dai dati locali di resistenza.

Infezioni respiratorieModifica

Può essere impiegato nel trattamento di alcune infezioni delle basse vie respiratorie, tra cui la polmonite acquisita in comunità, quando la gravità, il quadro clinico o i microrganismi attesi rendono appropriata la terapia parenterale.

Non è indicato automaticamente per tutte le infezioni respiratorie: molte bronchiti acute e infezioni delle alte vie respiratorie sono virali e non richiedono antibiotici.

Infezioni urinarieModifica

Può essere utilizzato per infezioni urinarie complicate e pielonefrite quando è indicata una terapia parenterale e il microrganismo è presumibilmente sensibile.

La scelta deve tenere conto delle resistenze locali e, quando possibile, dell'urinocoltura con antibiogramma.

Infezioni intra-addominaliModifica

Può essere impiegato in alcune infezioni intra-addominali, generalmente in associazione con un antibiotico attivo contro gli anaerobi quando la copertura di questi microrganismi è necessaria.

Meningite battericaModifica

Il ceftriaxone è utilizzato nel trattamento della meningite batterica causata da microrganismi sensibili. In questa indicazione si impiegano dosaggi elevati per via endovenosa e la terapia iniziale può richiedere l'associazione con altri antibiotici in base all'età, ai fattori di rischio e all'agente eziologico sospettato.

Sepsi e batteriemiaModifica

Può essere utilizzato in alcune forme di sepsi e batteriemia, in funzione del probabile agente eziologico e della sensibilità antibiotica. Nelle infezioni gravi è fondamentale iniziare tempestivamente una terapia appropriata e rivalutarla quando sono disponibili i risultati microbiologici.

Infezioni cutanee, dei tessuti molli e osteoarticolariModifica

Può essere indicato in alcune infezioni della cute, dei tessuti molli, delle ossa e delle articolazioni sostenute da batteri sensibili. La necessità di drenaggio, debridement o altri interventi di controllo del focolaio deve essere valutata caso per caso.

GonorreaModifica

Il ceftriaxone è un trattamento di riferimento per la gonorrea, ma lo schema posologico deve seguire le raccomandazioni aggiornate, tenendo conto della sede dell'infezione, del peso corporeo e delle eventuali coinfezioni.

Le raccomandazioni storiche che prevedevano una dose inferiore associata sistematicamente ad azitromicina non devono essere applicate automaticamente agli schemi attuali.

Profilassi chirurgicaModifica

In specifici interventi chirurgici il ceftriaxone può essere utilizzato per la profilassi antibiotica, quando previsto dal protocollo. La scelta dell'antibiotico e il momento della somministrazione dipendono dal tipo di intervento, dai microrganismi attesi e dalle raccomandazioni locali.

Altre infezioniModifica

A seconda delle autorizzazioni e delle raccomandazioni cliniche, può essere utilizzato in alcune infezioni otorinolaringoiatriche, genitali, cardiovascolari o disseminate sostenute da batteri sensibili. L'impiego deve essere guidato dall'indicazione specifica e, quando possibile, dai risultati microbiologici.

CONTROINDICAZIONIModifica

Il ceftriaxone è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità al ceftriaxone o a uno degli eccipienti della formulazione.
  • Precedente reazione allergica grave al ceftriaxone o ad altre cefalosporine.
  • Precedente reazione immediata grave, come anafilassi, a penicilline o altri antibiotici beta-lattamici, secondo le controindicazioni della specifica formulazione.
  • Neonati prematuri e neonati con determinate condizioni cliniche, secondo le limitazioni previste per l'età e la formulazione.
  • Neonati con iperbilirubinemia, poiché il ceftriaxone può spiazzare la bilirubina dall'albumina e aumentare il rischio di encefalopatia bilirubinica.
  • Neonati fino a 28 giorni che necessitano o si prevede necessitino di trattamento endovenoso con soluzioni contenenti calcio, comprese le infusioni nutrizionali, a causa del rischio di precipitazione di ceftriaxone-calcio.

Nei neonati le controindicazioni devono essere verificate con particolare attenzione. Le restrizioni relative a prematurità, iperbilirubinemia e calcio endovenoso dipendono dalle condizioni cliniche e dalle indicazioni autorizzate della formulazione.

POSOLOGIAModifica

La dose deve essere stabilita dal medico in base alla sede e alla gravità dell'infezione, al microrganismo sospettato o identificato, all'età, al peso e alla funzionalità renale ed epatica. Il ceftriaxone viene somministrato per via intramuscolare o endovenosa.

Adulti e adolescenti di peso pari o superiore a 50 kgModifica

Per molte infezioni la dose abituale è:

  • 1-2 g una volta al giorno, per via intramuscolare o endovenosa.
  • Nelle infezioni gravi o in situazioni selezionate possono essere necessari fino a 4 g al giorno, in una somministrazione o in dosi suddivise secondo l'indicazione.

La durata del trattamento dipende dal tipo di infezione, dalla risposta clinica e dai risultati microbiologici. La terapia deve essere rivalutata quando sono disponibili i risultati delle colture.

Meningite battericaModifica

Negli adulti la dose utilizzata è generalmente compresa tra 2 e 4 g al giorno per via endovenosa, secondo il protocollo e l'agente eziologico sospettato. La terapia della meningite è urgente e deve essere gestita in ambiente sanitario, con eventuale associazione ad altri antibiotici.

GonorreaModifica

Per la gonorrea non complicata, le raccomandazioni attuali prevedono generalmente una singola dose intramuscolare di ceftriaxone; la dose specifica deve essere scelta secondo le linee guida aggiornate, il peso del paziente e le indicazioni nazionali applicabili.

In presenza di infezione faringea, sospetta resistenza, fallimento terapeutico o coinfezioni, sono necessari accertamenti e gestione specialistica. Non bisogna applicare automaticamente i vecchi schemi posologici.

BambiniModifica

Nei neonati, lattanti e bambini la dose è calcolata in base al peso corporeo e all'indicazione.

  • Per molte infezioni, nei bambini oltre il periodo neonatale si utilizzano generalmente dosi nell'ordine di 50-80 mg/kg al giorno.
  • Nelle infezioni gravi possono essere necessari dosaggi più elevati, in base al protocollo.
  • Nella meningite batterica possono essere utilizzate dosi fino a 100 mg/kg al giorno, entro i limiti massimi previsti.
  • Nei neonati la dose, l'intervallo tra le somministrazioni e la scelta dell'antibiotico richiedono particolare cautela per la maturazione renale, l'eliminazione più lenta e il rischio legato alla bilirubina.

I dosaggi pediatrici devono essere prescritti sulla base dell'età, del peso e delle indicazioni specifiche; non devono essere ricavati autonomamente da quelli dell'adulto.

Insufficienza renale ed epaticaModifica

In genere, in caso di insufficienza renale isolata non è necessario modificare la dose quando la compromissione non è estrema. In presenza di insufficienza renale grave, soprattutto se associata a insufficienza epatica, può essere necessario un monitoraggio più stretto e un aggiustamento della dose.

Poiché il ceftriaxone viene eliminato sia per via renale sia attraverso la bile, la compromissione isolata di uno dei due sistemi può essere compensata in parte dall'altro. Nei casi gravi o complessi, la posologia deve essere individualizzata.

Modalità di somministrazioneModifica

La via endovenosa è preferita nelle infezioni gravi, quando è necessario un rapido raggiungimento di concentrazioni terapeutiche o quando la somministrazione intramuscolare non è appropriata.

Per la via intramuscolare, il solvente e la tecnica di somministrazione devono rispettare le indicazioni della specifica formulazione. Alcune preparazioni utilizzano lidocaina come solvente per ridurre il dolore dell'iniezione; una soluzione contenente lidocaina non deve mai essere somministrata per via endovenosa.

Il ceftriaxone non deve essere miscelato con soluzioni contenenti calcio. La ricostituzione e la diluizione devono essere eseguite con diluenti compatibili.

Dose dimenticata e sovradosaggioModifica

La somministrazione viene normalmente effettuata da personale sanitario. Se una dose programmata viene omessa, il medico deve valutare come recuperarla in funzione dell'infezione e dell'intervallo trascorso.

In caso di sovradosaggio possono comparire disturbi gastrointestinali o manifestazioni neurologiche, soprattutto in pazienti predisposti. Non esiste un antidoto specifico; la gestione è sintomatica e di supporto.

EMIVITAModifica

L'emivita plasmatica del ceftriaxone negli adulti è generalmente di circa 6-9 ore, consentendo spesso una somministrazione giornaliera.

Il legame alle proteine plasmatiche è elevato e la distribuzione comprende diversi tessuti e liquidi biologici. Il farmaco raggiunge concentrazioni terapeutiche nel liquido cerebrospinale quando le meningi sono infiammate.

Il ceftriaxone viene eliminato sia per via renale sia attraverso la bile. Nei neonati e in alcuni pazienti con compromissione degli organi emuntori l'emivita può essere prolungata.

AVVERTENZEModifica

Allergie agli antibiotici beta-lattamiciModifica

Prima di iniziare il trattamento è importante raccogliere una storia accurata delle reazioni allergiche a penicilline, cefalosporine e altri antibiotici beta-lattamici.

In caso di orticaria diffusa, gonfiore del volto o della lingua, difficoltà respiratoria, ipotensione o altri segni di anafilassi, la somministrazione deve essere interrotta e occorre un trattamento urgente.

La cross-reattività tra penicilline e cefalosporine non è uniforme e dipende anche dalla struttura delle catene laterali; una precedente reazione grave richiede comunque una valutazione specifica prima dell'impiego.

Diarrea associata agli antibioticiModifica

Il trattamento può favorire la comparsa di diarrea associata a Clostridioides difficile, anche dopo la conclusione della terapia. Una diarrea intensa, persistente o accompagnata da febbre, sangue nelle feci o dolore addominale importante richiede una valutazione medica.

I farmaci che rallentano la motilità intestinale non devono essere utilizzati autonomamente in presenza di sospetta colite associata ad antibiotici.

Precipitazione biliare e pseudolitiasiModifica

Il ceftriaxone può formare precipitati con il calcio nella bile, determinando alterazioni ecografiche simili a calcoli biliari, talvolta accompagnate da dolore addominale, nausea o vomito. Il fenomeno è spesso reversibile dopo la sospensione, ma può richiedere una valutazione clinica.

Precipitazione con calcioModifica

Il ceftriaxone non deve essere miscelato o somministrato contemporaneamente a soluzioni endovenose contenenti calcio, anche attraverso linee di infusione separate, per il rischio di formazione di precipitati.

Nei pazienti non neonati, la somministrazione sequenziale può essere possibile secondo le condizioni previste dalla documentazione della formulazione, con lavaggio accurato della linea tra le infusioni. Nei neonati soggetti alle controindicazioni specifiche, l'associazione è vietata.

Alterazioni ematologicheModifica

Durante trattamenti prolungati possono comparire alterazioni dell'emocromo, tra cui eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia o, raramente, anemia emolitica. Nei trattamenti prolungati o nei pazienti con fattori di rischio può essere opportuno monitorare l'emocromo.

Effetti neurologiciModifica

Raramente sono state segnalate encefalopatia, convulsioni o altre manifestazioni neurologiche, soprattutto in pazienti con insufficienza renale, dosaggi elevati o altri fattori predisponenti.

La comparsa di confusione, alterazione dello stato di coscienza o convulsioni richiede una valutazione urgente e una rivalutazione della terapia.

Uso responsabile degli antibioticiModifica

Il ceftriaxone deve essere impiegato solo quando è indicato un trattamento antibatterico. L'uso non necessario o inappropriato contribuisce alla selezione di batteri resistenti.

Quando i risultati microbiologici lo consentono, è opportuno rivalutare la terapia e passare, se appropriato, a un antibiotico con spettro più ristretto o a una formulazione orale adeguata.

INTERAZIONIModifica

Soluzioni contenenti calcioModifica

La somministrazione concomitante con soluzioni endovenose contenenti calcio è controindicata in determinate popolazioni e deve essere gestita secondo le precauzioni specifiche della formulazione.

Il rischio principale è la formazione di precipitati di ceftriaxone-calcio, potenzialmente pericolosi soprattutto nei neonati.

AnticoagulantiModifica

In alcuni pazienti il trattamento con antibiotici può modificare la risposta agli anticoagulanti orali. Nei soggetti che assumono warfarin o altri anticoagulanti, il medico può valutare un controllo più frequente dei parametri della coagulazione, soprattutto in presenza di malnutrizione, malattia epatica o terapia prolungata.

AminoglicosidiModifica

L'associazione con aminoglicosidi può essere prevista in alcune infezioni gravi, ma i medicinali non devono essere miscelati nella stessa soluzione senza una verifica di compatibilità. L'eventuale uso combinato richiede una valutazione del beneficio clinico e del rischio di tossicità renale.

Altri antibioticiModifica

Il ceftriaxone può essere associato ad altri antibiotici quando l'infezione richiede uno spettro più ampio o una copertura specifica, ad esempio contro gli anaerobi o alcuni patogeni responsabili di meningite. La scelta deve essere guidata dall'indicazione clinica e dai protocolli terapeutici.

La compatibilità fisica e chimica deve essere verificata prima di miscelare medicinali nella stessa siringa o linea di infusione.

Contraccettivi ormonaliModifica

Le evidenze sull'effetto clinicamente rilevante degli antibiotici non induttori enzimatici sull'efficacia dei contraccettivi ormonali sono limitate. Vomito o diarrea importante possono però compromettere l'assorbimento dei contraccettivi orali. In queste circostanze occorre seguire le istruzioni specifiche del contraccettivo utilizzato.

Test di laboratorioModifica

Il ceftriaxone può interferire con alcuni test di laboratorio, compresi i test di Coombs e alcuni metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio urinario. È importante segnalare la terapia al personale sanitario che interpreta i risultati.

EFFETTI COLLATERALIModifica

Effetti indesiderati comuniModifica

Tra gli effetti indesiderati più frequentemente segnalati figurano:

  • Diarrea.
  • Nausea e vomito.
  • Dolore o fastidio nella sede dell'iniezione intramuscolare.
  • Dolore o infiammazione della vena dopo somministrazione endovenosa.
  • Eruzione cutanea.
  • Aumenti degli enzimi epatici.
  • Alterazioni dell'emocromo, come eosinofilia o trombocitopenia.

La frequenza varia in base alla popolazione trattata, alla durata della terapia e alla formulazione.

Reazioni allergicheModifica

Possono verificarsi eruzione cutanea, prurito, orticaria e, raramente, reazioni gravi come anafilassi o reazioni cutanee severe.

La comparsa di difficoltà respiratoria, gonfiore del volto o della lingua, svenimento o peggioramento improvviso delle condizioni generali richiede assistenza urgente.

Effetti gastrointestinali e biliariModifica

La diarrea è tra gli effetti indesiderati più comuni. In alcuni pazienti possono verificarsi nausea, vomito o dolore addominale.

Il ceftriaxone può determinare precipitazione biliare o pseudolitiasi, con possibile dolore addominale e alterazioni degli esami epatobiliari. Raramente può essere associato a pancreatite, anche in relazione a fenomeni biliari.

Alterazioni ematologicheModifica

Sono stati segnalati eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia, anemia e, raramente, anemia emolitica. Il rischio può aumentare in alcune condizioni cliniche o durante trattamenti prolungati.

Complicanze neurologicheModifica

In rari casi possono comparire confusione, encefalopatia o convulsioni, soprattutto in pazienti con fattori predisponenti. Questi sintomi richiedono una rivalutazione tempestiva del trattamento.

SuperinfezioniModifica

Come altri antibiotici ad ampio spettro, il ceftriaxone può favorire la proliferazione di microrganismi non sensibili, inclusi alcuni funghi o batteri resistenti.

CURIOSITÀModifica

  • Il ceftriaxone è una cefalosporina di terza generazione caratterizzata da una lunga emivita rispetto a molte altre cefalosporine, caratteristica che permette spesso la somministrazione una volta al giorno.
  • La capacità di raggiungere concentrazioni terapeutiche nel liquido cerebrospinale durante l'infiammazione delle meningi ne ha reso importante l'impiego nel trattamento della meningite batterica.
  • La formazione di precipitati con il calcio è una caratteristica clinicamente rilevante del ceftriaxone e spiega le specifiche restrizioni riguardanti le infusioni contenenti calcio, soprattutto nei neonati.
  • Il ceftriaxone non è attivo contro tutti i batteri: la resistenza mediata da ESBL o carbapenemasi può renderlo inefficace anche quando il microrganismo appartiene a una specie generalmente considerata sensibile.
  • L'uso prudente del ceftriaxone è importante per limitare la selezione di resistenze e preservarne l'efficacia nelle infezioni gravi.

LINK CORRELATIModifica

NOTEModifica