Carcinoma della prostata

Da Wikifarmaco.
Avvertenze.png
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

Il carcinoma della prostata è un Tumore maligno originato dalle cellule della Prostata, una ghiandola dell'apparato riproduttivo maschile. La forma più frequente è l'adenocarcinoma prostatico.

La malattia interessa prevalentemente gli uomini dopo i 50 anni. Alcuni tumori crescono lentamente e richiedono un monitoraggio periodico, mentre altri presentano un comportamento aggressivo e possono diffondersi ai Linfonodi, alle Ossa e ad altri organi.

Il trattamento dipende dallo stadio della malattia, dal valore del PSA, dal grado istologico, dall'eventuale presenza di metastasi e dalle condizioni generali del paziente.

↓ Consulta il sommario per diagnosi, strategie terapeutiche, principi attivi e sicurezza.
CARCINOMA DELLA PROSTATA
Definizione Tumore maligno della ghiandola prostatica
Forma più frequente Adenocarcinoma prostatico
Fattori di rischio Età, familiarità, predisposizione genetica, mutazioni BRCA2
Sintomi Spesso assenti inizialmente; disturbi urinari, Ematuria, dolore osseo nelle forme avanzate
Diagnosi PSA, esplorazione rettale, risonanza magnetica multiparametrica, biopsia prostatica
Classificazione TNM, Gleason, Grade Group ISUP
Trattamenti locali Sorveglianza attiva, Prostatectomia radicale, Radioterapia
Trattamenti sistemici Deprivazione androgenica, antiandrogeni, chemioterapia, terapie molecolari e radiofarmaci
Monitoraggio PSA, testosterone, esami radiologici e valutazione clinica
Prognosi Variabile secondo stadio, aggressività e risposta terapeutica

STRATEGIE TERAPEUTICHE[modifica]

La scelta del trattamento dipende principalmente dall'estensione del tumore, dalla sua aggressività e dalla sensibilità agli androgeni.

Tabella delle strategie terapeutiche per stadio[modifica]

Stadio Obiettivo Strategia Farmaci principali
Localizzato a basso rischio Evitare trattamenti non necessari Sorveglianza attiva con controlli periodici Nessun antitumorale di routine
Localizzato a rischio intermedio Guarigione Chirurgia o radioterapia, eventualmente associata a terapia ormonale Leuprorelina, Triptorelina, Goserelina
Localizzato ad alto rischio Guarigione e prevenzione delle recidive Radioterapia più deprivazione androgenica prolungata oppure chirurgia selezionata Leuprorelina, Triptorelina, Degarelix, Relugolix
Localmente avanzato Controllo locale e sistemico Radioterapia e terapia ormonale prolungata, con intensificazione nei casi indicati Abiraterone associato alla deprivazione androgenica in pazienti selezionati
Metastatico ormonosensibile (mHSPC) Prolungare la sopravvivenza Deprivazione androgenica più farmaci diretti contro la via androgenica; eventuale tripla terapia Abiraterone, Enzalutamide, Apalutamide, Darolutamide, Docetaxel
Resistente alla castrazione non metastatico (nmCRPC) Ritardare le metastasi Deprivazione androgenica più antiandrogeno moderno nei pazienti ad alto rischio Apalutamide, Enzalutamide, Darolutamide
Metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) Controllare la progressione e prolungare la sopravvivenza Chemioterapia, terapie ormonali, trattamenti molecolari e radiofarmaci secondo indicazione Docetaxel, Cabazitaxel, Olaparib, Talazoparib, Lutezio-177 vipivotide tetraxetan
Metastasi ossee Ridurre dolore e complicanze Trattamento antitumorale, radioterapia antalgica e protezione ossea Denosumab, Acido zoledronico, Radio-223 dicloruro

Come interpretare le strategie[modifica]

Malattia localizzata: il tumore è confinato alla prostata. Nei casi a basso rischio si preferisce spesso la sorveglianza attiva. Nei tumori più aggressivi si ricorre alla chirurgia o alla radioterapia.

Malattia localmente avanzata: il tumore supera i confini della prostata oppure interessa i linfonodi regionali. Il trattamento richiede spesso una combinazione di radioterapia e terapia ormonale.

Malattia metastatica ormonosensibile: il tumore si è diffuso ad altri organi, ma risponde ancora alla soppressione degli androgeni.

Malattia resistente alla castrazione: il tumore progredisce nonostante livelli molto bassi di testosterone. Diventano importanti la chemioterapia, le terapie molecolari e i radiofarmaci, secondo le caratteristiche della malattia.

PRINCIPI ATTIVI UTILIZZATI NEL TRATTAMENTO[modifica]

I medicinali impiegati nel carcinoma prostatico appartengono a diverse classi farmacologiche. Alcuni riducono la produzione di testosterone, altri bloccano il segnale androgenico oppure agiscono direttamente sulle cellule tumorali.

Agonisti del GnRH[modifica]

Gli agonisti del GnRH riducono la produzione testicolare di testosterone dopo una fase iniziale di stimolazione.

Principio attivo Meccanismo Impiego
Leuprorelina Soppressione della produzione di testosterone Deprivazione androgenica
Triptorelina Agonista GnRH Terapia ormonale
Goserelina Agonista GnRH Terapia ormonale
Buserelina Agonista GnRH Terapia ormonale in specifici contesti regolatori

Strategia terapeutica: questi medicinali rappresentano una delle principali modalità di deprivazione androgenica. Possono essere associati a radioterapia, antiandrogeni moderni o chemioterapia secondo lo stadio.

All'inizio del trattamento possono provocare un aumento transitorio del testosterone, chiamato flare. Nei pazienti a rischio di complicanze può essere necessaria una prevenzione farmacologica oppure la scelta di un antagonista GnRH.

Antagonisti del GnRH[modifica]

Bloccano direttamente i recettori del GnRH e riducono rapidamente il testosterone senza provocare il picco iniziale degli agonisti.

Principio attivo Somministrazione Caratteristica
Degarelix Sottocutanea Rapida soppressione del testosterone
Relugolix Orale Soppressione androgenica senza flare iniziale

Strategia terapeutica: gli antagonisti possono essere particolarmente utili quando occorre ottenere rapidamente la soppressione androgenica, per esempio in presenza di complicanze imminenti da malattia avanzata.

Antiandrogeni di prima generazione[modifica]

Questi medicinali bloccano il recettore androgenico, riducendo l'azione del testosterone sulle cellule tumorali.

Principio attivo Impiego
Bicalutamide Blocco del recettore androgenico e prevenzione del flare in situazioni selezionate
Flutamide Antiandrogeno di prima generazione, oggi meno impiegato

Strategia terapeutica: il loro impiego è diminuito con l'introduzione dei moderni inibitori della via androgenica. La monoterapia antiandrogenica tradizionale non rappresenta il trattamento standard della malattia metastatica.

Inibitori moderni della via androgenica[modifica]

Questi farmaci bloccano il recettore androgenico oppure riducono la produzione degli androgeni.

Principio attivo Meccanismo Indicazioni principali
Abiraterone Inibizione dell'enzima CYP17 Malattia avanzata ormonosensibile o resistente alla castrazione; alcune forme non metastatiche ad alto rischio
Enzalutamide Blocco del recettore androgenico Malattia avanzata e specifiche forme non metastatiche
Apalutamide Blocco del recettore androgenico mHSPC e nmCRPC ad alto rischio
Darolutamide Blocco del recettore androgenico nmCRPC ad alto rischio e mHSPC secondo indicazione

Strategia terapeutica: questi medicinali vengono generalmente associati alla deprivazione androgenica.

Abiraterone richiede normalmente l'associazione con un corticosteroide per ridurre le conseguenze dell'eccesso di mineralcorticoidi.

Enzalutamide, apalutamide e darolutamide agiscono direttamente sul recettore androgenico. La scelta considera efficacia, comorbidità, interazioni e trattamenti precedenti.

Chemioterapici[modifica]

La chemioterapia trova impiego soprattutto nelle forme metastatiche.

Principio attivo Classe Impiego
Docetaxel Taxano mHSPC in combinazioni selezionate e mCRPC
Cabazitaxel Taxano mCRPC dopo precedente docetaxel
Mitoxantrone Antineoplastico Trattamento palliativo storico, oggi raramente impiegato

Strategia terapeutica: docetaxel può essere impiegato nella malattia metastatica ormonosensibile insieme alla deprivazione androgenica e, in pazienti selezionati, a un inibitore della via androgenica.

Cabazitaxel rappresenta un'opzione dopo docetaxel nella malattia resistente alla castrazione.

Inibitori di PARP[modifica]

Gli inibitori di PARP interferiscono con i meccanismi di riparazione del DNA delle cellule tumorali.

Principio attivo Strategia
Olaparib Monoterapia in specifiche condizioni molecolari oppure associazione con abiraterone
Niraparib Associazione con abiraterone in pazienti selezionati
Talazoparib Associazione con enzalutamide in pazienti selezionati
Rucaparib Trattamento di forme con alterazioni BRCA in contesti regolatori specifici

Strategia terapeutica: prima di scegliere questi farmaci si valutano le alterazioni genetiche del tumore, in particolare BRCA1, BRCA2 e altri geni coinvolti nella riparazione omologa del DNA.

Le indicazioni autorizzate e i criteri di rimborsabilità non coincidono necessariamente per tutti i principi attivi.

Radiofarmaci antitumorali[modifica]

I radiofarmaci trasportano radiazioni verso specifici bersagli tumorali.

Principio attivo Bersaglio Impiego
Radio-223 dicloruro Metastasi ossee osteoblastiche mCRPC con metastasi ossee sintomatiche in pazienti selezionati
Lutezio-177 vipivotide tetraxetan PSMA mCRPC PSMA-positivo secondo indicazione

Strategia terapeutica: radio-223 viene impiegato in specifiche forme con metastasi ossee e senza metastasi viscerali note.

Il lutezio-177 vipivotide tetraxetan richiede la dimostrazione dell'espressione del bersaglio PSMA mediante esami appropriati.

Farmaci per la protezione ossea[modifica]

Principio attivo Meccanismo Obiettivo
Denosumab Inibizione RANKL Riduzione degli eventi scheletrici nelle condizioni indicate
Acido zoledronico Inibizione del riassorbimento osseo Prevenzione delle complicanze scheletriche

Strategia terapeutica: questi farmaci riducono il rischio di complicanze ossee in specifici pazienti, soprattutto nella malattia metastatica resistente alla castrazione.

Richiedono attenzione alla salute dentale, al calcio e alla funzionalità renale, secondo il medicinale.

SPIEGAZIONE DELLE PRINCIPALI STRATEGIE TERAPEUTICHE[modifica]

Sorveglianza attiva[modifica]

La sorveglianza attiva rappresenta la strategia preferita per molti pazienti con carcinoma localizzato a basso rischio.

Comprende:

  • Controlli periodici del PSA.
  • Esplorazione rettale secondo indicazione.
  • Risonanza magnetica multiparametrica.
  • Biopsie di controllo secondo protocollo.

Il trattamento radicale viene considerato in caso di progressione significativa.

La sorveglianza attiva è diversa dall'attesa vigile, riservata prevalentemente a pazienti nei quali non si prevede un trattamento radicale.

Chirurgia[modifica]

La Prostatectomia radicale consiste nell'asportazione della prostata e delle vescicole seminali, con eventuale dissezione linfonodale.

Viene impiegata prevalentemente nei tumori localizzati e in alcuni casi localmente avanzati.

Le principali complicanze comprendono incontinenza urinaria e disfunzione erettile.

Radioterapia[modifica]

La radioterapia distrugge le cellule tumorali mediante radiazioni ionizzanti.

Le principali modalità comprendono:

  • Radioterapia esterna.
  • Radioterapia a intensità modulata (IMRT).
  • Radioterapia guidata dalle immagini (IGRT).
  • Brachiterapia in pazienti selezionati.
  • Radioterapia stereotassica in specifiche situazioni.

Nei tumori a rischio intermedio sfavorevole o alto viene frequentemente associata alla deprivazione androgenica.

Deprivazione androgenica[modifica]

La deprivazione androgenica, o ADT, riduce la stimolazione delle cellule tumorali da parte del testosterone.

Può essere ottenuta mediante:

  • Agonisti GnRH.
  • Antagonisti GnRH.
  • Orchiectomia bilaterale.

La terapia rappresenta una componente centrale del trattamento sistemico della malattia avanzata.

Terapia combinata e tripla terapia[modifica]

Nella malattia metastatica ormonosensibile la deprivazione androgenica viene generalmente intensificata con un farmaco diretto contro la via androgenica.

Nei pazienti selezionati si impiega una tripla combinazione:

Componente Funzione
Deprivazione androgenica Riduce il testosterone
Docetaxel Agisce sulle cellule tumorali attraverso i microtubuli
Darolutamide oppure Abiraterone secondo schema indicato Intensifica il blocco della via androgenica

La scelta della tripla terapia dipende dalle condizioni generali, dall'estensione metastatica e dalla tollerabilità prevista.

Terapie molecolari[modifica]

Le terapie molecolari vengono selezionate sulla base delle caratteristiche genetiche del tumore.

Le alterazioni BRCA1, BRCA2 e di altri geni della riparazione del DNA possono orientare la scelta degli inibitori PARP.

La valutazione genetica può comprendere test somatici sul tumore e test germinali, secondo indicazione.

Trattamento delle metastasi ossee[modifica]

Le metastasi ossee possono provocare Dolore osseo, fratture patologiche e compressione midollare.

Il trattamento può comprendere terapia antitumorale sistemica, radioterapia antalgica, farmaci per la protezione ossea e interventi ortopedici o neurochirurgici nei casi indicati.

La comparsa di debolezza agli arti inferiori, alterazioni della sensibilità o disturbi sfinterici richiede una valutazione urgente per escludere compressione midollare.

DIAGNOSI[modifica]

La diagnosi si basa sull'integrazione di dati clinici, laboratoristici, radiologici e istologici.

Principali esami diagnostici[modifica]

Esame Funzione
PSA Valutazione del rischio e monitoraggio
Esplorazione rettale Valutazione clinica della prostata
Risonanza magnetica multiparametrica Identificazione delle lesioni sospette e pianificazione della biopsia
Biopsia prostatica Conferma istologica della diagnosi
Gleason e Grade Group ISUP Valutazione dell'aggressività tumorale
PET/TC PSMA Stadiazione e ricerca di localizzazioni tumorali in pazienti selezionati

Un PSA elevato non indica necessariamente un carcinoma. Può aumentare anche in presenza di Iperplasia prostatica benigna, Prostatite e altre condizioni.

Classificazione istologica[modifica]

Il sistema Grade Group ISUP suddivide il carcinoma prostatico in cinque gruppi.

Grade Group Gleason Significato generale
1 3+3=6 Minore aggressività istologica
2 3+4=7 Aggressività intermedia favorevole
3 4+3=7 Aggressività intermedia più elevata
4 8 Elevata aggressività
5 9-10 Massima aggressività istologica

Il Grade Group contribuisce alla stratificazione del rischio insieme a PSA, stadio clinico e caratteristiche del tumore.

EFFETTI INDESIDERATI DELLE TERAPIE[modifica]

Tabella riassuntiva[modifica]

Trattamento Principali effetti indesiderati Controlli
Deprivazione androgenica Vampate, perdita della libido, disfunzione erettile, osteoporosi, alterazioni metaboliche Testosterone, metabolismo, salute ossea
Abiraterone Ipertensione, ipokaliemia, edema, alterazioni epatiche Pressione, potassio, funzionalità epatica
Enzalutamide e apalutamide Affaticamento, cadute, ipertensione e altri effetti specifici Valutazione clinica, pressione, interazioni
Darolutamide Affaticamento e altri effetti secondo associazione terapeutica Valutazione clinica e laboratoristica
Docetaxel e cabazitaxel Neutropenia, infezioni, neuropatia, diarrea, alopecia Emocromo e valutazione clinica
Inibitori PARP Anemia, nausea, affaticamento, trombocitopenia Emocromo e funzionalità d'organo
Denosumab e acido zoledronico Ipocalcemia, osteonecrosi della mandibola; tossicità renale soprattutto con zoledronato Calcio, salute dentale, funzionalità renale

MONITORAGGIO DELLA MALATTIA[modifica]

Il monitoraggio permette di valutare l'efficacia del trattamento, individuare una progressione e riconoscere precocemente gli effetti indesiderati.

Parametro Obiettivo
PSA Valutare la risposta biochimica e individuare eventuali rialzi
Testosterone Verificare la soppressione androgenica
Emocromo Individuare anemia, neutropenia e trombocitopenia
Funzionalità epatica Monitorare la tossicità di specifici trattamenti
Funzionalità renale Valutare sicurezza e idoneità ad alcune terapie
Esami radiologici Controllare la risposta e la progressione
Densitometria ossea Valutare la perdita di massa ossea durante ADT prolungata
Valutazione cardiovascolare e metabolica Controllare pressione, glicemia, lipidi e rischio cardiovascolare

La frequenza dei controlli varia secondo stadio, trattamento e condizioni del paziente.

PROGNOSI[modifica]

La prognosi dipende principalmente dallo stadio alla diagnosi, dal Grade Group, dal PSA, dall'estensione della malattia e dalla risposta terapeutica.

I carcinomi localizzati presentano spesso elevate possibilità di controllo a lungo termine e guarigione.

Nella malattia metastatica i trattamenti sistemici possono prolungare la sopravvivenza, ritardare la progressione e migliorare la qualità della vita.

PREVENZIONE E DIAGNOSI PRECOCE[modifica]

Non esiste una strategia capace di prevenire tutti i carcinomi della prostata.

Il rischio aumenta con l'età e in presenza di familiarità o predisposizione genetica.

La decisione di effettuare il PSA deve considerare il rischio individuale, l'aspettativa di vita e i possibili effetti della sovradiagnosi.

Nei soggetti con forte familiarità o mutazioni genetiche predisponenti può essere indicata una valutazione anticipata.

FONTI[modifica]