Enoxaparina
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L'enoxaparina è un farmaco anticoagulante appartenente alle Eparine a basso peso molecolare, utilizzato per prevenire e trattare la formazione di trombi nel sistema circolatorio. Viene somministrata prevalentemente mediante iniezione sottocutanea ed è impiegata nella prevenzione del Tromboembolismo venoso, nel trattamento della Trombosi venosa profonda e dell'Embolia polmonare, nonché in alcune Sindromi coronariche acute. Agisce potenziando l'attività dell'antitrombina, con un effetto particolarmente marcato sul fattore Xa della coagulazione. Il principale rischio è rappresentato dalle emorragie, soprattutto nei pazienti con insufficienza renale, basso peso corporeo o trattamenti concomitanti che alterano l'emostasi.
| Caratteristica | Informazioni |
|---|---|
| Principio attivo | Enoxaparina, come enoxaparina sodica |
| Classe farmacologica | Anticoagulanti, Eparine a basso peso molecolare, Antitrombotici |
| Principali specialità | Clexane; Inhixa (biosimilare autorizzato nell'UE) |
| Indicazioni autorizzate in Italia | Profilassi del tromboembolismo venoso, trattamento di TVP ed embolia polmonare, sindromi coronariche acute, prevenzione della coagulazione nel circuito di emodialisi; indicazioni specifiche secondo RCP |
| Meccanismo d'azione | Potenziamento dell'antitrombina, con inibizione prevalente del fattore Xa e minore attività anti-IIa |
| Forme farmaceutiche | Soluzione iniettabile in siringhe preriempite; formulazioni multidose secondo specialità |
| Dosaggio | Profilassi: generalmente 20–40 mg/die; trattamento TVP/EP: 1 mg/kg ogni 12 ore oppure 1,5 mg/kg una volta al giorno in pazienti selezionati |
| Emivita | Circa 5 ore dopo singola dose sottocutanea e fino a circa 7 ore dopo dosi ripetute, in base all'attività anti-Xa |
| Effetti indesiderati comuni | Emorragia, ematomi nel sito d'iniezione, Trombocitopenia, aumento delle transaminasi, dolore locale |
| Rischi principali | Emorragie maggiori, trombocitopenia indotta da eparina, ematoma spinale o epidurale, accumulo in insufficienza renale |
| Regime di fornitura | Medicinale soggetto a prescrizione; regime di fornitura e rimborsabilità variabili secondo confezione e indicazione |
Indice
- 1 SPECIALITÀ
- 2 STRUTTURA
- 3 MECCANISMO D'AZIONE
- 4 INDICAZIONI
- 4.1 Profilassi del tromboembolismo venoso in chirurgia
- 4.2 Profilassi nei pazienti medici immobilizzati
- 4.3 Trombosi venosa profonda
- 4.4 Embolia polmonare
- 4.5 Tromboembolismo venoso associato a tumore
- 4.6 Angina instabile
- 4.7 Infarto miocardico senza sopraslivellamento ST
- 4.8 Infarto miocardico con sopraslivellamento ST
- 4.9 Emodialisi
- 5 CONTROINDICAZIONI
- 6 POSOLOGIA
- 6.1 Equivalenza tra milligrammi e unità anti-Xa
- 6.2 Profilassi chirurgica a rischio moderato
- 6.3 Profilassi chirurgica ad alto rischio
- 6.4 Profilassi nei pazienti medici immobilizzati
- 6.5 Trattamento della trombosi venosa profonda
- 6.6 Trattamento dell'embolia polmonare
- 6.7 Tromboembolismo associato a neoplasia
- 6.8 Angina instabile e NSTEMI
- 6.9 STEMI nei pazienti con meno di 75 anni
- 6.10 STEMI nei pazienti di almeno 75 anni
- 6.11 Emodialisi
- 6.12 Insufficienza renale grave
- 6.13 Insufficienza renale terminale
- 6.14 Pazienti anziani
- 6.15 Pazienti con basso peso corporeo
- 6.16 Pazienti obesi
- 6.17 Tecnica di iniezione sottocutanea
- 6.18 Somministrazione intramuscolare
- 6.19 Dose dimenticata
- 6.20 Sovradosaggio
- 7 EMIVITA
- 8 AVVERTENZE
- 8.1 Rischio emorragico
- 8.2 Monitoraggio della funzione renale
- 8.3 Monitoraggio delle piastrine
- 8.4 Trombocitopenia indotta da eparina
- 8.5 Anestesia spinale ed epidurale
- 8.6 Segni neurologici di allarme
- 8.7 Gravidanza
- 8.8 Protesi valvolari meccaniche
- 8.9 Allattamento
- 8.10 Iperkaliemia
- 8.11 Necrosi cutanea
- 8.12 Intercambiabilità delle eparine
- 9 INTERAZIONI
- 10 EFFETTI COLLATERALI
- 11 CURIOSITÀ
- 11.1 Perché si misura l'attività anti-Xa?
- 11.2 Perché il PT e l'INR non sono adatti al monitoraggio?
- 11.3 Perché l'enoxaparina viene iniettata e non assunta per bocca?
- 11.4 Perché non bisogna massaggiare dopo l'iniezione?
- 11.5 Perché si utilizzano dosi diverse nella prevenzione e nella terapia?
- 11.6 Enoxaparina ed eparina non frazionata
- 11.7 Perché la protamina non neutralizza completamente l'enoxaparina?
- 11.8 Enoxaparina e gravidanza
- 11.9 Che cosa significa biosimilare?
- 11.10 Perché le diverse eparine non sono equivalenti milligrammo per milligrammo?
- 12 LINK CORRELATI
SPECIALITÀ[modifica]
- Enoxaparina
- Clexane
- 2.000 UI anti-Xa (20 mg)/0,2 ml – soluzione iniettabile in siringhe preriempite.
- 4.000 UI anti-Xa (40 mg)/0,4 ml – soluzione iniettabile in siringhe preriempite.
- 6.000 UI anti-Xa (60 mg)/0,6 ml – soluzione iniettabile in siringhe preriempite.
- 8.000 UI anti-Xa (80 mg)/0,8 ml – soluzione iniettabile in siringhe preriempite.
- 10.000 UI anti-Xa (100 mg)/1 ml – soluzione iniettabile in siringhe preriempite.
- Ulteriori presentazioni e dispositivi secondo le autorizzazioni della specialità.
- Inhixa
- 2.000 UI anti-Xa (20 mg)/0,2 ml – siringhe preriempite.
- 4.000 UI anti-Xa (40 mg)/0,4 ml – siringhe preriempite.
- 6.000 UI anti-Xa (60 mg)/0,6 ml – siringhe preriempite.
- 8.000 UI anti-Xa (80 mg)/0,8 ml – siringhe preriempite.
- 10.000 UI anti-Xa (100 mg)/1 ml – siringhe preriempite.
- Sono autorizzate nell'Unione europea anche ulteriori concentrazioni e presentazioni.
- Clexane
Inhixa è un medicinale biosimilare dell'enoxaparina di riferimento Clexane. La disponibilità commerciale italiana delle singole confezioni deve essere verificata attraverso la banca dati AIFA.
STRUTTURA[modifica]
L'enoxaparina è una miscela di catene polisaccaridiche solfatate ottenute mediante depolimerizzazione controllata dell'eparina di origine suina.
- Classe chimica: glicosaminoglicani solfatati.
- Origine: eparina estratta dalla mucosa intestinale suina.
- Peso molecolare medio: circa 4.500 dalton.
- Intervallo di peso molecolare: distribuzione di catene di diversa lunghezza.
- Formula molecolare: non univoca, poiché si tratta di una miscela eterogenea.
- Rapporto attività anti-Xa/anti-IIa: circa 3,6–4,0.
- Codice ATC: B01AB05.
- Via di somministrazione principale: sottocutanea.
A differenza dei farmaci costituiti da una singola molecola chimica, l'enoxaparina comprende una popolazione di oligosaccaridi con differenti lunghezze e caratteristiche strutturali.
Questa eterogeneità spiega perché le caratteristiche biologiche delle diverse eparine a basso peso molecolare non siano automaticamente sovrapponibili.
MECCANISMO D'AZIONE[modifica]
Potenziamento dell'antitrombina[modifica]
L'enoxaparina si lega all'antitrombina, una proteina plasmatica che inibisce diversi fattori della coagulazione.
Il legame è mediato da specifiche sequenze pentasaccaridiche presenti nelle catene epariniche.
L'interazione aumenta notevolmente la capacità dell'antitrombina di inattivare il fattore Xa.
Inibizione del fattore Xa[modifica]
Il fattore Xa partecipa alla conversione della protrombina in trombina.
L'inibizione del fattore Xa riduce la generazione di trombina e limita la formazione di fibrina.
Questo meccanismo rappresenta la principale attività anticoagulante dell'enoxaparina.
Attività anti-IIa[modifica]
L'enoxaparina possiede anche attività contro la trombina, o fattore IIa, ma inferiore rispetto all'attività anti-Xa.
L'inibizione della trombina richiede catene epariniche sufficientemente lunghe da legare contemporaneamente antitrombina e trombina.
La minore lunghezza media delle catene dell'enoxaparina spiega la prevalenza dell'attività anti-Xa.
Differenza rispetto all'eparina non frazionata[modifica]
L'Eparina non frazionata presenta una maggiore attività relativa anti-IIa.
L'enoxaparina possiede invece:
- Farmacocinetica sottocutanea più prevedibile.
- Biodisponibilità sottocutanea elevata.
- Durata d'azione più lunga.
- Minore necessità di monitoraggio routinario.
- Eliminazione maggiormente dipendente dalla funzione renale.
Effetto sui trombi esistenti[modifica]
L'enoxaparina non scioglie direttamente un trombo già formato.
Riduce la formazione di nuova fibrina e la propagazione del trombo, consentendo ai sistemi fibrinolitici fisiologici di contribuire alla sua progressiva risoluzione.
INDICAZIONI[modifica]
Profilassi del tromboembolismo venoso in chirurgia[modifica]
L'enoxaparina è indicata nella prevenzione degli eventi tromboembolici venosi nei pazienti sottoposti a interventi chirurgici con rischio trombotico.
Tra le situazioni più comuni:
- Chirurgia ortopedica maggiore.
- Chirurgia generale.
- Chirurgia oncologica.
- Interventi associati a immobilizzazione prolungata.
Profilassi nei pazienti medici immobilizzati[modifica]
Può essere impiegata nei pazienti con mobilità fortemente ridotta a causa di malattie acute, quando il rischio trombotico supera quello emorragico.
Tra le condizioni considerate:
- Insufficienza cardiaca acuta.
- Insufficienza respiratoria acuta.
- Infezioni gravi.
- Riacutizzazioni di malattie reumatiche associate a immobilizzazione.
Trombosi venosa profonda[modifica]
L'enoxaparina è indicata nel trattamento della Trombosi venosa profonda.
La terapia limita l'estensione del trombo e riduce il rischio di embolizzazione.
Embolia polmonare[modifica]
L'enoxaparina può essere utilizzata nel trattamento dell'Embolia polmonare in pazienti selezionati.
Nei pazienti emodinamicamente instabili o candidati a riperfusione urgente può essere preferita l'eparina non frazionata endovenosa.
Tromboembolismo venoso associato a tumore[modifica]
L'enoxaparina è utilizzata nel trattamento della trombosi venosa profonda e dell'embolia polmonare nei pazienti con neoplasie attive.
La scelta rispetto agli anticoagulanti orali diretti dipende dal rischio emorragico, dalle interazioni e dalla sede del tumore.
Angina instabile[modifica]
L'enoxaparina è indicata nel trattamento dell'Angina instabile in associazione con Acido acetilsalicilico.
Infarto miocardico senza sopraslivellamento ST[modifica]
È utilizzata nel trattamento di alcune sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento persistente del segmento ST.
Il trattamento è generalmente associato alla terapia antiaggregante.
Infarto miocardico con sopraslivellamento ST[modifica]
L'enoxaparina è indicata nel trattamento dell'infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del segmento ST, in contesti clinici specifici.
Lo schema posologico dipende dall'età, dalla funzione renale e dalla strategia di riperfusione.
Emodialisi[modifica]
Può essere utilizzata per prevenire la coagulazione nel circuito extracorporeo durante Emodialisi.
La somministrazione avviene nel circuito dialitico secondo protocolli specifici.
CONTROINDICAZIONI[modifica]
Ipersensibilità[modifica]
L'enoxaparina è controindicata in caso di ipersensibilità al principio attivo, all'eparina o ad altre eparine a basso peso molecolare.
Trombocitopenia indotta da eparina[modifica]
È controindicata nei pazienti con anamnesi recente di trombocitopenia indotta da eparina di tipo immunologico, secondo i criteri del RCP.
Emorragia attiva[modifica]
È controindicata in presenza di sanguinamento attivo clinicamente significativo.
Condizioni ad alto rischio emorragico[modifica]
Tra le principali condizioni controindicate o che richiedono una valutazione specialistica figurano:
- Ulcera gastrointestinale attiva con elevato rischio di sanguinamento.
- Emorragia intracranica recente.
- Malformazioni vascolari ad alto rischio emorragico.
- Neoplasie con elevato rischio di sanguinamento.
- Gravi alterazioni dell'emostasi.
Anestesia neurassiale[modifica]
L'anestesia spinale o epidurale è controindicata in determinate condizioni temporali nei pazienti trattati con dosi terapeutiche di enoxaparina.
Devono essere rispettati gli intervalli di sicurezza previsti dai protocolli anestesiologici.
POSOLOGIA[modifica]
Equivalenza tra milligrammi e unità anti-Xa[modifica]
| Enoxaparina | Attività anti-Xa |
|---|---|
| 20 mg | 2.000 UI |
| 40 mg | 4.000 UI |
| 60 mg | 6.000 UI |
| 80 mg | 8.000 UI |
| 100 mg | 10.000 UI |
Importante: l'equivalenza si riferisce all'enoxaparina e non deve essere utilizzata per convertire automaticamente le dosi di altre eparine a basso peso molecolare.
Profilassi chirurgica a rischio moderato[modifica]
Nei pazienti con rischio tromboembolico moderato può essere utilizzata una dose di:
- 20 mg (2.000 UI anti-Xa) una volta al giorno per via sottocutanea.
L'inizio del trattamento rispetto all'intervento dipende dal protocollo chirurgico e dal rischio emorragico.
Profilassi chirurgica ad alto rischio[modifica]
Nei pazienti ad alto rischio tromboembolico, come in alcuni interventi ortopedici o oncologici:
- 40 mg (4.000 UI anti-Xa) una volta al giorno per via sottocutanea.
La durata può essere prolungata in particolari interventi, secondo il rischio individuale.
Profilassi nei pazienti medici immobilizzati[modifica]
La dose abituale è:
- 40 mg una volta al giorno per via sottocutanea.
Il trattamento viene generalmente somministrato per 6–14 giorni, secondo indicazione e condizioni cliniche.
Trattamento della trombosi venosa profonda[modifica]
Sono previsti due schemi principali:
- 1 mg/kg ogni 12 ore per via sottocutanea.
- 1,5 mg/kg una volta al giorno per via sottocutanea in pazienti selezionati.
Lo schema ogni 12 ore è generalmente preferito nei pazienti con rischio trombotico elevato o condizioni cliniche complesse.
Trattamento dell'embolia polmonare[modifica]
La dose è generalmente calcolata sul peso corporeo.
Uno schema comune è:
- 1 mg/kg ogni 12 ore per via sottocutanea.
La scelta dipende dalla gravità dell'embolia e dalla strategia anticoagulante complessiva.
Tromboembolismo associato a neoplasia[modifica]
La dose iniziale terapeutica è generalmente:
- 1 mg/kg ogni 12 ore.
In alcune circostanze possono essere previsti successivi adattamenti dello schema secondo il RCP.
Angina instabile e NSTEMI[modifica]
La dose abituale è:
- 1 mg/kg ogni 12 ore per via sottocutanea.
Il trattamento viene associato ad Acido acetilsalicilico, salvo controindicazioni.
STEMI nei pazienti con meno di 75 anni[modifica]
Uno schema autorizzato comprende:
- Bolo endovenoso iniziale di 30 mg.
- Somministrazione sottocutanea contemporanea di 1 mg/kg.
- Successivamente 1 mg/kg ogni 12 ore per via sottocutanea.
Per le prime due dosi sottocutanee è previsto un limite massimo di 100 mg per dose.
Il trattamento viene gestito in ambiente ospedaliero.
STEMI nei pazienti di almeno 75 anni[modifica]
Nei pazienti di almeno 75 anni non viene somministrato il bolo endovenoso iniziale.
La dose sottocutanea abituale è:
- 0,75 mg/kg ogni 12 ore.
Per le prime due dosi è previsto un limite massimo di 75 mg per dose.
Emodialisi[modifica]
La dose viene generalmente somministrata nella linea arteriosa del circuito extracorporeo.
Uno schema iniziale frequentemente previsto è:
- 1 mg/kg all'inizio della seduta.
Nei pazienti ad alto rischio emorragico possono essere necessarie dosi inferiori.
Insufficienza renale grave[modifica]
Nei pazienti con clearance della creatinina compresa tra 15 e 30 ml/min è necessario un aggiustamento della dose.
| Indicazione | Schema indicativo con ClCr 15–30 ml/min |
|---|---|
| Profilassi tromboembolica | 20 mg sottocute una volta al giorno |
| Trattamento TVP/EP | 1 mg/kg sottocute una volta al giorno |
| Angina instabile/NSTEMI | 1 mg/kg sottocute una volta al giorno |
Per STEMI e altre situazioni specialistiche devono essere seguiti gli schemi specifici del RCP.
Insufficienza renale terminale[modifica]
Con clearance inferiore a 15 ml/min, l'enoxaparina non è generalmente raccomandata al di fuori dell'impiego specifico nel circuito extracorporeo dell'emodialisi.
Pazienti anziani[modifica]
La dose deve tenere conto della funzione renale e del rischio emorragico.
Negli anziani la clearance renale può essere ridotta anche in presenza di creatinina sierica apparentemente normale.
Pazienti con basso peso corporeo[modifica]
Le dosi profilattiche fisse possono determinare una maggiore esposizione in:
- Donne con peso inferiore a 45 kg.
- Uomini con peso inferiore a 57 kg.
È necessario un attento monitoraggio clinico.
Pazienti obesi[modifica]
La scelta della dose profilattica può essere complessa nei pazienti con obesità.
Non esiste uno schema universale valido per tutte le condizioni.
Le dosi terapeutiche vengono generalmente calcolate sul peso corporeo, con eventuale monitoraggio specialistico.
Tecnica di iniezione sottocutanea[modifica]
L'enoxaparina viene generalmente iniettata nel tessuto sottocutaneo addominale.
- Alternare il lato destro e sinistro dell'addome.
- Evitare zone con ematomi o lesioni.
- Formare delicatamente una plica cutanea.
- Inserire l'ago secondo le istruzioni del dispositivo.
- Non massaggiare la zona dopo l'iniezione.
- Non eliminare automaticamente la bolla d'aria dalle siringhe preriempite quando le istruzioni prevedono di conservarla.
Somministrazione intramuscolare[modifica]
L'enoxaparina non deve essere somministrata per via intramuscolare.
La somministrazione intramuscolare aumenta il rischio di ematomi.
Dose dimenticata[modifica]
Non somministrare una dose doppia per compensare una dose dimenticata.
La gestione dipende dallo schema terapeutico e dal tempo trascorso.
Sovradosaggio[modifica]
Il sovradosaggio può provocare emorragie anche gravi.
La Protamina può neutralizzare parzialmente l'effetto anticoagulante dell'enoxaparina, ma non elimina completamente l'attività anti-Xa.
La gestione deve avvenire in ambiente medico.
EMIVITA[modifica]
Biodisponibilità sottocutanea[modifica]
La biodisponibilità dell'enoxaparina dopo iniezione sottocutanea è elevata, prossima al 100% quando valutata attraverso l'attività anti-Xa.
Tempo al picco[modifica]
L'attività anti-Xa massima viene generalmente raggiunta dopo circa 3–5 ore dalla somministrazione sottocutanea.
Emivita[modifica]
L'emivita di eliminazione dell'attività anti-Xa è di circa:
- 5 ore dopo una singola somministrazione.
- 7 ore dopo somministrazioni ripetute.
Distribuzione[modifica]
Il volume di distribuzione dell'attività anti-Xa è relativamente limitato, coerentemente con la distribuzione prevalentemente intravascolare.
Metabolismo[modifica]
L'enoxaparina viene metabolizzata principalmente attraverso processi di desolfatazione e depolimerizzazione.
Eliminazione[modifica]
L'eliminazione è prevalentemente renale.
La clearance dell'attività anti-Xa diminuisce nei pazienti con compromissione renale.
Accumulo nell'insufficienza renale[modifica]
Nei pazienti con clearance della creatinina ridotta, l'esposizione all'enoxaparina aumenta.
Questo fenomeno è particolarmente importante con dosi terapeutiche ripetute.
AVVERTENZE[modifica]
Rischio emorragico[modifica]
L'emorragia è il principale rischio del trattamento.
Il rischio aumenta in presenza di:
- Insufficienza renale.
- Età avanzata.
- Basso peso corporeo.
- Chirurgia recente.
- Lesioni gastrointestinali.
- Associazione con antiaggreganti o altri anticoagulanti.
Monitoraggio della funzione renale[modifica]
La funzione renale deve essere valutata prima del trattamento e rivalutata quando clinicamente indicato.
Per gli aggiustamenti posologici si utilizza generalmente la clearance della creatinina, non il solo valore della creatinina sierica.
Monitoraggio delle piastrine[modifica]
L'enoxaparina può provocare Trombocitopenia.
È opportuno disporre di una conta piastrinica basale e ripetere i controlli in base al rischio di trombocitopenia indotta da eparina.
Trombocitopenia indotta da eparina[modifica]
La trombocitopenia indotta da eparina di tipo immunologico, o HIT, è una complicanza potenzialmente grave.
Può provocare contemporaneamente riduzione delle piastrine e aumento del rischio di trombosi.
Una riduzione importante delle piastrine o la comparsa di una nuova trombosi richiede una valutazione urgente.
Anestesia spinale ed epidurale[modifica]
L'associazione con anestesia neurassiale può provocare raramente ematomi spinali o epidurali.
Questi eventi possono determinare danni neurologici permanenti.
Gli intervalli tra somministrazione di enoxaparina, inserimento e rimozione di cateteri devono rispettare i protocolli specialistici aggiornati.
Segni neurologici di allarme[modifica]
Durante o dopo anestesia neurassiale richiedono valutazione urgente:
- Dolore lombare intenso.
- Debolezza degli arti inferiori.
- Alterazioni della sensibilità.
- Difficoltà a urinare.
- Perdita del controllo intestinale.
Gravidanza[modifica]
L'enoxaparina viene utilizzata in gravidanza quando è indicata una terapia anticoagulante.
Le eparine a basso peso molecolare non attraversano significativamente la placenta.
Il trattamento deve essere gestito da specialisti, soprattutto in prossimità del parto.
Protesi valvolari meccaniche[modifica]
Nelle pazienti in gravidanza portatrici di valvole cardiache meccaniche, la gestione anticoagulante è particolarmente complessa.
L'enoxaparina può non garantire una protezione adeguata senza un attento monitoraggio specialistico.
Allattamento[modifica]
Il passaggio nel latte materno è considerato limitato e l'assorbimento orale del farmaco da parte del lattante è improbabile.
L'uso deve comunque essere valutato in base alla situazione clinica.
Iperkaliemia[modifica]
Le eparine possono ridurre la secrezione surrenalica di aldosterone.
Questo può favorire Iperkaliemia, soprattutto in pazienti con diabete, insufficienza renale o trattamenti che aumentano il potassio.
Necrosi cutanea[modifica]
Raramente possono verificarsi lesioni cutanee necrotiche nella sede d'iniezione.
La comparsa di lesioni dolorose, violacee o necrotiche richiede sospensione e valutazione urgente.
Intercambiabilità delle eparine[modifica]
Le diverse eparine a basso peso molecolare non sono automaticamente intercambiabili unità per unità.
Differiscono per caratteristiche strutturali, attività anti-Xa e anti-IIa e farmacocinetica.
La sostituzione tra medicinali biosimilari autorizzati contenenti enoxaparina segue invece le regole applicabili ai biosimilari e alle decisioni cliniche e regolatorie.
INTERAZIONI[modifica]
Acido acetilsalicilico[modifica]
L'Acido acetilsalicilico aumenta il rischio di sanguinamento.
L'associazione è tuttavia prevista in specifiche sindromi coronariche acute.
Clopidogrel[modifica]
Clopidogrel aumenta il rischio emorragico attraverso l'inibizione dell'aggregazione piastrinica.
L'associazione richiede una valutazione del rapporto beneficio-rischio.
Farmaci antinfiammatori non steroidei[modifica]
I Farmaci antinfiammatori non steroidei, come Ibuprofene, Diclofenac e Naproxene, possono aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale e di altre emorragie.
L'associazione deve essere evitata quando non necessaria.
Warfarin[modifica]
L'associazione con Warfarin può essere prevista durante il passaggio dalla terapia parenterale a quella orale.
Durante la sovrapposizione il rischio emorragico è aumentato.
Anticoagulanti orali diretti[modifica]
L'associazione con Apixaban, Rivaroxaban, Dabigatran o Edoxaban aumenta il rischio di emorragia.
La sovrapposizione non deve essere effettuata al di fuori di specifici protocolli di transizione.
Trombolitici[modifica]
I farmaci trombolitici aumentano significativamente il rischio di sanguinamento.
L'associazione può essere prevista in specifici protocolli ospedalieri.
Corticosteroidi[modifica]
I Corticosteroidi sistemici possono contribuire al rischio di sanguinamento gastrointestinale, soprattutto in presenza di altri fattori predisponenti.
SSRI e SNRI[modifica]
Alcuni Antidepressivi serotoninergici possono aumentare il rischio emorragico attraverso effetti sulla funzione piastrinica.
L'associazione richiede cautela.
Altri farmaci che aumentano il potassio[modifica]
Spironolattone, Enalapril, Ramipril e altri medicinali che favoriscono l'aumento del potassio possono contribuire al rischio di iperkaliemia.
EFFETTI COLLATERALI[modifica]
Emorragie[modifica]
- Emorragia gastrointestinale.
- Sanguinamento urinario.
- Epistassi.
- Ematomi.
- Emorragia intracranica.
- Emorragia retroperitoneale.
Le emorragie gravi possono essere potenzialmente fatali.
Reazioni nella sede d'iniezione[modifica]
- Dolore.
- Ematoma.
- Arrossamento.
- Indurimento.
- Irritazione.
- Raramente necrosi cutanea.
Alterazioni ematologiche[modifica]
- Trombocitopenia.
- Trombocitosi.
- Anemia secondaria a sanguinamento.
- Raramente trombocitopenia immunologica con trombosi.
Alterazioni epatiche[modifica]
- Aumento delle transaminasi.
- Raramente danno epatico clinicamente significativo.
Reazioni allergiche[modifica]
- Orticaria.
- Prurito.
- Eruzioni cutanee.
- Reazioni di ipersensibilità.
- Raramente reazioni anafilattiche.
Alterazioni elettrolitiche[modifica]
Effetti a lungo termine[modifica]
Con trattamenti prolungati possono verificarsi raramente:
- Osteoporosi.
- Alterazioni del metabolismo osseo.
Segnali di allarme[modifica]
Richiedono una valutazione medica urgente:
- Sangue nelle urine.
- Feci nere o sanguinolente.
- Vomito con sangue.
- Cefalea intensa improvvisa.
- Debolezza o alterazioni neurologiche.
- Sanguinamento persistente.
- Ematomi estesi o spontanei.
- Dolore addominale intenso.
- Difficoltà respiratoria improvvisa.
CURIOSITÀ[modifica]
Perché si misura l'attività anti-Xa?[modifica]
L'attività anti-Xa permette di valutare indirettamente l'effetto anticoagulante dell'enoxaparina.
Il monitoraggio non è necessario di routine nella maggior parte dei pazienti.
Può essere considerato in situazioni selezionate, come insufficienza renale, gravidanza, obesità estrema o basso peso corporeo.
Perché il PT e l'INR non sono adatti al monitoraggio?[modifica]
L'enoxaparina agisce prevalentemente sul fattore Xa attraverso l'antitrombina.
Il PT/INR non riflette in modo affidabile l'intensità del suo effetto anticoagulante.
Anche l'aPTT non viene utilizzato abitualmente per regolare la dose.
Perché l'enoxaparina viene iniettata e non assunta per bocca?[modifica]
L'enoxaparina è costituita da catene polisaccaridiche di grandi dimensioni e fortemente cariche.
Queste caratteristiche ne impediscono un assorbimento orale adeguato.
Perché non bisogna massaggiare dopo l'iniezione?[modifica]
Il massaggio può favorire la formazione di ematomi nella sede d'iniezione.
Per questo motivo è generalmente raccomandato evitare di strofinare la zona dopo la somministrazione.
Perché si utilizzano dosi diverse nella prevenzione e nella terapia?[modifica]
La profilassi è destinata a ridurre la probabilità di formazione di trombi nei pazienti a rischio.
Il trattamento di una trombosi già presente richiede invece un'intensità anticoagulante maggiore.
Le dosi terapeutiche sono pertanto generalmente più elevate e vengono calcolate sul peso corporeo.
Enoxaparina ed eparina non frazionata[modifica]
L'Eparina non frazionata ha un'emivita più breve, può essere somministrata in infusione endovenosa e presenta una reversibilità più completa con protamina.
L'enoxaparina ha invece una risposta sottocutanea più prevedibile e richiede meno frequentemente il monitoraggio laboratoristico.
Perché la protamina non neutralizza completamente l'enoxaparina?[modifica]
La Protamina neutralizza solo parzialmente l'attività anti-Xa dell'enoxaparina.
Anche dopo la somministrazione di protamina può persistere una quota significativa di attività anticoagulante.
Enoxaparina e gravidanza[modifica]
L'enoxaparina è frequentemente utilizzata quando è necessaria una terapia anticoagulante durante la gravidanza.
La sua struttura polisaccaridica limita il passaggio placentare.
Il trattamento richiede comunque un'attenta gestione specialistica.
Che cosa significa biosimilare?[modifica]
Un medicinale biosimilare è un farmaco biologico altamente simile a un medicinale biologico di riferimento già autorizzato.
Inhixa è stato autorizzato nell'Unione europea come biosimilare di Clexane sulla base di dati comparativi di qualità, attività biologica, farmacocinetica e sicurezza.
Perché le diverse eparine non sono equivalenti milligrammo per milligrammo?[modifica]
Le eparine a basso peso molecolare sono miscele di catene polisaccaridiche ottenute attraverso processi produttivi differenti.
Queste differenze influenzano l'attività anticoagulante e le caratteristiche farmacocinetiche.
Per questo motivo non si devono applicare automaticamente le dosi dell'enoxaparina a Dalteparina, Nadroparina o altre eparine.