Ramipril
| Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze. |
Il ramipril è un farmaco appartenente alla classe degli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE-inibitori), impiegato nel trattamento dell'Ipertensione arteriosa e dell'Insufficienza cardiaca. È un profarmaco convertito nel metabolita attivo ramiprilato, che inibisce la formazione di angiotensina II e riduce la secrezione di aldosterone. Il medicinale trova inoltre impiego nella prevenzione di eventi cardiovascolari in pazienti ad alto rischio, nel trattamento di specifiche nefropatie proteinuriche e nella prevenzione secondaria dopo Infarto miocardico acuto associato a segni clinici di insufficienza cardiaca. Durante il trattamento è necessario monitorare la pressione arteriosa, la funzione renale e il potassio sierico.
Il ramipril può provocare ipotensione sintomatica, iperkaliemia, deterioramento della funzione renale e angioedema, potenzialmente fatale in caso di interessamento delle vie aeree. È controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza. L'associazione con sacubitril/valsartan è controindicata e richiede un intervallo di almeno 36 ore tra i trattamenti.
| CARATTERISTICA | INFORMAZIONI |
|---|---|
| Principio attivo | Ramipril |
| Classe farmacologica | ACE-inibitori; antipertensivi attivi sul sistema renina-angiotensina-aldosterone |
| Principali specialità | Triatec, Unipril, Quark, Norapril e medicinali equivalenti |
| Indicazioni autorizzate in Italia | Ipertensione arteriosa; prevenzione cardiovascolare in pazienti selezionati; specifiche nefropatie diabetiche e non diabetiche; insufficienza cardiaca sintomatica; prevenzione secondaria dopo infarto miocardico con segni clinici di insufficienza cardiaca |
| Meccanismo d'azione | Inibizione dell'ACE mediante ramiprilato; riduzione della formazione di angiotensina II e della secrezione di aldosterone |
| Forme farmaceutiche | Compresse per somministrazione orale; associazioni fisse con idroclorotiazide |
| Dosaggio | Generalmente 1,25–10 mg/die secondo indicazione, tollerabilità e funzione renale; dose massima abituale 10 mg/die nei pazienti con funzione renale conservata |
| Emivita | Ramiprilato: emivita efficace di circa 13–17 ore dopo dosi ripetute di 5–10 mg |
| Effetti indesiderati comuni | Tosse, Cefalea, Vertigini, ipotensione, affaticamento, disturbi gastrointestinali |
| Rischi principali | Angioedema, iperkaliemia, ipotensione sintomatica, insufficienza renale acuta in pazienti predisposti, tossicità fetale |
| Regime di fornitura | Ricetta medica ripetibile (RR); rimborsabilità secondo confezione e normativa applicabile |
Indice
- 1 SPECIALITÀ
- 2 STRUTTURA
- 3 MECCANISMO D'AZIONE
- 4 INDICAZIONI
- 5 CONTROINDICAZIONI
- 6 POSOLOGIA
- 6.1 Principi generali
- 6.2 Ipertensione arteriosa
- 6.3 Prevenzione cardiovascolare
- 6.4 Nefropatia diabetica con microalbuminuria
- 6.5 Nefropatia diabetica con fattori di rischio cardiovascolare
- 6.6 Nefropatia non diabetica proteinurica
- 6.7 Insufficienza cardiaca sintomatica
- 6.8 Prevenzione secondaria dopo infarto miocardico
- 6.9 Tabella riassuntiva della posologia
- 6.10 Compromissione renale
- 6.11 Compromissione epatica
- 6.12 Pazienti anziani
- 6.13 Pazienti trattati con diuretici
- 6.14 Modalità di somministrazione
- 7 EMIVITA
- 8 AVVERTENZE
- 8.1 Monitoraggio clinico e laboratoristico
- 8.2 Ipotensione sintomatica
- 8.3 Funzione renale
- 8.4 Iperkaliemia
- 8.5 Angioedema
- 8.6 Angioedema intestinale
- 8.7 Tosse secca
- 8.8 Gravidanza
- 8.9 Chirurgia e anestesia
- 8.10 Duplice blocco del sistema renina-angiotensina
- 8.11 Pazienti con insufficienza cardiaca
- 8.12 Reazioni ematologiche
- 9 INTERAZIONI
- 10 EFFETTI COLLATERALI
- 11 CURIOSITÀ
- 11.1 Il ramipril è un ACE-inibitore?
- 11.2 Il ramipril è un profarmaco?
- 11.3 Qual è la differenza fra ramipril e ramiprilato?
- 11.4 Il ramipril può proteggere i reni?
- 11.5 Il ramipril può aumentare la creatinina?
- 11.6 Il ramipril può essere utilizzato nell'insufficienza renale?
- 11.7 Il ramipril può causare tosse secca?
- 11.8 Perché il ramipril può aumentare il potassio?
- 11.9 Il ramipril può essere associato allo spironolattone?
- 11.10 Il ramipril può essere associato all'ibuprofene?
- 11.11 Il ramipril può essere utilizzato dopo un infarto?
- 11.12 Il ramipril riduce il rischio cardiovascolare?
- 11.13 Il ramipril può essere assunto una volta al giorno?
- 11.14 Il ramipril può essere assunto con il cibo?
- 11.15 Il ramipril è uguale al perindopril?
- 11.16 Il ramipril è uguale al losartan?
- 11.17 Il ramipril può essere assunto per periodi prolungati?
- 11.18 Il ramipril può essere utilizzato durante la gravidanza?
- 11.19 Il ramipril può provocare angioedema?
- 11.20 Il ramipril può essere sostituito con un altro ACE-inibitore?
- 12 LINK CORRELATI
SPECIALITÀ[modifica]
Specialità a base di ramipril[modifica]
- Ramipril
- Triatec — 2,5 mg compresse, confezione da 28 compresse; 5 mg compresse, confezione da 14 compresse; 10 mg compresse, confezione da 28 compresse.
- Unipril — 2,5 mg compresse, confezione da 28 compresse; 5 mg compresse, confezione da 14 compresse; 10 mg compresse, confezione da 28 compresse.
- Quark — 2,5 mg compresse, confezione da 28 compresse; 5 mg compresse, confezione da 14 compresse; 10 mg compresse, confezione da 28 compresse.
- Norapril — 2,5 mg compresse, confezione da 28 compresse; 5 mg compresse, confezione da 14 compresse; 10 mg compresse, confezione da 28 compresse.
- Ramipril Sandoz — 2,5 mg compresse, confezione da 28 compresse.
- Ramipril Teva — 2,5 mg compresse, confezione da 28 compresse; 10 mg compresse, confezione da 28 compresse.
Le confezioni elencate sono documentate in elenchi autorizzativi o di equivalenza. L'effettiva commercializzazione e la disponibilità devono essere verificate per il singolo codice AIC.
Associazioni con idroclorotiazide[modifica]
- Ramipril + Idroclorotiazide
- Triatec HCT — 2,5 mg/12,5 mg e 5 mg/25 mg compresse, confezioni da 14 compresse.
- Idroquark — 2,5 mg/12,5 mg e 5 mg/25 mg compresse, confezioni da 14 compresse.
- Uniprildiur — 2,5 mg/12,5 mg e 5 mg/25 mg compresse, confezioni da 14 compresse.
Le associazioni fisse contengono un ACE-inibitore e un diuretico tiazidico. Le indicazioni e la posologia devono essere valutate secondo il RCP della specifica associazione.
Formulazioni e dosaggi[modifica]
Le compresse di ramipril sono disponibili in differenti dosaggi.
Per Triatec sono documentate compresse da 2,5 mg, 5 mg e 10 mg, divisibili in dosi uguali secondo il relativo RCP.
Sono inoltre state autorizzate presentazioni da 1,25 mg, la cui disponibilità deve essere verificata.
STRUTTURA[modifica]
Il ramipril è un composto appartenente alla classe degli ACE-inibitori e costituisce un profarmaco del metabolita attivo ramiprilato.
- Formula molecolare: C23H32N2O5.
- Massa molecolare: circa 416,51 g/mol.
- Codice ATC: C09AA05.
- Metabolita attivo: ramiprilato.
- Bersaglio farmacologico: enzima di conversione dell'angiotensina.
Caratteristiche chimiche[modifica]
Il ramipril contiene un gruppo estereo la cui idrolisi determina la formazione del ramiprilato.
La conversione è essenziale per la piena attività farmacologica del medicinale.
Attivazione metabolica[modifica]
Il ramipril viene convertito in ramiprilato principalmente attraverso l'azione di esterasi.
Il ramiprilato presenta una maggiore attività inibitoria sull'ACE rispetto al profarmaco.
Relazione con altri ACE-inibitori[modifica]
Il ramipril appartiene alla stessa classe di Enalapril, Lisinopril, Perindopril e Quinapril.
Questi medicinali condividono il principale bersaglio farmacologico, ma differiscono per farmacocinetica, indicazioni autorizzate e schemi posologici.
MECCANISMO D'AZIONE[modifica]
Inibizione dell'ACE[modifica]
Il ramiprilato inibisce l'enzima di conversione dell'angiotensina, responsabile della trasformazione dell'angiotensina I in angiotensina II.
L'angiotensina II è un potente vasocostrittore e stimola la secrezione di aldosterone.
La riduzione della sua formazione determina vasodilatazione e diminuzione delle resistenze vascolari periferiche.
Effetto sulla secrezione di aldosterone[modifica]
La riduzione dell'angiotensina II determina una minore stimolazione della secrezione di aldosterone.
Ne conseguono una riduzione del riassorbimento renale di sodio e una diminuzione dell'escrezione renale di potassio.
Questo effetto contribuisce al rischio di iperkaliemia.
Effetto sulla bradichinina[modifica]
L'ACE partecipa alla degradazione della bradichinina.
La sua inibizione aumenta la disponibilità di bradichinina e di altri mediatori vasoattivi.
Questo meccanismo contribuisce all'effetto vasodilatatore, ma è implicato anche nella comparsa di tosse secca e angioedema.
Effetti cardiovascolari[modifica]
Il ramipril riduce il postcarico ventricolare e l'attivazione neuro-ormonale associata all'insufficienza cardiaca.
Nei pazienti appropriati può contribuire a ridurre il rischio di eventi cardiovascolari maggiori.
Effetti renali[modifica]
L'inibizione dell'angiotensina II riduce il tono dell'arteriola efferente glomerulare.
La conseguente riduzione della pressione intraglomerulare può diminuire l'albuminuria e la proteinuria.
In pazienti con perfusione renale dipendente dall'angiotensina II, lo stesso meccanismo può tuttavia provocare una riduzione significativa della filtrazione glomerulare.
INDICAZIONI[modifica]
Ipertensione arteriosa[modifica]
Il ramipril è indicato nel trattamento dell'Ipertensione arteriosa.
Può essere impiegato in monoterapia o in associazione con altri antipertensivi.
La scelta del trattamento dipende dal rischio cardiovascolare, dalla funzione renale, dalle comorbilità e dalla risposta pressoria.
Prevenzione cardiovascolare[modifica]
Il ramipril è indicato per ridurre la morbilità e la mortalità cardiovascolare in pazienti con:
- Patologia cardiovascolare aterotrombotica conclamata, compresa una precedente patologia coronarica.
- Pregresso ictus.
- Arteriopatia periferica.
- Diabete mellito associato ad almeno un fattore di rischio cardiovascolare.
L'indicazione riguarda popolazioni selezionate ad alto rischio e non costituisce una raccomandazione indiscriminata per tutti i pazienti.
Nefropatia diabetica incipiente[modifica]
Il ramipril è indicato nel trattamento della nefropatia glomerulare diabetica incipiente, definita dalla presenza di microalbuminuria secondo la terminologia del RCP.
Nella pratica clinica attuale si preferisce descrivere l'albuminuria mediante il rapporto albumina/creatinina urinaria e le categorie di albuminuria.
Nefropatia diabetica conclamata[modifica]
È indicato nel trattamento della nefropatia glomerulare diabetica conclamata caratterizzata da macroproteinuria in pazienti con almeno un fattore di rischio cardiovascolare.
Nefropatia non diabetica[modifica]
Il ramipril è indicato nel trattamento di nefropatie glomerulari non diabetiche conclamate con proteinuria pari o superiore a 3 g/die, secondo il RCP.
La scelta terapeutica richiede una valutazione nefrologica appropriata.
Insufficienza cardiaca sintomatica[modifica]
Il ramipril è indicato nel trattamento dell'Insufficienza cardiaca sintomatica.
Può essere impiegato in associazione ad altri medicinali secondo il quadro clinico e le raccomandazioni terapeutiche aggiornate.
Prevenzione secondaria dopo infarto miocardico[modifica]
Il ramipril è indicato per ridurre la mortalità dopo la fase acuta dell'Infarto miocardico acuto nei pazienti con segni clinici di insufficienza cardiaca.
Il trattamento può essere iniziato dopo 48 ore dall'esordio dell'infarto nei pazienti clinicamente ed emodinamicamente stabili.
CONTROINDICAZIONI[modifica]
Ipersensibilità[modifica]
Il ramipril è controindicato nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo, agli eccipienti o ad altri ACE-inibitori.
Angioedema[modifica]
Sono controindicazioni:
- Precedente angioedema associato a trattamento con ACE-inibitori o antagonisti del recettore dell'angiotensina II.
- Angioedema ereditario.
- Angioedema idiopatico.
Sacubitril/valsartan[modifica]
L'associazione con sacubitril/valsartan è controindicata per l'aumento del rischio di angioedema.
È necessario rispettare un intervallo di almeno 36 ore fra i trattamenti.
Stenosi delle arterie renali[modifica]
Il ramipril è controindicato nei pazienti con stenosi bilaterale significativa delle arterie renali o stenosi dell'arteria renale in presenza di un unico rene funzionante.
Gravidanza[modifica]
È controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza.
L'impiego non è raccomandato nel primo trimestre.
Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento deve essere interrotto e deve essere valutata una terapia alternativa appropriata.
Ipotensione e instabilità emodinamica[modifica]
Il medicinale non deve essere utilizzato in pazienti con ipotensione o instabilità emodinamica.
Aliskiren[modifica]
L'associazione con aliskiren è controindicata nei pazienti con diabete mellito o velocità di filtrazione glomerulare inferiore a 60 ml/min/1,73 m².
Trattamenti extracorporei[modifica]
Sono controindicati specifici trattamenti extracorporei che comportano il contatto del sangue con superfici caricate negativamente, a causa del rischio di gravi reazioni anafilattoidi.
POSOLOGIA[modifica]
Principi generali[modifica]
La dose deve essere individualizzata in base all'indicazione terapeutica, alla pressione arteriosa, alla funzione renale, alla tollerabilità e ai medicinali concomitanti.
La titolazione deve essere particolarmente prudente nei pazienti con deplezione volemica, insufficienza cardiaca o compromissione renale.
Ipertensione arteriosa[modifica]
La dose iniziale raccomandata è generalmente di 2,5 mg una volta al giorno.
Nei pazienti con marcata attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone può essere appropriata una dose iniziale di 1,25 mg/die.
La dose può essere raddoppiata a intervalli di due-quattro settimane in funzione della risposta pressoria.
La dose massima abituale è di 10 mg/die nei pazienti con funzione renale conservata.
Prevenzione cardiovascolare[modifica]
La dose iniziale raccomandata è di 2,5 mg una volta al giorno.
La dose viene generalmente aumentata a 5 mg/die dopo una-due settimane e successivamente a 10 mg/die dopo ulteriori due-tre settimane, se tollerata.
La dose obiettivo è di 10 mg una volta al giorno.
Nefropatia diabetica con microalbuminuria[modifica]
La dose iniziale raccomandata è di 1,25 mg una volta al giorno.
La dose può essere aumentata a 2,5 mg/die dopo due settimane e a 5 mg/die dopo ulteriori due settimane.
Nefropatia diabetica con fattori di rischio cardiovascolare[modifica]
La dose iniziale raccomandata è di 2,5 mg una volta al giorno.
La dose può essere aumentata gradualmente a 5 mg/die e successivamente a 10 mg/die, secondo tollerabilità.
Nefropatia non diabetica proteinurica[modifica]
Nei pazienti con nefropatia non diabetica e proteinuria pari o superiore a 3 g/die, la dose iniziale raccomandata è di 1,25 mg una volta al giorno.
La dose può essere aumentata gradualmente a 2,5 mg/die e successivamente a 5 mg/die.
Insufficienza cardiaca sintomatica[modifica]
Nei pazienti stabilizzati con terapia diuretica, la dose iniziale raccomandata è di 1,25 mg al giorno.
La dose viene generalmente raddoppiata ogni una-due settimane, secondo tollerabilità, fino a un massimo di 10 mg/die.
In questa indicazione sono preferibili due somministrazioni giornaliere.
Prevenzione secondaria dopo infarto miocardico[modifica]
Nei pazienti clinicamente ed emodinamicamente stabili, il trattamento può essere iniziato dopo 48 ore dall'infarto.
La dose iniziale raccomandata è di 2,5 mg due volte al giorno per tre giorni.
Se non tollerata, può essere considerata una dose di 1,25 mg due volte al giorno, secondo il RCP.
La dose viene successivamente aumentata fino alla dose di mantenimento di 5 mg due volte al giorno, se tollerata.
Questo schema richiede supervisione medica e monitoraggio emodinamico.
Tabella riassuntiva della posologia[modifica]
| Indicazione | Dose iniziale | Dose obiettivo o massima |
|---|---|---|
| Ipertensione arteriosa | 2,5 mg una volta al giorno | Fino a 10 mg/die |
| Prevenzione cardiovascolare | 2,5 mg una volta al giorno | 10 mg/die |
| Nefropatia diabetica con microalbuminuria | 1,25 mg una volta al giorno | 5 mg/die secondo schema RCP |
| Nefropatia diabetica con fattori di rischio cardiovascolare | 2,5 mg una volta al giorno | 10 mg/die |
| Nefropatia non diabetica proteinurica | 1,25 mg una volta al giorno | 5 mg/die secondo schema RCP |
| Insufficienza cardiaca sintomatica | 1,25 mg/die | Fino a 10 mg/die, preferibilmente in due somministrazioni |
| Dopo infarto miocardico con insufficienza cardiaca | 2,5 mg due volte al giorno | 5 mg due volte al giorno |
Compromissione renale[modifica]
La posologia deve essere adattata alla clearance della creatinina, secondo il RCP.
| Clearance della creatinina | Dose iniziale | Dose massima giornaliera |
|---|---|---|
| ≥60 ml/min | 2,5 mg/die | 10 mg |
| 30–59 ml/min | 2,5 mg/die | 5 mg |
| 10–29 ml/min | 1,25 mg/die | 5 mg |
| Emodialisi, pazienti ipertesi | 1,25 mg/die | 5 mg |
Nota: la clearance della creatinina utilizzata per l'aggiustamento posologico non deve essere automaticamente identificata con l'eGFR indicato dal laboratorio. I due parametri possono differire, soprattutto in particolari condizioni antropometriche e cliniche.
Compromissione epatica[modifica]
Nei pazienti con compromissione epatica il trattamento deve essere iniziato sotto stretto controllo medico.
Secondo il RCP di Triatec, la dose massima giornaliera è di 2,5 mg.
Pazienti anziani[modifica]
Negli anziani, soprattutto se molto anziani o debilitati, è raccomandata una dose iniziale ridotta e una titolazione particolarmente prudente.
Può essere considerata una dose iniziale di 1,25 mg.
Pazienti trattati con diuretici[modifica]
La terapia diuretica può aumentare il rischio di ipotensione dopo la prima dose.
Nei pazienti ipertesi nei quali il diuretico non viene sospeso, il RCP di Triatec prevede una dose iniziale di 1,25 mg.
L'eventuale modifica della terapia diuretica deve essere decisa dal medico.
Modalità di somministrazione[modifica]
Il ramipril può essere assunto prima, durante o dopo i pasti.
È consigliabile assumere il medicinale ogni giorno alla stessa ora.
Le compresse devono essere deglutite con liquido e non devono essere masticate o frantumate.
EMIVITA[modifica]
Parametri farmacocinetici[modifica]
| Parametro | Caratteristiche |
|---|---|
| Assorbimento | Rapido dopo somministrazione orale |
| Profarmaco | Ramipril |
| Metabolita attivo | Ramiprilato |
| Emivita efficace del ramiprilato | 13–17 ore dopo dosi ripetute di 5–10 mg |
| Metabolismo | Conversione a ramiprilato mediante esterasi |
| Eliminazione | Prevalentemente attraverso escrezione renale dei metaboliti |
Assorbimento e conversione[modifica]
Il ramipril viene rapidamente assorbito dopo somministrazione orale.
Il farmaco viene successivamente convertito nel metabolita attivo ramiprilato.
Ramiprilato[modifica]
Il ramiprilato presenta una potente attività inibitoria sull'ACE.
La sua farmacocinetica è caratterizzata da una fase di eliminazione polifasica.
Emivita efficace[modifica]
Dopo somministrazioni ripetute di 5–10 mg di ramipril, l'emivita efficace del ramiprilato è di circa 13–17 ore.
A dosi inferiori può risultare più prolungata.
Emivita terminale[modifica]
Il ramiprilato presenta una fase terminale di eliminazione prolungata a concentrazioni plasmatiche molto basse.
Questo comportamento dipende dal legame ad alta affinità con l'ACE e dalla lenta dissociazione dall'enzima.
L'emivita terminale non deve essere confusa con l'emivita efficace di accumulo.
Eliminazione renale[modifica]
La clearance renale del ramiprilato diminuisce nei pazienti con compromissione della funzione renale.
Ne consegue un aumento dell'esposizione sistemica e un'eliminazione più lenta.
Compromissione epatica[modifica]
Nei pazienti con compromissione epatica la conversione del ramipril a ramiprilato può essere ritardata per riduzione dell'attività delle esterasi epatiche.
AVVERTENZE[modifica]
Monitoraggio clinico e laboratoristico[modifica]
| SICUREZZA DEL TRATTAMENTO | |
|---|---|
| MONITORAGGIO | Pressione arteriosa, creatinina sierica, funzione renale, potassio sierico e stato di idratazione |
| PRECAUZIONI | Deplezione volemica, terapia diuretica, insufficienza cardiaca, compromissione renale, interazioni farmacologiche |
| RISCHI GRAVI | Angioedema, iperkaliemia grave, insufficienza renale acuta, ipotensione marcata, tossicità fetale |
Ipotensione sintomatica[modifica]
Il ramipril può determinare una riduzione eccessiva della pressione arteriosa, soprattutto dopo la prima somministrazione o un incremento della dose.
Il rischio aumenta nei pazienti con deplezione di volume o di sodio e nei pazienti con marcata attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone.
Funzione renale[modifica]
La funzione renale deve essere valutata prima dell'inizio del trattamento e monitorata durante la terapia.
Un incremento iniziale della creatinina può derivare dalla riduzione della pressione intraglomerulare.
Un deterioramento marcato o progressivo della funzione renale richiede una rivalutazione clinica.
Iperkaliemia[modifica]
La riduzione della secrezione di aldosterone può determinare un aumento del potassio sierico.
Il rischio è maggiore nei pazienti con compromissione renale, diabete mellito o terapia concomitante con medicinali che aumentano il potassio.
Angioedema[modifica]
L'angioedema può interessare volto, labbra, lingua, glottide e laringe.
Il coinvolgimento delle vie aeree costituisce un'emergenza medica.
La comparsa di angioedema richiede la sospensione del medicinale e un trattamento appropriato.
Angioedema intestinale[modifica]
In rari casi gli ACE-inibitori possono provocare angioedema intestinale.
La manifestazione principale può essere il dolore addominale, talvolta associato a nausea o vomito.
Tosse secca[modifica]
La tosse associata agli ACE-inibitori è tipicamente secca, persistente e non produttiva.
Può comparire anche dopo settimane o mesi dall'inizio della terapia.
Gravidanza[modifica]
Il trattamento con ACE-inibitori non deve essere iniziato durante la gravidanza.
Nelle pazienti che pianificano una gravidanza deve essere valutata una terapia alternativa appropriata.
Chirurgia e anestesia[modifica]
Durante interventi chirurgici o procedure anestesiologiche il ramipril può contribuire all'ipotensione.
La gestione perioperatoria deve essere concordata con il medico.
Duplice blocco del sistema renina-angiotensina[modifica]
L'associazione con antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperkaliemia e compromissione renale.
Il duplice blocco non è generalmente raccomandato.
Pazienti con insufficienza cardiaca[modifica]
Nei pazienti con insufficienza cardiaca è necessaria particolare cautela durante l'inizio del trattamento e la titolazione.
Devono essere monitorati pressione arteriosa, funzione renale e potassio.
Reazioni ematologiche[modifica]
Sono state segnalate alterazioni ematologiche, comprese neutropenia e agranulocitosi, soprattutto in pazienti con specifici fattori predisponenti.
INTERAZIONI[modifica]
Principali interazioni farmacologiche[modifica]
| Farmaco o classe | Meccanismo | Conseguenza clinica |
|---|---|---|
| Sacubitril/valsartan | Aumento del rischio di angioedema | Associazione controindicata; intervallo di almeno 36 ore |
| Aliskiren | Duplice blocco del sistema renina-angiotensina | Controindicato nei pazienti diabetici o con GFR inferiore a 60 ml/min/1,73 m² |
| Spironolattone, Eplerenone, Amiloride | Riduzione dell'escrezione renale di potassio | Aumento del rischio di iperkaliemia |
| Ibuprofene, Diclofenac e altri FANS | Inibizione della sintesi delle prostaglandine renali | Riduzione dell'effetto antipertensivo e aumento del rischio di compromissione renale |
| Litio | Possibile riduzione della clearance renale del litio | Aumento delle concentrazioni plasmatiche e della tossicità |
| Diuretici | Effetti antipertensivi additivi | Ipotensione sintomatica, soprattutto in presenza di deplezione volemica |
| Antagonisti del recettore dell'angiotensina II | Duplice blocco del sistema renina-angiotensina | Iperkaliemia, ipotensione e compromissione renale |
| Trimetoprim e cotrimossazolo | Riduzione dell'escrezione renale di potassio | Aumento del rischio di iperkaliemia |
Sacubitril/valsartan[modifica]
L'associazione è controindicata per il rischio di angioedema.
Deve essere rispettato un intervallo di almeno 36 ore nel passaggio da un trattamento all'altro.
Diuretici risparmiatori di potassio[modifica]
L'associazione con spironolattone, eplerenone o amiloride può aumentare il rischio di iperkaliemia.
Quando clinicamente indicata, richiede monitoraggio del potassio e della funzione renale.
Farmaci antinfiammatori non steroidei[modifica]
L'associazione con FANS può ridurre l'effetto antipertensivo del ramipril e aumentare il rischio di insufficienza renale acuta.
Il rischio è particolarmente elevato nei pazienti anziani, disidratati o trattati contemporaneamente con diuretici.
Litio[modifica]
Gli ACE-inibitori possono aumentare le concentrazioni plasmatiche del litio.
L'associazione richiede cautela e monitoraggio della litiemia.
Aliskiren[modifica]
L'associazione è controindicata nei pazienti con diabete mellito o GFR inferiore a 60 ml/min/1,73 m².
Antagonisti del recettore dell'angiotensina II[modifica]
L'associazione con un antagonista del recettore dell'angiotensina II non è generalmente raccomandata.
Nei pazienti con nefropatia diabetica i due trattamenti non devono essere utilizzati contemporaneamente.
Trimetoprim[modifica]
Il trimetoprim può ridurre l'escrezione renale di potassio.
L'associazione con ramipril aumenta il rischio di iperkaliemia.
Farmaci che aumentano il rischio di angioedema[modifica]
L'associazione con alcuni inibitori di mTOR, vildagliptin o racecadotril può aumentare il rischio di angioedema.
È necessaria una valutazione del rapporto beneficio-rischio.
EFFETTI COLLATERALI[modifica]
Reazioni avverse comuni[modifica]
Fra le reazioni avverse riportate durante il trattamento figurano:
La frequenza delle singole reazioni deve essere interpretata secondo il RCP della specialità.
Effetti cardiovascolari[modifica]
Possono verificarsi:
- Ipotensione sintomatica.
- Ipotensione ortostatica.
- Sincope.
- Palpitazioni.
Nei pazienti con cardiopatia ischemica o malattia cerebrovascolare, una riduzione pressoria eccessiva può determinare complicanze ischemiche.
Effetti renali[modifica]
Il trattamento può provocare:
- Incremento della creatinina sierica.
- Riduzione della filtrazione glomerulare.
- Insufficienza renale acuta in pazienti predisposti.
Il rischio aumenta in presenza di ipovolemia, stenosi delle arterie renali o uso concomitante di FANS.
Alterazioni elettrolitiche[modifica]
L'iperkaliemia rappresenta una possibile reazione avversa clinicamente rilevante.
Nei casi gravi può provocare alterazioni della conduzione cardiaca e aritmie.
Effetti respiratori[modifica]
La tosse secca persistente è una reazione avversa caratteristica degli ACE-inibitori.
Effetti gastrointestinali[modifica]
Possono verificarsi:
- Nausea.
- Vomito.
- Diarrea.
- Dolore addominale.
- Dispepsia.
Raramente può verificarsi angioedema intestinale.
Reazioni cutanee[modifica]
Sono possibili eruzioni cutanee, prurito, orticaria e altre manifestazioni di ipersensibilità.
Angioedema[modifica]
L'angioedema è una reazione avversa rara ma potenzialmente grave.
Può comparire anche dopo un periodo prolungato di trattamento precedentemente ben tollerato.
L'interessamento delle vie aeree costituisce un'emergenza medica.
Alterazioni ematologiche[modifica]
Sono state segnalate neutropenia, agranulocitosi e altre alterazioni ematologiche, soprattutto in pazienti predisposti.
Sovradosaggio[modifica]
Il sovradosaggio può provocare:
- Marcata ipotensione.
- Alterazioni elettrolitiche.
- Compromissione della funzione renale.
- Alterazioni della frequenza cardiaca.
- Disturbi dello stato di coscienza nei casi gravi.
Il trattamento è principalmente di supporto e richiede monitoraggio emodinamico, renale ed elettrolitico.
CURIOSITÀ[modifica]
Il ramipril è un ACE-inibitore?[modifica]
Sì.
Il ramipril appartiene alla classe degli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina.
Il ramipril è un profarmaco?[modifica]
Sì.
Dopo l'assorbimento viene convertito nel metabolita attivo ramiprilato.
Qual è la differenza fra ramipril e ramiprilato?[modifica]
Il ramipril è la molecola somministrata per via orale.
Il ramiprilato è il metabolita attivo responsabile della principale attività ACE-inibitoria.
Il ramipril può proteggere i reni?[modifica]
In specifiche nefropatie proteinuriche, il ramipril può ridurre l'albuminuria o la proteinuria e contribuire a rallentare la progressione del danno renale.
Tuttavia, il trattamento richiede un attento monitoraggio della funzione renale e del potassio.
Il ramipril può aumentare la creatinina?[modifica]
Sì.
Un incremento iniziale della creatinina può derivare dalla riduzione della pressione intraglomerulare.
Un aumento marcato o progressivo richiede una valutazione clinica.
Il ramipril può essere utilizzato nell'insufficienza renale?[modifica]
In molti pazienti sì, ma può essere necessario ridurre la dose massima o modificare la dose iniziale.
La posologia dipende dalla clearance della creatinina e dalla tollerabilità.
Il ramipril può causare tosse secca?[modifica]
Sì.
La tosse secca persistente è una reazione avversa caratteristica degli ACE-inibitori.
Perché il ramipril può aumentare il potassio?[modifica]
La riduzione della secrezione di aldosterone diminuisce l'escrezione renale di potassio.
Il ramipril può essere associato allo spironolattone?[modifica]
L'associazione può essere utilizzata in specifiche condizioni cliniche, ma aumenta il rischio di iperkaliemia.
È necessario monitorare il potassio e la funzione renale.
Il ramipril può essere associato all'ibuprofene?[modifica]
L'associazione richiede cautela.
I FANS possono ridurre l'effetto antipertensivo e aumentare il rischio di compromissione renale.
Il ramipril può essere utilizzato dopo un infarto?[modifica]
Sì.
È indicato nella prevenzione secondaria dopo infarto miocardico acuto nei pazienti con segni clinici di insufficienza cardiaca, secondo i criteri del RCP.
Il ramipril riduce il rischio cardiovascolare?[modifica]
In specifiche popolazioni ad alto rischio, il trattamento ha dimostrato benefici sulla riduzione della morbilità e della mortalità cardiovascolare.
Il ramipril può essere assunto una volta al giorno?[modifica]
Sì.
Nell'ipertensione e nella prevenzione cardiovascolare viene generalmente somministrato una volta al giorno.
In alcune indicazioni, come l'insufficienza cardiaca, possono essere preferibili due somministrazioni giornaliere.
Il ramipril può essere assunto con il cibo?[modifica]
Sì.
Il medicinale può essere assunto prima, durante o dopo i pasti.
Il ramipril è uguale al perindopril?[modifica]
No.
Ramipril e Perindopril appartengono alla stessa classe farmacologica, ma differiscono per proprietà farmacocinetiche, posologia e indicazioni autorizzate.
Il ramipril è uguale al losartan?[modifica]
No.
Il ramipril è un ACE-inibitore, mentre Losartan è un antagonista del recettore AT1 dell'angiotensina II.
Il ramipril può essere assunto per periodi prolungati?[modifica]
Sì, quando clinicamente indicato e ben tollerato.
La prosecuzione richiede controlli periodici della pressione arteriosa, della funzione renale e del potassio sierico.
Il ramipril può essere utilizzato durante la gravidanza?[modifica]
È controindicato durante il secondo e il terzo trimestre.
Non è raccomandato nel primo trimestre.
Il ramipril può provocare angioedema?[modifica]
Sì.
L'angioedema è una reazione avversa potenzialmente grave, soprattutto quando interessa le vie aeree.
Il ramipril può essere sostituito con un altro ACE-inibitore?[modifica]
In determinate circostanze può essere sostituito con un altro ACE-inibitore.
La sostituzione richiede una rivalutazione della dose, poiché non esiste una corrispondenza universale milligrammo per milligrammo.
