Metoclopramide

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La metoclopramide è un farmaco antiemetico e procinetico utilizzato per prevenire o trattare a breve termine la nausea e il vomito in specifiche condizioni cliniche. Agisce principalmente bloccando i recettori dopaminergici D₂ e favorendo la motilità del tratto gastrointestinale superiore. A causa del rischio di reazioni neurologiche, comprese le distonie acute e la discinesia tardiva, il trattamento deve rispettare le restrizioni di dose e durata previste per il medicinale.

Caratteristica Informazioni
Principio attivo Metoclopramide, generalmente sotto forma di cloridrato
Classe farmacologica Antiemetico, antagonista dopaminergico D₂, procinetico
Principali specialità Plasil, Digestivo S. Pellegrino, Isaprandil, Randum, Geffer
Indicazioni autorizzate in Italia Trattamento sintomatico di nausea e vomito e specifiche indicazioni correlate a chirurgia, chemioterapia, radioterapia ed emicrania, secondo la singola formulazione
Meccanismo d'azione Antagonismo dei recettori D₂; attività serotoninergica e aumento della motilità gastrointestinale
Forme farmaceutiche Compresse, formulazioni orali liquide e soluzione iniettabile, secondo la specialità
Dosaggio Negli adulti, generalmente 10 mg per somministrazione fino a 3 volte al giorno; massimo 30 mg/die o 0,5 mg/kg/die, con intervallo minimo di 6 ore e durata massima raccomandata di 5 giorni
Emivita Circa 5–6 ore, con possibili variazioni individuali
Effetti indesiderati comuni Sonnolenza, stanchezza, irrequietezza e diarrea
Rischi principali Disturbi extrapiramidali, discinesia tardiva, sindrome neurolettica maligna e, raramente, reazioni cardiovascolari gravi
Regime di fornitura Soggetto a prescrizione medica per le formulazioni medicinali pertinenti; verificare il regime della singola specialità

Indice

SPECIALITÀ[modifica]

  • Metoclopramide
    • Medicinali generici a base di metoclopramide cloridrato: forme, dosaggi e confezioni dipendono dalla specifica autorizzazione.
  • Plasil
    • Compresse da 10 mg.
    • Sciroppo da 10 mg/10 ml.
    • Gocce orali da 4 mg/ml.
    • Soluzione iniettabile da 10 mg/2 ml.
  • Isaprandil
    • Compresse effervescenti da 5 mg.
    • Granulato effervescente da 5 mg.
  • Associazione: metoclopramide / dimeticone / potassio citrato / acido citrico / acido tartarico / sodio bicarbonato
    • Geffer: granulato effervescente in bustine; ciascuna bustina contiene metoclopramide cloridrato 5 mg, dimeticone 50 mg, potassio citrato 94,45 mg, acido citrico 670 mg, acido tartarico 152 mg e sodio bicarbonato 1050 mg. La confezione riportata nella monografia WikiFarmaco è da 24 bustine.

STRUTTURA[modifica]

Metoclopramide.jpg

La metoclopramide è una benzamide sostituita, strutturalmente correlata ad altri farmaci con attività antidopaminergica. Nelle specialità medicinali viene generalmente impiegata sotto forma di cloridrato.

La struttura chimica è responsabile soprattutto dell'antagonismo sui recettori dopaminergici D₂ e dell'attività sul sistema serotoninergico, che contribuiscono all'effetto antiemetico e alla modificazione della motilità gastrointestinale.

MECCANISMO D'AZIONE[modifica]

La metoclopramide agisce principalmente attraverso tre meccanismi:

  • Antagonismo dei recettori dopaminergici D₂: blocca i recettori D₂ nella zona chemorecettoriale trigger e in altre aree coinvolte nel riflesso del vomito. Questo contribuisce all'effetto antiemetico. A livello gastrointestinale riduce l'inibizione dopaminergica della motilità.
  • Attività sui recettori serotoninergici: antagonizza i recettori 5-HT₃, contribuendo all'effetto antiemetico, e presenta attività agonista sui recettori 5-HT₄, favorendo il rilascio di acetilcolina nei plessi nervosi enterici.
  • Effetto procinetico: aumenta il tono dello sfintere esofageo inferiore, favorisce la coordinazione della motilità gastrica e accelera lo svuotamento gastrico, senza aumentare in modo significativo la secrezione gastrica.

La metoclopramide attraversa la barriera ematoencefalica. Questa caratteristica contribuisce all'efficacia antiemetica, ma spiega anche il rischio di effetti indesiderati neurologici, in particolare distonie acute, acatisia e altre reazioni extrapiramidali.

INDICAZIONI[modifica]

Nausea e vomito negli adulti[modifica]

La metoclopramide è indicata per il trattamento sintomatico della nausea e del vomito e, in base alla specifica formulazione, per la prevenzione di alcuni episodi emetici.

Le indicazioni autorizzate negli adulti possono comprendere:

  • Trattamento sintomatico di nausea e vomito, compresi quelli associati all'emicrania acuta.
  • Prevenzione della nausea e del vomito postoperatori.
  • Prevenzione della nausea e del vomito indotti da radioterapia.
  • Prevenzione della nausea e del vomito ritardati indotti da chemioterapia, secondo la formulazione e l'indicazione autorizzata.

La metoclopramide non deve essere considerata un trattamento universale per ogni causa di nausea e vomito. La scelta dipende dall'origine dei sintomi, dalle condizioni del paziente e dalle terapie concomitanti.

Nausea e vomito associati all'emicrania[modifica]

La metoclopramide può essere utilizzata per il trattamento sintomatico della nausea e del vomito associati all'emicrania acuta. Favorendo lo svuotamento gastrico, può inoltre migliorare l'assorbimento di alcuni analgesici orali quando viene impiegata nell'ambito di un trattamento appropriato.

Non è un farmaco preventivo dell'emicrania e non deve essere impiegata ripetutamente senza una rivalutazione medica.

Nausea e vomito postoperatori[modifica]

Alcune formulazioni sono autorizzate per la prevenzione o il trattamento della nausea e del vomito dopo un intervento chirurgico. La somministrazione, soprattutto per via parenterale, deve essere effettuata da personale sanitario, considerando le condizioni emodinamiche e il rischio di reazioni neurologiche e cardiovascolari.

Nausea e vomito associati a chemioterapia e radioterapia[modifica]

La metoclopramide può essere utilizzata per specifiche indicazioni antiemetiche correlate alla chemioterapia o alla radioterapia. Per la chemioterapia, l'impiego dipende dal tipo di nausea e vomito e può essere limitato alla prevenzione degli episodi ritardati.

La scelta dell'antiemetico deve seguire il protocollo oncologico previsto. La metoclopramide non sostituisce automaticamente gli altri farmaci antiemetici indicati nei regimi chemioterapici ad alto rischio emetogeno.

Popolazione pediatrica[modifica]

Nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 1 e 18 anni, l'uso è limitato a indicazioni specifiche di seconda linea, quando altri trattamenti non sono efficaci o non possono essere utilizzati:

  • Trattamento della nausea e del vomito postoperatori accertati, esclusivamente per via endovenosa.
  • Prevenzione della nausea e del vomito ritardati indotti da chemioterapia, secondo le vie di somministrazione autorizzate.

La metoclopramide è controindicata nei bambini di età inferiore a 1 anno. Non è indicata per trattare indiscriminatamente il vomito o i comuni disturbi digestivi nei bambini.

Indicazioni non più raccomandate per il trattamento cronico[modifica]

A seguito delle restrizioni europee di sicurezza, la metoclopramide non deve essere utilizzata per trattamenti prolungati di disturbi quali dispepsia cronica, pirosi, reflusso gastroesofageo o rallentato svuotamento gastrico cronico.

Le vecchie indicazioni riportate in alcune monografie di specialità, soprattutto quelle relative a disturbi digestivi funzionali, non devono essere considerate automaticamente valide secondo le attuali restrizioni d'impiego.

CONTROINDICAZIONI[modifica]

Ipersensibilità[modifica]

La metoclopramide è controindicata nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo o a uno degli eccipienti della formulazione utilizzata.

Emorragia, perforazione e ostruzione gastrointestinale[modifica]

È controindicata quando la stimolazione della motilità gastrointestinale può essere pericolosa, come in presenza di:

  • Emorragia gastrointestinale.
  • Perforazione gastrointestinale.
  • Ostruzione meccanica del tratto gastrointestinale.

Patologie neurologiche[modifica]

La metoclopramide è controindicata nei pazienti con morbo di Parkinson e in presenza di precedenti discinesie tardive associate a farmaci, secondo le informazioni autorizzate.

È inoltre controindicata in presenza di epilessia non controllata o di condizioni nelle quali il farmaco possa aumentare il rischio di crisi convulsive, secondo la specifica documentazione del medicinale.

Feocromocitoma[modifica]

La metoclopramide è controindicata nei pazienti con feocromocitoma o sospetto feocromocitoma, perché può favorire una crisi ipertensiva potenzialmente grave.

Associazione con levodopa e agonisti dopaminergici[modifica]

L'associazione con levodopa o con agonisti dopaminergici è controindicata perché i rispettivi effetti farmacologici si antagonizzano. La metoclopramide può inoltre aggravare i sintomi del Parkinson.

Età inferiore a 1 anno[modifica]

La metoclopramide è controindicata nei bambini di età inferiore a 1 anno per il rischio aumentato di reazioni neurologiche e di metemoglobinemia.

Altre condizioni che richiedono valutazione[modifica]

Occorre verificare le controindicazioni della singola formulazione in presenza di:

  • Precedenti reazioni extrapiramidali o discinesie da farmaci.
  • Prolungamento dell'intervallo QT o altri disturbi del ritmo cardiaco.
  • Insufficienza renale o epatica.
  • Gravidanza e allattamento.
  • Trattamenti concomitanti con farmaci che possono provocare effetti extrapiramidali o prolungare l'intervallo QT.

POSOLOGIA[modifica]

Adulti[modifica]

La dose singola abituale è di 10 mg, ripetibile fino a tre volte al giorno, in base all'indicazione e alla formulazione.

La dose massima raccomandata è di 30 mg al giorno oppure 0,5 mg/kg di peso corporeo al giorno, scegliendo il limite più basso. La durata massima raccomandata del trattamento è di 5 giorni.

Per le formulazioni orali convenzionali, la somministrazione è generalmente distanziata nel corso della giornata. L'intervallo minimo tra due dosi è di 6 ore, anche se il paziente vomita o rigetta la dose precedente: non si deve ripetere immediatamente la somministrazione.

Formulazioni orali[modifica]

La dose deve essere calcolata in base alla quantità effettiva di metoclopramide contenuta nella formulazione.

  • Compresse da 10 mg: la dose abituale nell'adulto è una compressa per somministrazione, fino a tre volte al giorno, senza superare il massimo giornaliero previsto.
  • Formulazioni liquide: la quantità in millilitri deve essere calcolata in base alla concentrazione effettiva del prodotto e misurata con il dispositivo appropriato.
  • Formulazioni effervescenti da 5 mg: la dose e l'indicazione devono rispettare le informazioni autorizzate della specifica specialità. La presenza del principio attivo non rende automaticamente queste formulazioni intercambiabili con quelle autorizzate per le attuali indicazioni antiemetiche.

Non tutte le formulazioni commerciali storicamente disponibili sono necessariamente ancora autorizzate o commercializzate nella stessa forma. Prima di utilizzare un prodotto è necessario verificare la confezione e le informazioni aggiornate della specifica specialità.

Somministrazione intramuscolare ed endovenosa[modifica]

La via parenterale viene utilizzata per indicazioni selezionate, in particolare quando la somministrazione orale non è possibile o per specifici contesti postoperatori.

Negli adulti la dose singola abituale è di 10 mg, entro il limite massimo giornaliero di 30 mg o 0,5 mg/kg. La dose deve essere adattata alle condizioni cliniche e alle indicazioni autorizzate.

La somministrazione endovenosa deve avvenire mediante bolo lento della durata di almeno 3 minuti, per ridurre il rischio di reazioni avverse, comprese quelle cardiovascolari. È necessario prestare particolare attenzione in presenza di bradicardia, alterazioni elettrolitiche o farmaci che prolungano il QT.

Bambini e adolescenti[modifica]

Nei pazienti di età compresa tra 1 e 18 anni, la dose raccomandata per le indicazioni pediatriche autorizzate è generalmente di 0,1–0,15 mg/kg per somministrazione, fino a tre volte al giorno.

La dose massima è di 0,5 mg/kg nelle 24 ore. La somministrazione deve essere effettuata soltanto per le indicazioni pediatriche ammesse e come trattamento di seconda linea.

Le compresse da 10 mg possono non essere adatte ai bambini che richiedono dosi inferiori. Per le formulazioni liquide deve essere utilizzato un dispositivo di misurazione appropriato.

Insufficienza renale[modifica]

La metoclopramide viene eliminata in misura significativa attraverso i reni. In presenza di insufficienza renale può aumentare l'esposizione al farmaco e il rischio di effetti indesiderati neurologici.

La dose giornaliera deve essere ridotta in base alla funzione renale e alle indicazioni della specifica formulazione. Nei pazienti con clearance della creatinina compresa tra 15 e 60 ml/min è generalmente prevista una riduzione della dose giornaliera del 50%; nella malattia renale allo stadio terminale, con clearance della creatinina pari o inferiore a 15 ml/min, può essere necessaria una riduzione del 75%.

Insufficienza epatica[modifica]

In presenza di compromissione epatica, soprattutto grave, può essere necessaria una riduzione della dose. La decisione deve tenere conto della gravità della compromissione, della funzione renale e della risposta clinica.

Anziani[modifica]

Negli anziani è opportuno utilizzare la dose minima efficace e considerare una riduzione del dosaggio, soprattutto in presenza di insufficienza renale o epatica, fragilità o maggiore suscettibilità agli effetti neurologici.

Il rischio di discinesia tardiva aumenta con l'esposizione cumulativa e con trattamenti prolungati; per questo motivo la durata deve essere limitata al periodo strettamente necessario.

Dose dimenticata[modifica]

Se viene dimenticata una dose, non bisogna assumere una dose doppia per compensarla. Occorre rispettare l'intervallo minimo previsto tra le somministrazioni e non superare la dose massima giornaliera.

Sospensione del trattamento[modifica]

La metoclopramide è destinata a trattamenti brevi. Non si deve prolungare autonomamente la terapia oltre i 5 giorni, anche se nausea o vomito persistono.

Se i sintomi continuano, peggiorano o si associano a dolore intenso, disidratazione, sangue nel vomito o alterazione dello stato di coscienza, è necessaria una valutazione medica per identificare la causa.

Sovradosaggio[modifica]

Il sovradosaggio può provocare sonnolenza, confusione, agitazione, reazioni distoniche acute, sintomi extrapiramidali e alterazioni cardiovascolari. Nei casi gravi possono comparire sindrome neurolettica maligna o altre complicanze.

In caso di sospetto sovradosaggio è necessario rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza o a un centro antiveleni. Il trattamento è di supporto e dipende dai sintomi presenti.

EMIVITA[modifica]

L'emivita plasmatica della metoclopramide è generalmente di circa 5–6 ore, anche se può variare in funzione delle caratteristiche individuali e della funzione renale.

Il farmaco viene metabolizzato nell'organismo ed eliminato principalmente attraverso i reni, in parte immodificato e in parte sotto forma di metaboliti. Nell'insufficienza renale la clearance può ridursi e l'esposizione aumentare, rendendo necessario un aggiustamento della dose.

L'emivita relativamente breve non elimina il rischio di effetti neurologici: le reazioni extrapiramidali possono comparire anche dopo una singola somministrazione, mentre la discinesia tardiva è associata soprattutto all'esposizione prolungata.

AVVERTENZE[modifica]

Durata del trattamento[modifica]

La metoclopramide deve essere utilizzata per il periodo più breve possibile e per una durata massima raccomandata di 5 giorni. Il trattamento prolungato aumenta il rischio di reazioni neurologiche, comprese quelle potenzialmente irreversibili.

Non deve essere impiegata per trattare cronicamente dispepsia, reflusso gastroesofageo o rallentamento cronico dello svuotamento gastrico.

Disturbi extrapiramidali[modifica]

La metoclopramide può causare distonie acute, acatisia, spasmi muscolari, torcicollo, trisma e crisi oculogire. Queste reazioni possono comparire anche dopo poche dosi e sono più frequenti nei bambini, nei giovani e in caso di dosaggi elevati.

In caso di movimenti involontari, spasmi o rigidità muscolare, il trattamento deve essere sospeso e il paziente deve essere valutato tempestivamente da un medico.

Discinesia tardiva[modifica]

La discinesia tardiva è caratterizzata da movimenti involontari ripetitivi, soprattutto a carico di volto, lingua e bocca. Può diventare persistente o irreversibile e il rischio aumenta con la durata del trattamento e con l'esposizione cumulativa.

La metoclopramide non deve essere utilizzata oltre il periodo raccomandato e non deve essere ripresa autonomamente dopo una reazione neurologica significativa.

Sindrome neurolettica maligna[modifica]

Raramente può verificarsi una sindrome neurolettica maligna, caratterizzata da febbre elevata, rigidità muscolare, alterazioni dello stato mentale e instabilità autonomica.

In presenza di sintomi compatibili, la metoclopramide deve essere sospesa e occorre richiedere assistenza medica urgente.

Sonnolenza e capacità di guidare[modifica]

La metoclopramide può causare sonnolenza, vertigini e riduzione della vigilanza. Il paziente deve evitare di guidare o utilizzare macchinari se presenta questi sintomi.

L'effetto sedativo può essere accentuato dall'alcol e da altri medicinali che deprimono il sistema nervoso centrale.

Rischi cardiovascolari[modifica]

Sono state segnalate reazioni cardiovascolari rare ma gravi, soprattutto in relazione alla somministrazione parenterale. Occorre cautela nei pazienti con bradicardia, disturbi della conduzione, prolungamento del QT, squilibri elettrolitici o trattamento concomitante con farmaci che prolungano il QT.

La somministrazione endovenosa deve essere lenta e condotta da personale sanitario.

Insufficienza renale ed epatica[modifica]

La compromissione renale può ridurre l'eliminazione del farmaco, mentre quella epatica può modificarne il metabolismo. In queste condizioni può essere necessario ridurre la dose per limitare il rischio di accumulo e reazioni avverse.

Gravidanza e allattamento[modifica]

L'impiego durante la gravidanza deve essere valutato in base all'indicazione e alle informazioni autorizzate della specifica formulazione. La metoclopramide può essere utilizzata in determinate circostanze cliniche quando il beneficio atteso giustifica il trattamento.

Il farmaco passa nel latte materno. Durante l'allattamento è necessaria una valutazione individuale del rapporto tra benefici e rischi, tenendo conto delle alternative terapeutiche.

Iperprolattinemia[modifica]

L'antagonismo dopaminergico può aumentare la secrezione di prolattina. È necessaria cautela nei pazienti con iperprolattinemia, adenoma ipofisario secernente prolattina o condizioni nelle quali un aumento della prolattina può avere rilevanza clinica.

INTERAZIONI[modifica]

Levodopa e agonisti dopaminergici[modifica]

La metoclopramide antagonizza gli effetti della levodopa e degli agonisti dopaminergici. L'associazione è controindicata o deve essere evitata secondo le informazioni autorizzate, perché può ridurre l'efficacia della terapia antiparkinsoniana e peggiorare i sintomi motori.

Antipsicotici e altri farmaci antidopaminergici[modifica]

L'associazione con antipsicotici, come fenotiazine e butirrofenoni, può aumentare il rischio di disturbi extrapiramidali, distonie acute e sindrome neurolettica maligna.

Occorre verificare anche l'uso concomitante di altri medicinali con attività antidopaminergica.

Farmaci serotoninergici[modifica]

L'associazione con medicinali serotoninergici, compresi alcuni antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, può aumentare il rischio di sindrome serotoninergica.

Segni quali agitazione, sudorazione, tremore, iperreflessia, febbre e alterazione dello stato mentale richiedono una valutazione urgente.

Farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale[modifica]

Alcol, oppioidi, sedativi, ipnotici, ansiolitici e antistaminici sedativi possono aumentare la sonnolenza e ridurre la vigilanza quando associati alla metoclopramide.

Durante il trattamento è prudente evitare l'alcol e prestare attenzione alle associazioni che possono compromettere la capacità di guidare.

Anticolinergici e oppioidi[modifica]

I farmaci anticolinergici e gli oppioidi possono antagonizzare l'effetto procinetico della metoclopramide sulla motilità gastrointestinale. L'associazione può ridurne l'efficacia sullo svuotamento gastrico.

Farmaci che prolungano l'intervallo QT[modifica]

L'associazione con medicinali che prolungano l'intervallo QT può aumentare il rischio di aritmie, soprattutto in presenza di bradicardia o alterazioni elettrolitiche.

Tra i farmaci da valutare rientrano alcuni antiaritmici, antipsicotici, antidepressivi e antibiotici. La rilevanza dell'interazione dipende dal medicinale specifico e dai fattori di rischio del paziente.

Digossina e ciclosporina[modifica]

La metoclopramide può modificare l'assorbimento di alcuni farmaci attraverso l'accelerazione dello svuotamento gastrico e del transito gastrointestinale.

Può ridurre la biodisponibilità della digossina e aumentare quella della ciclosporina; quando l'associazione è necessaria, può essere richiesto un monitoraggio clinico o dei livelli plasmatici.

Altre interazioni[modifica]

La metoclopramide può modificare l'assorbimento di alcuni medicinali orali. Prima di iniziare o modificare terapie concomitanti è opportuno verificare le possibili interazioni, soprattutto nei pazienti in politerapia.

EFFETTI COLLATERALI[modifica]

Effetti indesiderati comuni[modifica]

Gli effetti indesiderati più frequentemente segnalati comprendono:

  • Sonnolenza.
  • Stanchezza e riduzione della vigilanza.
  • Irrequietezza o acatisia.
  • Diarrea.
  • Capogiri.

L'intensità degli effetti dipende dalla dose, dalla via di somministrazione, dall'età e dalla sensibilità individuale.

Reazioni extrapiramidali acute[modifica]

Le reazioni extrapiramidali possono comprendere:

  • Distonia acuta con contrazioni involontarie del volto o del collo.
  • Torcicollo, trisma e spasmi muscolari.
  • Crisi oculogire, con deviazione involontaria degli occhi.
  • Acatisia, caratterizzata da irrequietezza motoria e difficoltà a rimanere fermi.
  • Altri disturbi del movimento.

Queste reazioni possono comparire anche dopo una singola dose, in particolare nei bambini e nei giovani. La comparsa di sintomi di questo tipo richiede la sospensione del trattamento e una valutazione medica.

Discinesia tardiva[modifica]

La discinesia tardiva può manifestarsi con movimenti involontari ripetitivi della lingua, delle labbra, del volto o degli arti. È associata soprattutto all'uso prolungato e può non regredire completamente dopo la sospensione.

La limitazione della durata del trattamento a un massimo di 5 giorni è una misura fondamentale per ridurre questo rischio.

Effetti endocrini[modifica]

L'aumento della prolattina può provocare:

  • Galattorrea.
  • Alterazioni del ciclo mestruale.
  • Amenorrea.
  • Ginecomastia.
  • Disturbi della funzione sessuale.

La probabilità dipende dalla dose, dalla durata dell'esposizione e dalla suscettibilità individuale.

Effetti cardiovascolari[modifica]

Sono stati segnalati ipotensione, bradicardia, alterazioni del ritmo cardiaco e, raramente, reazioni cardiovascolari gravi, soprattutto dopo somministrazione parenterale.

Sincope, palpitazioni importanti, dolore toracico o perdita di coscienza richiedono assistenza medica urgente.

Altri effetti indesiderati[modifica]

Possono verificarsi reazioni allergiche, rash cutanei e, raramente, metemoglobinemia o sindrome neurolettica maligna. La metemoglobinemia è particolarmente rilevante in determinate condizioni predisponenti e richiede la sospensione del farmaco e un trattamento tempestivo.

La frequenza dei singoli effetti indesiderati può variare tra le formulazioni e in base alle caratteristiche del paziente.

CURIOSITÀ[modifica]

  • Antiemetico e procinetico: la metoclopramide non agisce soltanto sul centro del vomito, ma favorisce anche lo svuotamento gastrico attraverso meccanismi dopaminergici e serotoninergici.
  • Il rischio neurologico ne ha cambiato l'impiego: le restrizioni europee hanno ridotto la dose massima e limitato la durata del trattamento a 5 giorni, proprio per ridurre il rischio di reazioni extrapiramidali e discinesia tardiva.
  • Non è indicata per tutti i disturbi digestivi: alcune vecchie monografie riportano impieghi nella dispepsia e nel reflusso. Queste indicazioni non devono essere confuse con quelle attualmente autorizzate dopo la revisione europea del rapporto beneficio-rischio.
  • Può interferire con l'assorbimento dei medicinali: accelerando lo svuotamento gastrico, può modificare la biodisponibilità di alcuni farmaci assunti per via orale, come digossina e ciclosporina.
  • L'età influenza il rischio: le reazioni distoniche acute sono particolarmente rilevanti nei bambini e nei giovani, mentre la discinesia tardiva è associata soprattutto all'esposizione prolungata e può essere irreversibile.

LINK CORRELATI[modifica]

Nausea/Vomito/Chinetosi (Antiemetici)
Antagonisti dopaminergici Alizapride (Limican)  • Clebopride (Motilex)  • Domperidone (Digestivo giuliani, Domperidone generico compresse, Motilium, Peridon, Permotil)  • Metoclopramide (Digestivo S. Pellegrino, Plasil...)  • Proclorperazina (Stemetil)  • Tietilperazina (Torecan)
Antagonisti della serotonina (5HT3) Granisetron (Kytril)  • Ondansetron (Zofran)  • Palonosetron (Aloxi)  • Tropisetron (Navoban)
Antistaminico antagonista dei recettori H1 Dimenidrinato (Lomarin, Travelgum, Valontan, Xamamina)
Antimuscarinico Scopolamina (Transcop)
Antagonisti del recettore NK1 della neurochinina Aprepitant (Emend)  • Maropitant (Cerenia)
Cinetosi (mal d'auto, mal di mare, mal d'aereo, mal di treno) Dimenidrinato (Lomarin, Travelgum, Valontan, Xamamina)  • Scopolamina (Transcop)
Antiemetici per uso veterinario Maropitant (Cerenia)  • Acepromazina (Killitam)
Altri Desametasone (Decadron, Soldesam)  • Vitamina B6 (Benadon)