Paracetamolo

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Analgesici
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ANALGESICI E ANTIPIRETICI · DERIVATI DEL PARA-AMINOFENOLO
Paracetamolo
Un analgesico e antipiretico di riferimento, con un margine di sicurezza strettamente legato alla dose
Il paracetamolo, noto anche come acetaminofene, è un farmaco analgesico e antipiretico utilizzato per alleviare il dolore lieve o moderato e ridurre la febbre. A differenza dei FANS, presenta un'attività antinfiammatoria periferica molto limitata e, alle dosi terapeutiche, interferisce poco con la funzione piastrinica e la mucosa gastrica. È generalmente ben tollerato se assunto correttamente, ma il sovradosaggio può provocare una grave lesione epatica attraverso la formazione del metabolita reattivo NAPQI.
500–1000 mg
Dose orale singola comune nell'adulto
10–15 mg/kg
Dose pediatrica orale indicativa
2–3 ore
Emivita plasmatica abituale
⚠ Da sapere prima dell'uso
Il paracetamolo è presente in numerosi medicinali per dolore, febbre, influenza e raffreddore: associare inconsapevolmente più prodotti può causare un sovradosaggio. La dose massima dipende dalla specialità e dalle condizioni del paziente; per molte formulazioni orali italiane nell'adulto il limite è 3 g nelle 24 ore. In caso di sospetto sovradosaggio occorre una valutazione urgente anche in assenza di sintomi iniziali.
↓ Consulta la tabella riassuntiva e il sommario per indicazioni, dosaggio, interazioni e gestione della tossicità.
CARATTERISTICA INFORMAZIONI
Principio attivo Paracetamolo (acetaminofene)
Classe farmacologica Analgesico non oppioide e antipiretico; derivato del para-aminofenolo
Principali specialità Tachipirina, Efferalgan, Acetamol, Perfalgan ed equivalenti; numerose associazioni
Indicazioni autorizzate in Italia Trattamento sintomatico della febbre e del dolore lieve o moderato; trattamento di breve durata del dolore o della febbre per via endovenosa quando appropriato
Meccanismo d'azione Modulazione della sintesi centrale delle prostaglandine e dei circuiti della nocicezione e della termoregolazione; meccanismo non completamente chiarito
Forme farmaceutiche Compresse, granulati, formulazioni effervescenti, sciroppi, gocce orali, supposte e soluzioni endovenose
Dosaggio Adulti: comunemente 500–1000 mg per dose, secondo RCP; bambini: dosi calcolate sul peso e sulla formulazione
Emivita Circa 2–3 ore nell'adulto sano; prolungata in determinate condizioni
Effetti indesiderati comuni Generalmente ben tollerato alle dosi terapeutiche; possibili nausea, rash e reazioni di ipersensibilità
Rischi principali Epatotossicità da sovradosaggio, errori posologici pediatrici, rare reazioni cutanee gravi e danno renale in condizioni selezionate
Regime di fornitura Variabile secondo dosaggio, forma e confezione; numerose formulazioni da 500 mg senza prescrizione, altre soggette a prescrizione

Indice

SPECIALITÀ[modifica]

Specialità contenenti soltanto paracetamolo[modifica]

  • Paracetamolo
    • Acetamol — granulato effervescente da 300 mg; compresse da 500 mg; sciroppo da 25 mg/ml; gocce orali da 100 mg/ml; supposte da 125 mg, 250 mg, 500 mg e 1000 mg.
    • Efferalgan — compresse da 500 mg; compresse effervescenti da 500 mg e 1000 mg; compresse da 1000 mg; supposte da 80 mg, 150 mg e 300 mg.
    • Tachipirina — compresse da 500 mg e 1000 mg; granulato effervescente da 125 mg e 500 mg; sciroppo da 120 mg/5 ml; gocce orali da 100 mg/ml; supposte da 62,5 mg, 125 mg, 250 mg, 500 mg e 1000 mg.
    • Perfalgan — soluzione per infusione endovenosa da 10 mg/ml, in presentazioni ospedaliere documentate.
    • Paracetamolo equivalente — compresse e altre formulazioni orali da 500 mg e 1000 mg; preparazioni endovenose da 10 mg/ml secondo autorizzazione.

Associazioni con altri principi attivi[modifica]

  • Paracetamolo + Codeina
    • Tachidol — compresse, compresse effervescenti e granulato da 500 mg/30 mg; formulazioni pediatriche da 125 mg/7,5 mg documentate.
    • Codamol — associazione da 500 mg/30 mg in formulazioni orali documentate.
    • Coefferalgan — associazione da 500 mg/30 mg in formulazioni orali documentate.
    • Lonarid — associazione di paracetamolo e Codeina; dosaggi e presentazioni secondo specialità.
  • Paracetamolo + Caffeina
    • Tachicaf — granulato effervescente da 1000 mg/130 mg.
  • Paracetamolo + Acido ascorbico
    • Efferalgan C — compresse effervescenti da 330 mg/200 mg.
    • Cebion Febbre e Dolore — associazione da 330 mg/200 mg documentata.
    • Sinegrip — associazione da 330 mg/200 mg documentata.
  • Paracetamolo + Clorfenamina
    • Zerinol — compresse e supposte da 300 mg/2 mg.
    • Babyrinolo — sciroppo; concentrazione secondo formulazione autorizzata.
    • Zerinetta — supposte pediatriche da 150 mg/1 mg documentate.
  • Paracetamolo + Propifenazone + Caffeina
    • Neo-Optalidon — associazione analgesica in compresse.
    • Saridon — associazione analgesica in compresse.
  • Paracetamolo + Acido acetilsalicilico + Caffeina
    • Antireumina — associazione analgesica.
    • Cibalgina Emicrania Cefalea — associazione analgesica.
    • Neocibalgina — associazione analgesica.
    • Neonevral — associazione analgesica.
    • Neonisidina — associazione analgesica.
  • Paracetamolo + Pseudoefedrina
    • Fluimucil Influenza e Raffreddore — bustine da 500 mg/60 mg.
    • Lisoflu — compresse effervescenti da 300 mg/30 mg.
    • Saniduo Febbre e Naso Chiuso — compresse effervescenti da 500 mg/60 mg.
    • Triaminic — bustine da 500 mg/60 mg.
  • Paracetamolo + Pseudoefedrina + Difenidramina
    • Actigrip Giorno e Notte — formulazioni combinate per sintomi influenzali e da raffreddamento; composizione specifica variabile fra compresse giorno e notte.
  • Paracetamolo + Pseudoefedrina + Triprolidina
    • Actigrip — compresse e sciroppo in formulazioni documentate.

Nota: le specialità e le presentazioni elencate comprendono prodotti storicamente documentati. La loro effettiva commercializzazione e i dosaggi autorizzati devono essere verificati nella banca dati AIFA. Le associazioni possono contenere ulteriori principi attivi: controllare sempre la composizione completa della singola confezione.

STRUTTURA[modifica]

Paracetamolo.jpg

Il paracetamolo, denominato anche acetaminofene o N-acetil-p-aminofenolo, è un derivato del para-aminofenolo.

  • Formula molecolare: C8H9NO2.
  • Massa molecolare: circa 151,16 g/mol.
  • Codice ATC: N02BE01.
  • Classe chimica: anilidi.
  • Attività farmacologica: analgesica e antipiretica.

Proprietà chimiche[modifica]

La molecola contiene un gruppo fenolico e un gruppo acetamidico.

Questa struttura differisce da quella dei principali FANS.

Solubilità e formulazioni[modifica]

Il paracetamolo è moderatamente solubile in acqua.

Le diverse formulazioni sono progettate per consentire la somministrazione orale, rettale o endovenosa.

MECCANISMO D'AZIONE[modifica]

PARACETAMOLO
Azione prevalentemente centrale
↓
Modulazione della sintesi delle prostaglandine e dei circuiti nocicettivi
↓
BENEFICI

Riduzione della febbre

Riduzione del dolore lieve o moderato

LIMITE FARMACOLOGICO
Attività antinfiammatoria periferica modesta

Possibile epatotossicità da eccessiva esposizione

Azione analgesica[modifica]

Il paracetamolo modula la trasmissione e l'elaborazione centrale degli stimoli dolorosi.

Il meccanismo comprende probabilmente più vie:

  • Modulazione della sintesi delle prostaglandine nel sistema nervoso centrale.
  • Coinvolgimento delle vie discendenti serotoninergiche.
  • Possibile contributo di metaboliti attivi sui circuiti endocannabinoidi e nocicettivi.

Il contributo relativo di questi meccanismi nell'uomo non è completamente definito.

Azione antipiretica[modifica]

Il paracetamolo agisce sui meccanismi centrali della termoregolazione, riducendo la temperatura corporea quando è aumentata in seguito a una risposta febbrile.

L'effetto è associato alla modulazione della segnalazione prostaglandinica nell'ipotalamo.

Prostaglandine e cicloossigenasi[modifica]

Il paracetamolo può interferire con la sintesi delle prostaglandine, soprattutto in condizioni di bassa concentrazione di perossidi.

Non deve essere descritto come un inibitore clinicamente selettivo della COX-3 nell'uomo: il ruolo della COX-3 come bersaglio terapeutico umano non è stato dimostrato in modo convincente.

Attività antinfiammatoria[modifica]

Il paracetamolo presenta un'attività antinfiammatoria periferica limitata.

Non sostituisce i FANS quando l'obiettivo terapeutico principale è la riduzione dell'infiammazione.

Effetto sulle piastrine[modifica]

Alle dosi terapeutiche, il paracetamolo non produce un'inibizione piastrinica irreversibile paragonabile a quella dell'Acido acetilsalicilico.

Non è un farmaco antiaggregante.

Effetto sulla mucosa gastrica[modifica]

Il paracetamolo è generalmente meno gastrolesivo dei FANS alle dosi terapeutiche.

Questo non significa che sia privo di effetti indesiderati gastrointestinali o che sia sicuro in qualsiasi dose.

INDICAZIONI[modifica]

Febbre[modifica]

Il paracetamolo è indicato nel trattamento sintomatico degli stati febbrili.

Può essere utilizzato in adulti e bambini, scegliendo formulazioni e dosi appropriate.

Cefalea[modifica]

È impiegato nel trattamento del dolore da cefalea, soprattutto nelle forme lievi o moderate.

Dolore dentale[modifica]

Può essere utilizzato per alleviare temporaneamente il dolore dentale.

Non elimina la causa odontoiatrica sottostante.

Dolori muscolari e articolari[modifica]

Il paracetamolo può ridurre il dolore muscolare o articolare.

L'efficacia dipende dalla causa e dall'intensità del dolore.

Dolore mestruale[modifica]

Può essere utilizzato nel trattamento sintomatico della dismenorrea, sebbene in alcune pazienti i FANS risultino più efficaci per il coinvolgimento delle prostaglandine periferiche.

Dolore postoperatorio[modifica]

Il paracetamolo può essere utilizzato come componente di una strategia analgesica multimodale.

Dolore osteoartrosico[modifica]

Può essere considerato in situazioni selezionate, ma il beneficio medio nell'osteoartrosi è generalmente modesto.

Dolore e febbre in età pediatrica[modifica]

Il paracetamolo è ampiamente utilizzato nei bambini.

La dose deve essere calcolata sul peso corporeo e sulla formulazione effettivamente utilizzata.

Somministrazione endovenosa[modifica]

La formulazione endovenosa è indicata per il trattamento di breve durata del dolore moderato, in particolare dopo interventi chirurgici, e della febbre quando la via endovenosa è clinicamente giustificata.

CONTROINDICAZIONI[modifica]

Ipersensibilità[modifica]

Ipersensibilità al paracetamolo o a uno qualsiasi degli eccipienti.

Grave compromissione epatica[modifica]

La grave insufficienza epatocellulare e le patologie epatiche attive gravi rappresentano controindicazioni o condizioni di particolare restrizione per diverse formulazioni.

La formulazione utilizzata deve essere verificata nel relativo RCP.

Deficit di G6PD[modifica]

Il deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi richiede cautela.

Alcune formulazioni riportano specifiche restrizioni in presenza di anemia emolitica grave.

Condizioni che richiedono particolare cautela[modifica]

  • Malnutrizione cronica.
  • Digiuno prolungato.
  • Disidratazione.
  • Basso peso corporeo.
  • Malattia epatica.
  • Consumo cronico eccessivo di alcol.
  • Compromissione renale.
  • Assunzione concomitante di altri prodotti contenenti paracetamolo.

POSOLOGIA[modifica]

Tabella dei dosaggi[modifica]

PARACETAMOLO — POSOLOGIA
Popolazione Dose singola Intervallo Limite giornaliero
Adulto, formulazioni orali comuni 500–1000 mg Generalmente almeno 4–6 ore, secondo RCP Per molte formulazioni italiane, massimo 3000 mg/die
Bambino, via orale Generalmente 10–15 mg/kg Secondo RCP, spesso 4–6 ore Dipende dalla formulazione; spesso 60 mg/kg/die
Adulto ≥50 kg, via endovenosa 1000 mg Almeno 4 ore Fino a 4000 mg/die in pazienti senza fattori di rischio, secondo RCP endovenoso
Adulto <50 kg, via endovenosa 15 mg/kg Almeno 4 ore Secondo RCP; generalmente massimo 60 mg/kg/die, senza superare 3000 mg
Non sommare automaticamente i limiti delle diverse formulazioni. La dose totale comprende tutto il paracetamolo assunto per qualsiasi via e in qualsiasi medicinale.

Adulti — via orale[modifica]

La dose singola comune è 500–1000 mg.

Per numerose formulazioni italiane la dose massima nell'adulto è 3000 mg nelle 24 ore.

La posologia esatta dipende dal RCP della specialità.

La presenza di malattia epatica, malnutrizione, basso peso o altri fattori di rischio può richiedere limiti inferiori.

Compresse da 500 mg[modifica]

La dose abituale è una compressa da 500 mg per somministrazione.

Quando previsto dal RCP, negli adulti può essere utilizzata una dose singola da 1000 mg.

Compresse da 1000 mg[modifica]

Le formulazioni da 1000 mg non devono essere considerate intercambiabili con quelle da 500 mg senza verificare indicazioni, età, peso e regime di fornitura.

Non sono appropriate per tutti i pazienti.

Bambini — via orale[modifica]

La dose deve essere calcolata sul peso.

Un intervallo comunemente utilizzato è 10–15 mg/kg per dose.

La frequenza e la dose massima giornaliera dipendono dal prodotto.

È essenziale evitare di confondere milligrammi, millilitri e numero di gocce.

Sciroppo da 120 mg/5 ml[modifica]

La concentrazione corrisponde a 24 mg/ml.

Per calcolare il volume:

Volume in ml = dose prescritta in mg / 24.

Esempio puramente illustrativo: una dose prescritta di 240 mg corrisponde a 10 ml di sciroppo da 120 mg/5 ml.

Gocce da 100 mg/ml[modifica]

La concentrazione è 100 mg/ml.

Il numero di gocce per millilitro può dipendere dal dispositivo erogatore e deve essere verificato nel foglio illustrativo.

Non utilizzare il numero di gocce previsto per una specialità diversa.

Supposte[modifica]

Le formulazioni rettali devono essere scelte in base a peso, età e dosaggio autorizzato.

L'assorbimento rettale è più variabile rispetto a quello orale.

Non utilizzare automaticamente gli stessi intervalli o gli stessi calcoli della via orale.

Via endovenosa[modifica]

Le soluzioni da 10 mg/ml richiedono particolare attenzione alla conversione fra mg e ml.

Per esempio:

  • 1000 mg corrispondono a 100 ml.
  • 500 mg corrispondono a 50 ml.
  • 150 mg corrispondono a 15 ml.

La somministrazione è generalmente effettuata mediante infusione di 15 minuti, secondo RCP.

Compromissione renale[modifica]

In presenza di compromissione renale grave può essere necessario aumentare l'intervallo tra le somministrazioni.

Per alcune formulazioni è previsto un intervallo minimo di 6 ore nei pazienti con clearance della creatinina pari o inferiore a 30 ml/min.

Compromissione epatica[modifica]

La dose deve essere individualizzata e può richiedere una riduzione significativa.

In presenza di grave compromissione epatica alcune formulazioni sono controindicate.

Durata del trattamento[modifica]

Utilizzare la dose minima efficace per il minor tempo necessario.

Febbre o dolore persistenti richiedono una rivalutazione clinica.

EMIVITA[modifica]

Profilo farmacocinetico[modifica]

PARACETAMOLO — FARMACOCINETICA
Parametro Valore indicativo
Biodisponibilità orale Generalmente elevata, con variabilità legata alla dose e al primo passaggio epatico
Picco plasmatico orale Generalmente 30–60 minuti per formulazioni a rilascio immediato, con variabilità
Legame alle proteine Basso alle concentrazioni terapeutiche
Emivita plasmatica Circa 2–3 ore
Metabolismo Prevalentemente epatico: glucuronidazione, solfatazione e ossidazione
Metabolita tossico N-acetil-p-benzochinonimina (NAPQI)
Eliminazione Prevalentemente urinaria sotto forma di metaboliti coniugati

Assorbimento[modifica]

Il paracetamolo viene assorbito rapidamente dopo somministrazione orale.

La velocità di assorbimento dipende anche dallo svuotamento gastrico.

Distribuzione[modifica]

Si distribuisce ampiamente nei liquidi corporei.

Alle concentrazioni terapeutiche il legame alle proteine plasmatiche è relativamente basso.

Metabolismo[modifica]

Il paracetamolo viene metabolizzato prevalentemente nel fegato attraverso:

  • Glucuronidazione.
  • Solfatazione.
  • Ossidazione microsomiale con formazione di NAPQI.

Formazione del NAPQI[modifica]

Una piccola parte della dose viene trasformata in NAPQI attraverso enzimi del citocromo P450, soprattutto CYP2E1.

In condizioni normali il NAPQI viene neutralizzato mediante coniugazione con glutatione.

Emivita plasmatica[modifica]

L'emivita è generalmente di circa 2–3 ore nell'adulto sano.

Può prolungarsi in presenza di grave danno epatico o sovradosaggio.

Eliminazione[modifica]

La maggior parte dei metaboliti viene eliminata attraverso le urine.

AVVERTENZE[modifica]

Semaforo delle avvertenze[modifica]

PARACETAMOLO — SICUREZZA
CONTROLLI Peso corporeo, dose totale giornaliera, durata e presenza di altri medicinali contenenti paracetamolo
ATTENZIONE Malattia epatica, digiuno, malnutrizione, basso peso, insufficienza renale, interazioni e dosaggi pediatrici
URGENZA Sovradosaggio sospetto, assunzione ripetuta di dosi eccessive, grave reazione allergica o cutanea, segni di insufficienza epatica

Epatotossicità[modifica]

Il rischio più importante del paracetamolo è la tossicità epatica da sovradosaggio.

Il NAPQI, se non adeguatamente neutralizzato dal glutatione, può legarsi alle proteine degli epatociti e provocare danno cellulare.

Nei casi gravi possono verificarsi:

  • Necrosi epatocellulare.
  • Insufficienza epatica acuta.
  • Alterazioni della coagulazione.
  • Encefalopatia epatica.
  • Necessità di trapianto di fegato.
  • Decesso.

Sovradosaggio accidentale[modifica]

Una causa frequente è l'assunzione contemporanea di più medicinali contenenti paracetamolo.

Il rischio riguarda anche preparati per influenza, raffreddore, cefalea e dolore.

Sintomi iniziali dell'intossicazione[modifica]

Nelle prime ore possono comparire:

  • Nausea.
  • Vomito.
  • Pallore.
  • Sudorazione.
  • Malessere.

L'assenza di sintomi iniziali non esclude un'intossicazione potenzialmente grave.

Evoluzione dell'intossicazione[modifica]

Il danno epatico può manifestarsi dopo una fase iniziale apparentemente poco sintomatica.

Nei casi gravi possono comparire dolore nell'ipocondrio destro, aumento delle transaminasi, alterazioni dell'INR, ipoglicemia ed encefalopatia.

Malnutrizione e digiuno[modifica]

La malnutrizione cronica e il digiuno prolungato possono ridurre le riserve di glutatione e modificare la capacità di neutralizzare il NAPQI.

Consumo cronico di alcol[modifica]

Il consumo cronico eccessivo di alcol può aumentare la vulnerabilità epatica.

La dose deve essere valutata con particolare cautela nei pazienti con fattori di rischio.

Insufficienza renale[modifica]

Il paracetamolo può essere utilizzato in molti pazienti con compromissione renale, ma in presenza di insufficienza renale grave può essere necessario modificare gli intervalli di somministrazione.

Il sovradosaggio può provocare anche danno renale acuto.

Gravidanza[modifica]

Quando clinicamente necessario, il paracetamolo può essere utilizzato durante la gravidanza alla dose minima efficace e per il minor tempo possibile.

Un uso frequente o prolungato richiede valutazione medica.

Allattamento[modifica]

Il paracetamolo passa nel latte materno in piccole quantità.

Alle dosi terapeutiche è generalmente considerato compatibile con l'allattamento.

Reazioni cutanee gravi[modifica]

Raramente possono verificarsi gravi reazioni cutanee, comprese sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica e pustolosi esantematica acuta generalizzata.

La comparsa di lesioni bollose o delle mucose richiede immediata valutazione.

Antidoto: acetilcisteina[modifica]

L'antidoto specifico dell'intossicazione da paracetamolo è l'Acetilcisteina (NAC).

La NAC favorisce il ripristino delle riserve di glutatione e la neutralizzazione del NAPQI.

La massima efficacia si ottiene quando il trattamento viene iniziato precocemente, idealmente entro le prime 8 ore, ma può essere utile anche successivamente.

La decisione di somministrarla dipende dalla valutazione tossicologica, dal tempo trascorso, dalle concentrazioni plasmatiche e dal tipo di esposizione.

Nomogramma di Rumack-Matthew[modifica]

Il nomogramma può essere utilizzato per valutare il rischio dopo una singola ingestione acuta di paracetamolo a rilascio immediato, quando il momento dell'assunzione è noto.

Non è appropriato applicarlo indiscriminatamente alle esposizioni ripetute, ai tempi di ingestione sconosciuti o a tutte le formulazioni.

Gestione del sovradosaggio[modifica]

In caso di sospetto sovradosaggio:

  • È necessaria una valutazione urgente in pronto soccorso o presso un centro antiveleni.
  • Non attendere la comparsa dei sintomi.
  • La valutazione può comprendere paracetamolemia, transaminasi, INR, creatinina e altri parametri.
  • Il trattamento con Acetilcisteina deve essere avviato secondo protocolli tossicologici.

INTERAZIONI[modifica]

Matrice delle interazioni[modifica]

PARACETAMOLO — INTERAZIONI
Farmaco o classe Effetto e precauzione
Warfarin e anticoagulanti cumarinici L'uso regolare di dosi elevate può aumentare l'INR; monitoraggio quando indicato
Carbamazepina, Fenitoina, Fenobarbital Possibili modificazioni del metabolismo e maggiore cautela per il rischio epatico
Rifampicina Induzione enzimatica; valutare il rischio epatico nel contesto clinico
Colestiramina Può ridurre l'assorbimento orale del paracetamolo
Metoclopramide e Domperidone Possono accelerare l'assorbimento aumentando lo svuotamento gastrico
Oppioidi e anticolinergici Possono ritardare l'assorbimento orale
Cloramfenicolo Possibile rallentamento dell'eliminazione del cloramfenicolo
Flucloxacillina Rischio di acidosi metabolica ad alto gap anionico da acido 5-oxoprolinico, soprattutto nei pazienti predisposti
Altri medicinali contenenti paracetamolo Rischio di sovradosaggio cumulativo e grave epatotossicità

Warfarin[modifica]

L'uso occasionale del paracetamolo ha generalmente un impatto limitato sull'anticoagulazione.

L'assunzione regolare di dosi elevate per più giorni può aumentare l'INR nei pazienti trattati con Warfarin.

Antiepilettici induttori enzimatici[modifica]

Farmaci come Carbamazepina, Fenitoina e Fenobarbital possono modificare il metabolismo del paracetamolo.

È necessaria cautela soprattutto nei pazienti con altri fattori di rischio epatico.

Rifampicina[modifica]

La rifampicina può indurre enzimi coinvolti nel metabolismo del paracetamolo.

La rilevanza clinica dipende da dose, durata e condizioni del paziente.

Colestiramina[modifica]

La colestiramina può ridurre l'assorbimento orale del paracetamolo.

Metoclopramide e domperidone[modifica]

Metoclopramide e domperidone possono accelerare l'assorbimento del paracetamolo favorendo lo svuotamento gastrico.

Cloramfenicolo[modifica]

Il paracetamolo può ridurre la clearance del cloramfenicolo, aumentando potenzialmente l'esposizione sistemica.

Flucloxacillina[modifica]

L'associazione con flucloxacillina è stata correlata a casi di acidosi metabolica ad alto gap anionico da accumulo di 5-oxoprolina.

Il rischio è maggiore nei pazienti con compromissione renale, malnutrizione, sepsi o altri fattori predisponenti.

Associazioni contenenti paracetamolo[modifica]

L'interazione pratica più importante è spesso la duplicazione involontaria dello stesso principio attivo.

Prima di associare farmaci per febbre, dolore, influenza o raffreddore occorre controllare la composizione completa.

EFFETTI COLLATERALI[modifica]

Tollerabilità generale[modifica]

Il paracetamolo è generalmente ben tollerato alle dosi terapeutiche.

Gli effetti indesiderati clinicamente più importanti sono relativamente rari, ma possono essere gravi.

Apparato gastrointestinale[modifica]

  • Nausea.
  • Vomito.
  • Dolore addominale.

Cute[modifica]

  • Eruzione cutanea.
  • Prurito.
  • Orticaria.
  • Raramente, gravi reazioni cutanee bollose.

Fegato[modifica]

  • Aumento delle transaminasi.
  • Epatite tossica.
  • Necrosi epatica da sovradosaggio.
  • Insufficienza epatica acuta nei casi gravi.

Rene[modifica]

  • Raramente, danno renale acuto.
  • Possibile necrosi tubulare in caso di intossicazione.
  • Alterazioni della funzione renale durante esposizioni elevate o in pazienti predisposti.

Sangue[modifica]

  • Raramente, trombocitopenia.
  • Raramente, leucopenia.
  • Raramente, agranulocitosi.
  • Possibili alterazioni ematologiche associate a reazioni idiosincratiche.

Reazioni di ipersensibilità[modifica]

  • Orticaria.
  • Angioedema.
  • Broncospasmo.
  • Raramente, anafilassi.

Disturbi metabolici[modifica]

  • Raramente, acidosi metabolica ad alto gap anionico associata a 5-oxoprolina, soprattutto in pazienti con fattori di rischio e particolari associazioni farmacologiche.

Sovradosaggio[modifica]

Il sovradosaggio può provocare un'intossicazione epatica grave e potenzialmente fatale.

Il trattamento tempestivo con Acetilcisteina riduce il rischio di evoluzione verso insufficienza epatica.

Segnali di allarme[modifica]

Richiedono assistenza urgente:

  • Sospetto sovradosaggio, anche senza sintomi.
  • Vomito persistente dopo assunzione eccessiva.
  • Ittero.
  • Confusione o sonnolenza marcata.
  • Sanguinamenti anomali.
  • Reazione allergica grave.
  • Lesioni cutanee bollose o delle mucose.

CURIOSITÀ[modifica]

Paracetamolo e acetaminofene sono la stessa sostanza?[modifica]

Sì.

Paracetamolo è la denominazione comunemente utilizzata in Europa.

Acetaminofene è la denominazione più diffusa negli Stati Uniti.

Paracetamolo è un FANS?[modifica]

No.

Il paracetamolo è un analgesico e antipiretico con attività antinfiammatoria periferica molto limitata.

Paracetamolo è antinfiammatorio?[modifica]

Non in misura clinicamente paragonabile ai principali FANS.

È utile soprattutto per controllare dolore e febbre.

Paracetamolo è più sicuro per lo stomaco rispetto a ibuprofene?[modifica]

Alle dosi terapeutiche, il paracetamolo è generalmente meno gastrolesivo dell'Ibuprofene e di molti altri FANS.

Il profilo di sicurezza complessivo dipende comunque dalle condizioni del paziente e dal dosaggio.

Paracetamolo può danneggiare i reni?[modifica]

Raramente può provocare danno renale, soprattutto in caso di sovradosaggio o in presenza di fattori predisponenti.

La tossicità epatica rimane il rischio più caratteristico dell'intossicazione acuta.

Paracetamolo può essere assunto a stomaco vuoto?[modifica]

Generalmente sì, secondo le istruzioni della formulazione.

Il cibo può modificare la velocità di assorbimento, ma non è necessario assumere sempre il farmaco durante un pasto.

Paracetamolo abbassa la temperatura corporea normale?[modifica]

Il suo effetto antipiretico è particolarmente evidente quando la temperatura è elevata a causa della febbre.

Non è utilizzato per indurre ipotermia.

Paracetamolo cura l'infezione?[modifica]

No.

Riduce febbre e dolore, ma non elimina direttamente virus o batteri responsabili dell'infezione.

Paracetamolo può essere usato nei bambini?[modifica]

Sì, con dosi e formulazioni appropriate al peso corporeo.

Il rischio principale è l'errore di dosaggio, soprattutto quando si confondono concentrazioni diverse di sciroppi o gocce.

Paracetamolo e ibuprofene possono essere alternati?[modifica]

L'alternanza sistematica non è generalmente raccomandata senza una precisa indicazione clinica.

Può aumentare il rischio di errori posologici, specialmente nei bambini.

Paracetamolo può essere usato durante la gravidanza?[modifica]

Quando necessario, può essere utilizzato alla dose minima efficace e per il minor tempo possibile, secondo valutazione clinica.

Paracetamolo può essere usato durante l'allattamento?[modifica]

Alle dosi terapeutiche è generalmente considerato compatibile con l'allattamento.

Perché il sovradosaggio danneggia il fegato?[modifica]

L'eccesso di paracetamolo aumenta la formazione del metabolita reattivo NAPQI.

Quando il glutatione disponibile non è sufficiente a neutralizzarlo, il NAPQI può danneggiare gli epatociti.

Perché l'acetilcisteina è l'antidoto?[modifica]

L'Acetilcisteina favorisce la rigenerazione del glutatione, necessario per neutralizzare il NAPQI.

Il trattamento è particolarmente efficace se iniziato precocemente.

Se dopo un sovradosaggio non compaiono sintomi, significa che non è pericoloso?[modifica]

No.

Il danno epatico può manifestarsi dopo diverse ore.

Un sospetto sovradosaggio richiede valutazione urgente anche se la persona inizialmente si sente bene.

Il limite di 4 grammi al giorno vale per tutti?[modifica]

No.

Il limite dipende da formulazione, via di somministrazione, peso corporeo e fattori di rischio.

Per molte formulazioni orali italiane nell'adulto il limite autorizzato è 3 g al giorno.

Il valore di 4 g al giorno previsto in specifici RCP, come alcune formulazioni endovenose per adulti di almeno 50 kg senza fattori di rischio, non deve essere esteso automaticamente a tutti i pazienti.

Il paracetamolo può interferire con il warfarin?[modifica]

Sì.

L'assunzione regolare di dosi elevate può aumentare l'INR nei pazienti trattati con Warfarin.

Perché è importante leggere la composizione dei farmaci per il raffreddore?[modifica]

Molti prodotti combinati contengono già paracetamolo.

Assumerli insieme a un altro analgesico contenente lo stesso principio attivo può provocare un sovradosaggio accidentale.