Indapamide

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Diuretici
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Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

L'indapamide è un diuretico tiazido-simile utilizzato soprattutto nel trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale. Riduce il riassorbimento renale di sodio e cloro e possiede anche effetti vascolari che contribuiscono alla diminuzione delle resistenze periferiche. È disponibile in formulazioni convenzionali da 2,5 mg e a rilascio prolungato da 1,5 mg, oltre che in associazioni con altri antipertensivi. I principali rischi riguardano le alterazioni degli elettroliti, in particolare ipokaliemia e iponatriemia, l'ipotensione e le complicanze correlate alla disidratazione.

CARATTERISTICA INFORMAZIONI
Principio attivo Indapamide
Classe farmacologica Diuretici tiazido-simili; sulfonamidi non antibiotiche
Principali specialità Natrilix, Ipamix, Millibar, Pressural; associazioni Prelectal, Preterax, Delapride e Dinapres
Indicazioni autorizzate in Italia Ipertensione arteriosa essenziale; indicazioni aggiuntive eventualmente previste dal RCP delle singole formulazioni
Meccanismo d'azione Inibizione del riassorbimento di NaCl nel tubulo contorto distale; riduzione delle resistenze vascolari periferiche
Forme farmaceutiche Compresse convenzionali da 2,5 mg, capsule da 2,5 mg, compresse a rilascio prolungato da 1,5 mg, associazioni a dose fissa
Dosaggio 2,5 mg una volta al giorno nelle formulazioni convenzionali oppure 1,5 mg una volta al giorno nelle formulazioni a rilascio prolungato
Emivita Circa 14–24 ore, mediamente 18 ore
Effetti indesiderati comuni Ipokaliemia, Iponatriemia, capogiri, cefalea, astenia e reazioni cutanee
Rischi principali Squilibri elettrolitici, aritmie, disidratazione, ipotensione, iperuricemia e reazioni di ipersensibilità
Regime di fornitura Ricetta medica ripetibile (RR); classe di rimborsabilità secondo specialità e confezione

Indice

SPECIALITÀ[modifica]

  • Indapamide
    • Natrilix — 2,5 mg compresse rivestite con film; 1,5 mg compresse a rilascio prolungato, confezione da 30 compresse.
    • Ipamix — 2,5 mg confetti, confezione da 50 unità.
    • Millibar — 2,5 mg capsule rigide, confezione da 50 capsule.
    • Pressural — 2,5 mg compresse rivestite con film, confezione da 50 compresse.

Medicinali equivalenti[modifica]

Sono disponibili preparazioni di indapamide commercializzate con la denominazione del principio attivo seguita dall'azienda produttrice.

Tra le formulazioni documentate figurano:

  • Compresse a rilascio prolungato da 1,5 mg, generalmente in confezioni da 30 compresse.
  • Compresse convenzionali da 2,5 mg, anche in confezioni da 50 compresse.

Associazioni con perindopril[modifica]

L'indapamide viene frequentemente associata al perindopril, un ACE-inibitore.

  • Prelectal — Perindopril + Indapamide, formulazioni da 2,5 mg + 0,625 mg e 5 mg + 1,25 mg, in confezioni da 30 compresse documentate nei repertori.
  • Preterax — Perindopril + Indapamide, formulazioni da 2,5 mg + 0,625 mg e 5 mg + 1,25 mg, in confezioni da 30 compresse documentate nei repertori.

Esistono ulteriori formulazioni dell'associazione con dosaggi differenti e medicinali equivalenti.

La dose di indapamide nelle associazioni è generalmente inferiore rispetto a quella utilizzata in monoterapia.

Associazioni con delapril[modifica]

Altre associazioni[modifica]

Sono state documentate anche associazioni con Atenololo e combinazioni contenenti Perindopril, Amlodipina e Indapamide.

Per le associazioni precostituite è necessario verificare l'AIC e il RCP specifici prima dell'impiego.

STRUTTURA[modifica]

Indapamide.jpg

L'indapamide è un derivato sulfonamidico appartenente alla classe dei Diuretici tiazido-simili.

  • Formula molecolare: C16H16ClN3O3S.
  • Massa molecolare: circa 365,83 g/mol.
  • Codice ATC: C03BA11.
  • Nome chimico: 4-cloro-N-(2-metil-2,3-diidro-1H-indol-1-il)-3-sulfamoilbenzammide.
  • Bersaglio renale principale: cotrasportatore sodio-cloro NCC nel tubulo contorto distale.

Struttura chimica[modifica]

La molecola contiene un gruppo sulfonamidico e una struttura indolinica.

A differenza dei tiazidici classici, come Idroclorotiazide, non possiede il tipico nucleo benzotiadiazinico.

Caratteristiche farmacologiche[modifica]

Nonostante la diversa struttura chimica, l'indapamide condivide con i tiazidici il principale sito d'azione renale.

Presenta inoltre effetti vascolari che contribuiscono all'attività antipertensiva.

Confronto strutturale[modifica]

Le tre molecole non sono intercambiabili milligrammo per milligrammo.

MECCANISMO D'AZIONE[modifica]

INDAPAMIDE
Diuretico tiazido-simile
↓
Inibizione del riassorbimento di NaCl

Tubulo contorto distale

↓
↑ Escrezione di sodio e acqua

Effetti vascolari

↓
BENEFICIO CLINICO

↓ PRESSIONE ARTERIOSA

↓ RESISTENZE PERIFERICHE

RISCHI DEL MECCANISMO
↓ Potassio

↓ Sodio

Possibile ipovolemia

Inibizione del riassorbimento di sodio[modifica]

L'indapamide agisce prevalentemente nel segmento corticale di diluizione del nefrone, corrispondente al tubulo contorto distale.

Inibisce il riassorbimento di sodio e cloro attraverso il cotrasportatore NCC.

La conseguenza è un aumento dell'escrezione urinaria di sodio, cloro e acqua.

Effetto diuretico[modifica]

L'azione diuretica è generalmente meno intensa rispetto a quella dei Diuretici dell'ansa, come Furosemide.

Alle dosi abitualmente utilizzate per l'ipertensione, il beneficio antipertensivo non dipende esclusivamente dall'intensità della diuresi.

Effetto vascolare[modifica]

L'indapamide contribuisce alla riduzione delle resistenze vascolari periferiche.

Sono stati descritti effetti sulla reattività della muscolatura liscia vascolare e sui meccanismi che regolano il tono delle arteriole.

L'effetto vascolare è particolarmente rilevante durante il trattamento cronico.

Riduzione della pressione arteriosa[modifica]

L'effetto antipertensivo comprende:

  • Una componente renale, dovuta alla maggiore escrezione di sodio.
  • Una componente emodinamica, legata alla riduzione delle resistenze periferiche.
  • Un effetto sostenuto durante il trattamento continuativo.

Effetto sul potassio[modifica]

L'aumento del sodio che raggiunge i segmenti distali del nefrone può favorire l'escrezione di potassio.

Questo meccanismo contribuisce alla ipokaliemia.

Effetto sul magnesio[modifica]

Il trattamento può aumentare la perdita urinaria di magnesio.

L'ipomagnesiemia può favorire crampi e alterazioni del ritmo cardiaco.

Effetto sul calcio[modifica]

Come altri diuretici tiazidici e tiazido-simili, l'indapamide può ridurre l'escrezione urinaria di calcio.

In pazienti predisposti può verificarsi ipercalcemia.

Differenze rispetto all'idroclorotiazide[modifica]

L'idroclorotiazide e l'indapamide condividono il bersaglio renale principale.

Differiscono tuttavia per struttura, farmacocinetica, formulazioni e caratteristiche dell'effetto antipertensivo.

Differenze rispetto al clortalidone[modifica]

Il clortalidone presenta una durata d'azione particolarmente lunga.

L'indapamide possiede anch'essa un'attività antipertensiva sostenuta, ma le due molecole non devono essere considerate direttamente equivalenti.

INDICAZIONI[modifica]

Ipertensione arteriosa essenziale[modifica]

L'indicazione principale dell'indapamide è il trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale.

Può essere utilizzata:

  • In monoterapia.
  • In associazione con altri antipertensivi.
  • In associazioni precostituite, soprattutto con Perindopril.

Trattamento antipertensivo combinato[modifica]

L'associazione con un ACE-inibitore permette di agire contemporaneamente sul riassorbimento renale di sodio e sul sistema renina-angiotensina-aldosterone.

L'associazione Perindopril + Indapamide è utilizzata quando clinicamente appropriata.

Prevenzione delle complicanze cardiovascolari[modifica]

La riduzione della pressione arteriosa contribuisce alla diminuzione del rischio di eventi cardiovascolari.

Studi clinici su regimi contenenti indapamide, anche in associazione con Perindopril, hanno documentato benefici in specifiche popolazioni ipertese.

Questi risultati devono essere interpretati considerando il regime terapeutico completo e la popolazione studiata.

Edemi[modifica]

L'indapamide possiede proprietà diuretiche.

Tuttavia, le indicazioni autorizzate delle formulazioni comunemente utilizzate in Italia riguardano principalmente l'ipertensione.

Non deve essere considerata automaticamente un'alternativa ai Diuretici dell'ansa per il trattamento di edemi importanti.

CONTROINDICAZIONI[modifica]

Ipersensibilità[modifica]

L'indapamide è controindicata nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo, alle sulfonamidi o agli eccipienti, secondo il RCP.

Insufficienza renale grave[modifica]

La grave insufficienza renale rappresenta una controindicazione per le comuni formulazioni.

La soglia riportata in diversi RCP è una clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min.

Insufficienza epatica grave[modifica]

L'indapamide è controindicata nei pazienti con grave compromissione epatica o encefalopatia epatica.

Ipokaliemia[modifica]

L'ipokaliemia costituisce una controindicazione riportata nei RCP delle formulazioni comuni.

Il potassio deve essere valutato prima dell'inizio del trattamento.

Gravidanza[modifica]

L'indapamide non è raccomandata durante la gravidanza.

L'impiego di diuretici per il trattamento ordinario dell'ipertensione gravidica non è generalmente appropriato, salvo specifiche situazioni cliniche.

Allattamento[modifica]

L'indapamide non è generalmente raccomandata durante l'allattamento.

I diuretici possono inoltre ridurre la produzione di latte.

POSOLOGIA[modifica]

Tabella rapida della posologia[modifica]

INDAPAMIDE — DOSAGGI ORALI
Formulazione Posologia abituale
Compresse convenzionali da 2,5 mg 2,5 mg una volta al giorno, generalmente al mattino
Compresse a rilascio prolungato da 1,5 mg 1,5 mg una volta al giorno, preferibilmente al mattino
Associazioni con Perindopril Secondo il dosaggio specifico della combinazione
Anziani Dose secondo formulazione, funzione renale e tollerabilità
Non aumentare autonomamente la dose. Dosi superiori non producono necessariamente un beneficio antipertensivo aggiuntivo e aumentano il rischio di effetti indesiderati.

Formulazione convenzionale da 2,5 mg[modifica]

La dose abituale per l'ipertensione è di una compressa da 2,5 mg una volta al giorno.

L'assunzione viene generalmente effettuata al mattino.

Formulazione a rilascio prolungato da 1,5 mg[modifica]

La dose raccomandata è di una compressa da 1,5 mg una volta al giorno.

La compressa deve essere deglutita intera con acqua.

Non deve essere frantumata o masticata, perché ciò potrebbe alterare il rilascio del principio attivo.

Differenza tra 1,5 mg e 2,5 mg[modifica]

Le formulazioni non sono automaticamente intercambiabili sulla base del solo contenuto in milligrammi.

La formulazione da 1,5 mg a rilascio prolungato permette un'esposizione più graduale.

La sostituzione deve rispettare la prescrizione e il RCP del medicinale.

Dose massima[modifica]

Per il trattamento dell'ipertensione non è generalmente utile aumentare la dose oltre quella raccomandata per la formulazione.

L'aumento può accentuare l'effetto saluretico e gli squilibri elettrolitici senza migliorare proporzionalmente il controllo pressorio.

Associazioni precostituite[modifica]

Nelle associazioni con Perindopril la dose di indapamide è spesso di 0,625, 1,25 o 2,5 mg, secondo il prodotto.

Non bisogna aggiungere autonomamente indapamide in monoterapia a una combinazione che la contiene già.

Anziani[modifica]

Negli anziani è importante verificare:

  • Pressione arteriosa, anche in ortostatismo.
  • Funzione renale.
  • Sodio e potassio.
  • Eventuali cadute o episodi di capogiro.
  • Farmaci concomitanti.

Insufficienza renale[modifica]

L'indapamide è controindicata nell'insufficienza renale grave secondo i comuni RCP.

La funzione renale deve essere valutata prima e durante il trattamento.

Insufficienza epatica[modifica]

La grave insufficienza epatica costituisce una controindicazione.

In presenza di compromissione epatica meno grave è comunque necessaria cautela.

Dose dimenticata[modifica]

Non assumere una dose doppia per compensare una dimenticanza.

Seguire le istruzioni del foglio illustrativo.

Monitoraggio dopo l'inizio della terapia[modifica]

Sono particolarmente importanti i controlli di:

  • Sodio.
  • Potassio.
  • Creatinina ed eGFR.
  • Pressione arteriosa.
  • Magnesio, quando indicato.
  • Glicemia e uricemia nei pazienti predisposti.

EMIVITA[modifica]

Linea temporale farmacocinetica[modifica]

INDAPAMIDE 1,5 MG A RILASCIO PROLUNGATO
Tempo Evento farmacocinetico
0 ore Assunzione orale
↓
Circa 12 ore Picco plasmatico dopo una dose singola della formulazione a rilascio prolungato
↓
14–24 ore Intervallo dell'emivita plasmatica; media circa 18 ore
↓
Circa 7 giorni Raggiungimento dello stato stazionario
Attenzione: il picco plasmatico non coincide necessariamente con il massimo effetto antipertensivo. L'effetto clinico si valuta nel corso del trattamento continuativo.

Assorbimento[modifica]

L'indapamide viene assorbita attraverso il tratto gastrointestinale.

Le formulazioni a rilascio prolungato utilizzano una matrice che distribuisce il rilascio del principio attivo nel tempo.

Effetto del cibo[modifica]

Il cibo può modificare lievemente la velocità di assorbimento, senza influenzare in modo significativo la quantità complessiva assorbita.

Picco plasmatico[modifica]

Per la formulazione a rilascio prolungato da 1,5 mg, il picco plasmatico dopo una dose singola compare approssimativamente dopo 12 ore.

Questo dato non deve essere applicato automaticamente alla formulazione convenzionale da 2,5 mg.

Distribuzione[modifica]

Il legame alle proteine plasmatiche è di circa il 79%.

Emivita[modifica]

L'emivita di eliminazione plasmatica è generalmente compresa tra 14 e 24 ore, con una media di circa 18 ore.

Stato stazionario[modifica]

Lo stato stazionario viene raggiunto approssimativamente dopo sette giorni di somministrazione regolare.

Metabolismo[modifica]

L'indapamide viene metabolizzata principalmente a metaboliti inattivi.

Eliminazione[modifica]

L'eliminazione avviene prevalentemente:

  • Per via urinaria, sotto forma di metaboliti, per circa il 70% della dose.
  • Per via fecale, per circa il 22% della dose.

Funzione renale[modifica]

I parametri farmacocinetici della formulazione a rilascio prolungato possono rimanere relativamente invariati in presenza di compromissione renale.

Questo non significa che il medicinale sia sicuro nell'insufficienza renale grave, condizione che rimane una controindicazione secondo il RCP.

Durata dell'effetto antipertensivo[modifica]

La somministrazione una volta al giorno permette un controllo pressorio sostenuto nelle 24 ore nei pazienti responsivi.

L'effetto clinico completo viene valutato dopo un periodo adeguato di terapia.

AVVERTENZE[modifica]

Semaforo delle avvertenze[modifica]

INDAPAMIDE — SICUREZZA
CONTROLLI ORDINARI Pressione arteriosa, sodio, potassio, creatinina, risposta clinica e tollerabilità
ATTENZIONE Crampi, debolezza, vertigini, nausea persistente, sete intensa, palpitazioni, peggioramento della gotta
EMERGENZA Convulsioni, confusione grave, sincope, aritmie sospette, difficoltà respiratoria, grave reazione cutanea, dolore oculare improvviso con riduzione della vista

Iponatriemia[modifica]

L'iponatriemia può verificarsi durante il trattamento con indapamide.

Il rischio aumenta negli anziani e nei pazienti con:

  • Basso peso corporeo.
  • Ridotto apporto di soluti.
  • Elevata assunzione di acqua.
  • Terapia concomitante con farmaci che favoriscono la ritenzione idrica.
  • Precedenti episodi di iponatriemia.

È importante controllare la sodiemia prima del trattamento e successivamente secondo il rischio individuale.

Ipokaliemia[modifica]

L'ipokaliemia è un effetto indesiderato rilevante.

Può favorire:

  • Crampi muscolari.
  • Debolezza.
  • Palpitazioni.
  • Aritmie.
  • Aumento della tossicità della digossina.

Il rischio è particolarmente importante nei pazienti con intervallo QT prolungato.

Ipomagnesiemia[modifica]

L'indapamide può favorire una riduzione del magnesio plasmatico.

L'ipomagnesiemia può aumentare il rischio di aritmie e contribuire alla difficoltà di correggere l'ipokaliemia.

Ipocloremia[modifica]

La perdita renale di cloro può contribuire a ipocloremia e, in determinate condizioni, ad alcalosi metabolica.

Ipotensione e disidratazione[modifica]

Un'eccessiva riduzione del volume circolante può provocare:

  • Ipotensione ortostatica.
  • Capogiri.
  • Sincope.
  • Peggioramento della funzione renale.

Il rischio aumenta durante vomito, diarrea e ridotta assunzione di liquidi.

Funzione renale[modifica]

Prima dell'inizio del trattamento è importante valutare la funzione renale.

Nei pazienti con ridotta perfusione renale, l'ipovolemia indotta dal diuretico può provocare un aumento della creatinina.

Iperuricemia e gotta[modifica]

L'indapamide può aumentare l'uricemia e favorire attacchi di gotta nei pazienti predisposti.

Glicemia[modifica]

L'effetto sul metabolismo glucidico è generalmente limitato alle dosi antipertensive usuali, ma nei pazienti con diabete è opportuno monitorare la glicemia.

Calcemia[modifica]

La riduzione dell'escrezione urinaria di calcio può favorire ipercalcemia.

Un aumento persistente della calcemia richiede valutazione clinica.

Insufficienza epatica[modifica]

Nei pazienti con compromissione epatica gli squilibri elettrolitici possono favorire encefalopatia.

La grave insufficienza epatica è una controindicazione.

Fotosensibilità[modifica]

Sono state segnalate reazioni di fotosensibilità.

In caso di reazioni cutanee correlate all'esposizione solare è necessaria una rivalutazione della terapia.

Effetti oculari[modifica]

Come altri derivati sulfonamidici, l'indapamide può raramente provocare effusione coroideale, miopia acuta e glaucoma secondario ad angolo chiuso.

Dolore oculare improvviso o riduzione della vista richiedono valutazione urgente.

Gravidanza[modifica]

L'indapamide non è raccomandata durante la gravidanza.

Allattamento[modifica]

L'impiego durante l'allattamento non è generalmente raccomandato.

Disfunzione erettile[modifica]

Sono state segnalate alterazioni della funzione erettile durante il trattamento.

Il possibile rapporto causale è stato oggetto di valutazione farmacovigilanza.

Atleti[modifica]

L'indapamide appartiene alla classe dei diuretici, sostanze soggette a restrizioni antidoping.

Gli atleti devono verificare le norme applicabili e l'eventuale necessità di un'esenzione terapeutica.

INTERAZIONI[modifica]

Matrice delle interazioni principali[modifica]

INDAPAMIDE — INTERAZIONI CLINICHE
Farmaco o classe Conseguenza e precauzione
Litio Aumento della litiemia e rischio di tossicità; associazione generalmente sconsigliata
Ibuprofene, Diclofenac, Naprossene Riduzione dell'effetto antipertensivo e aumento del rischio di danno renale
Digossina Ipokaliemia e ipomagnesiemia possono aumentare la tossicità digitalica
Amiodarone, Sotalolo Maggiore rischio di aritmie in presenza di alterazioni elettrolitiche
Ramipril, Perindopril, Valsartan Possibile potenziamento antipertensivo; monitorare funzione renale ed elettroliti
Spironolattone, Amiloride, Eplerenone Possibili variazioni della potassiemia; monitoraggio necessario
Prednisone, Desametasone Possibile aumento della perdita di potassio
Metformina Valutare la funzione renale in caso di disidratazione o deterioramento renale

Litio[modifica]

L'associazione con litio può provocare un aumento delle concentrazioni plasmatiche e della tossicità.

È generalmente sconsigliata.

FANS[modifica]

I FANS, come Ibuprofene, Diclofenac, Naprossene, Ketoprofene e Celecoxib, possono ridurre l'effetto antipertensivo e favorire un peggioramento della funzione renale.

Il rischio aumenta nei pazienti disidratati, anziani o con malattia renale cronica.

Tripla associazione nefrotossica[modifica]

L'associazione contemporanea di:

può aumentare il rischio di danno renale acuto.

Questa combinazione viene comunemente chiamata triple whammy.

Digossina[modifica]

La digossina può diventare più tossica in presenza di ipokaliemia o ipomagnesiemia.

È necessario controllare gli elettroliti.

Farmaci che prolungano il QT[modifica]

L'ipokaliemia può aumentare il rischio di aritmie con farmaci che prolungano l'intervallo QT.

Tra i principi attivi da considerare:

ACE-inibitori[modifica]

L'associazione con Perindopril, Ramipril, Enalapril o Lisinopril può essere terapeuticamente utile.

Nei pazienti con deplezione di sodio o volume può verificarsi ipotensione marcata all'inizio del trattamento.

Sartani[modifica]

L'associazione con Valsartan, Losartan, Candesartan o Telmisartan può aumentare l'effetto antipertensivo.

Sono necessari controlli di pressione, creatinina e potassio.

Diuretici risparmiatori di potassio[modifica]

L'associazione con Spironolattone, Eplerenone, Amiloride o Triamterene può modificare il rischio di alterazioni della potassiemia.

È necessario un monitoraggio individualizzato.

Corticosteroidi[modifica]

Prednisone, Prednisolone e Desametasone possono favorire la perdita di potassio.

Altri diuretici[modifica]

L'associazione con Furosemide, Torasemide, Idroclorotiazide o Clortalidone può aumentare l'effetto diuretico e il rischio di disidratazione ed alterazioni elettrolitiche.

Metformina[modifica]

Non esiste un'interazione farmacologica diretta universalmente rilevante tra indapamide e metformina.

Tuttavia, una grave disidratazione con peggioramento della funzione renale può favorire l'accumulo di metformina e aumentare il rischio di acidosi lattica.

Calcio e vitamina D[modifica]

L'associazione con supplementi di calcio o vitamina D richiede cautela nei pazienti predisposti a ipercalcemia.

EFFETTI COLLATERALI[modifica]

Alterazioni elettrolitiche[modifica]

Gli effetti clinicamente più importanti comprendono:

Effetti cardiovascolari[modifica]

  • Ipotensione.
  • Ipotensione ortostatica.
  • Palpitazioni.
  • Aritmie, soprattutto in presenza di alterazioni elettrolitiche.

Effetti neurologici[modifica]

  • Cefalea.
  • Vertigini.
  • Astenia.
  • Parestesie.
  • Confusione in presenza di grave iponatriemia.

Effetti gastrointestinali[modifica]

  • Nausea.
  • Vomito.
  • Stipsi.
  • Secchezza della bocca.

Effetti renali[modifica]

  • Aumento della creatinina in caso di ipovolemia.
  • Peggioramento della funzione renale nei pazienti predisposti.
  • Danno renale acuto in caso di grave disidratazione.

Effetti metabolici[modifica]

  • Iperuricemia.
  • Attacchi di gotta.
  • Alterazioni della glicemia.
  • Ipercalcemia.

Effetti cutanei[modifica]

  • Eruzione cutanea.
  • Prurito.
  • Orticaria.
  • Fotosensibilità.
  • Raramente gravi reazioni cutanee.

Effetti oculari[modifica]

Raramente possono verificarsi:

  • Miopia acuta transitoria.
  • Effusione coroideale.
  • Glaucoma secondario ad angolo chiuso.

Effetti epatici[modifica]

Sono stati segnalati aumenti degli enzimi epatici e, raramente, alterazioni clinicamente rilevanti della funzione epatica.

Effetti ematologici[modifica]

Raramente sono stati riportati:

  • Trombocitopenia.
  • Leucopenia.
  • Agranulocitosi.
  • Anemia emolitica.

Disfunzione erettile[modifica]

La disfunzione erettile è stata segnalata come possibile reazione avversa.

Segnali di allarme[modifica]

Richiedono assistenza medica urgente:

  • Convulsioni.
  • Confusione intensa.
  • Perdita di coscienza.
  • Palpitazioni accompagnate da marcata debolezza o sincope.
  • Difficoltà respiratoria.
  • Grave reazione allergica.
  • Dolore oculare improvviso con riduzione della vista.

CURIOSITÀ[modifica]

Perché l'indapamide viene considerata tiazido-simile?[modifica]

L'indapamide non possiede la struttura benzotiadiazinica tipica dell'idroclorotiazide, ma condivide il principale bersaglio renale dei tiazidici.

Indapamide e idroclorotiazide: quale dura di più?[modifica]

L'indapamide possiede un'emivita plasmatica generalmente più lunga di quella dell'idroclorotiazide.

La durata dell'effetto antipertensivo dipende però anche da meccanismi farmacodinamici e formulazione.

Indapamide e clortalidone[modifica]

Il clortalidone è un altro diuretico tiazido-simile a lunga durata d'azione.

Entrambi sono utilizzati nel trattamento dell'ipertensione, ma hanno caratteristiche farmacocinetiche differenti.

Perché esistono dosi da 1,5 mg e 2,5 mg?[modifica]

La formulazione da 1,5 mg è a rilascio prolungato.

Quella da 2,5 mg è convenzionale.

Le differenze di rilascio influenzano l'andamento delle concentrazioni plasmatiche.

L'indapamide aumenta molto la diuresi?[modifica]

Alle dosi antipertensive l'effetto diuretico può essere relativamente moderato.

La riduzione della pressione dipende anche da effetti vascolari.

Indapamide e protezione cardiovascolare[modifica]

Regimi antipertensivi contenenti indapamide sono stati studiati in grandi sperimentazioni cliniche.

Nello studio HYVET, un trattamento basato su indapamide a rilascio prolungato, con possibile aggiunta di Perindopril, ha dimostrato benefici in pazienti ipertesi di età molto avanzata.

Nello studio ADVANCE, un regime con Perindopril e Indapamide ha mostrato benefici in pazienti con diabete di tipo 2.

I risultati si riferiscono ai regimi studiati e non dimostrano che ogni formulazione sia equivalente.

Indapamide e glicemia[modifica]

Alle dosi antipertensive l'effetto metabolico è spesso contenuto.

Rimane comunque importante monitorare la glicemia nei pazienti predisposti.

Indapamide e potassio[modifica]

L'indapamide può ridurre il potassio plasmatico.

L'associazione con Perindopril o altri farmaci attivi sul sistema renina-angiotensina può modificare il bilancio del potassio, ma non elimina la necessità dei controlli.

Indapamide e funzione renale[modifica]

La grave insufficienza renale rappresenta una controindicazione per le comuni formulazioni.

Una farmacocinetica relativamente conservata non significa che l'effetto terapeutico e la sicurezza siano invariati.

Indapamide e gotta[modifica]

L'indapamide può aumentare l'uricemia e favorire attacchi di gotta.

Indapamide e allattamento[modifica]

L'impiego non è generalmente raccomandato.

I diuretici possono inoltre interferire con la produzione di latte.

Indapamide e doping[modifica]

L'indapamide appartiene alla classe dei diuretici, che possono essere utilizzati impropriamente come agenti mascheranti.

Per questo è soggetta alle norme antidoping.

Perché è importante controllare il sodio?[modifica]

L'iponatriemia può manifestarsi con sintomi inizialmente aspecifici, come nausea, debolezza e confusione.

Nei casi gravi può provocare convulsioni e compromettere lo stato di coscienza.

Quali controlli sono utili durante la terapia?[modifica]

In base alle caratteristiche del paziente possono essere necessari:

  • Pressione arteriosa.
  • Sodio.
  • Potassio.
  • Magnesio.
  • Creatinina ed eGFR.
  • Glicemia.
  • Uricemia.
  • Calcemia.
  • Valutazione dei sintomi di ipotensione.
  • Revisione delle interazioni farmacologiche.

LINK CORRELATI[modifica]