Atenololo

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L'atenololo è un beta-bloccante relativamente selettivo per i recettori β₁ adrenergici, utilizzato nel trattamento dell'ipertensione arteriosa, dell'angina pectoris e di alcune aritmie cardiache. Riduce la frequenza e la contrattilità del cuore, diminuendo il lavoro cardiaco e il consumo di ossigeno del miocardio. Viene eliminato prevalentemente per via renale, per cui la funzione dei reni è importante per stabilire la dose appropriata.

Caratteristica Informazioni
Principio attivo Atenololo
Classe farmacologica Beta-bloccante β₁-selettivo; codice ATC C07AB03
Principali specialità Atenol, Seles Beta, Tenormin; associazioni: Diube, Eupres, Igroseles, Tenoretic, Normopress
Indicazioni autorizzate in Italia Ipertensione arteriosa, angina pectoris e alcune aritmie cardiache, secondo la specifica formulazione
Meccanismo d'azione Blocco preferenziale dei recettori β₁ cardiaci, con riduzione della frequenza e della contrattilità cardiaca
Forme farmaceutiche Compresse; formulazione iniettabile per infusione riportata nella voce WikiFarmaco
Dosaggio Generalmente 50–100 mg al giorno nell'adulto per le indicazioni cardiovascolari considerate, con adattamento individuale e renale
Emivita Circa 6–7 ore con funzione renale conservata; può aumentare nell'insufficienza renale
Effetti indesiderati comuni Bradicardia, stanchezza, capogiri, estremità fredde e disturbi gastrointestinali
Rischi principali Bradicardia marcata, ipotensione, disturbi della conduzione cardiaca, peggioramento dello scompenso e broncospasmo
Regime di fornitura Medicinale soggetto a prescrizione medica; condizioni di dispensazione e rimborsabilità dipendenti dalla specifica confezione

SPECIALITÀ[modifica]

La presenza nell'elenco non garantisce che ogni confezione sia attualmente commercializzata.

ATENOLOLO

  • Atenol 50 compresse da 100 mg
  • Seles Beta 50 compresse da 100 mg
  • Tenormin compresse, 42 compresse da 100 mg
  • Tenormin iniettabile, 5 mg/10 ml soluzione per infusione

ATENOLOLO/CLORTALIDONE

  • Diube: 28 compresse rivestite da 50 mg + 12,5 mg; 28 compresse rivestite da 100 mg + 25 mg
  • Eupres: 21 compresse rivestite da 50 mg + 25 mg; 21 compresse rivestite da 100 mg + 25 mg
  • Igroseles: 28 compresse da 50 mg + 12,5 mg; 28 compresse da 100 mg + 25 mg
  • Tenoretic: compresse da 50 mg + 12,5 mg; 28 compresse da 100 mg + 25 mg

ATENOLOLO/INDAPAMIDE

  • Normopress: 30 compresse divisibili da 100 mg + 2,5 mg

STRUTTURA[modifica]

Atenololo.jpg

L'atenololo appartiene alla classe delle fenossipropanolamine. La molecola presenta una struttura con gruppi funzionali che permettono l'interazione con i recettori β-adrenergici.

È relativamente idrofilo e attraversa la barriera ematoencefalica in misura inferiore rispetto ai beta-bloccanti più lipofili. Questa caratteristica può contribuire a una minore esposizione del sistema nervoso centrale, ma non esclude effetti indesiderati come stanchezza, capogiri o disturbi del sonno.

MECCANISMO D'AZIONE[modifica]

L'atenololo blocca in modo competitivo e preferenziale i recettori β₁ adrenergici, presenti soprattutto nel cuore. In questo modo riduce gli effetti di adrenalina e noradrenalina sulla frequenza cardiaca, sulla contrattilità e sulla conduzione elettrica.

Effetti cardiovascolari[modifica]

  • Riduzione della frequenza cardiaca: rallenta il ritmo sinusale e può contribuire al controllo di alcune tachiaritmie.
  • Riduzione della contrattilità: diminuisce il lavoro del cuore e il consumo di ossigeno del miocardio.
  • Rallentamento della conduzione atrioventricolare: riduce la velocità di trasmissione degli impulsi attraverso il nodo atrioventricolare.
  • Riduzione della pressione arteriosa: deriva inizialmente soprattutto dalla diminuzione della portata cardiaca; nel trattamento continuativo contribuiscono anche adattamenti emodinamici e neuro-ormonali.

Questi effetti sono utili nell'ipertensione arteriosa, nell'angina pectoris e in alcune aritmie. La stessa azione può tuttavia essere dannosa in presenza di bradicardia importante, disturbi della conduzione o scompenso cardiaco acuto.

Selettività per i recettori β₁[modifica]

L'atenololo agisce preferenzialmente sui recettori β₁ cardiaci rispetto ai recettori β₂, presenti anche nella muscolatura bronchiale e vascolare. La selettività non è assoluta e diminuisce all'aumentare della dose: nei pazienti predisposti può quindi verificarsi broncospasmo.

Il farmaco non presenta una significativa attività simpaticomimetica intrinseca.

INDICAZIONI[modifica]

Le indicazioni dipendono dalla specifica formulazione e dal contesto clinico.

Ipertensione arteriosa[modifica]

L'atenololo riduce la pressione arteriosa e può essere impiegato da solo o in associazione con altri antipertensivi. La scelta dipende dalle caratteristiche del paziente, dalle patologie concomitanti e dagli obiettivi del trattamento.

Angina pectoris[modifica]

Riducendo la frequenza cardiaca e la contrattilità, diminuisce il consumo di ossigeno del miocardio e può ridurre la frequenza degli episodi anginosi. Non è un medicinale destinato ad alleviare immediatamente una crisi acuta di dolore toracico.

Aritmie cardiache[modifica]

Può essere utilizzato in alcune aritmie per rallentare la frequenza cardiaca o la conduzione atrioventricolare. La scelta richiede di considerare il tipo di aritmia, la funzione cardiaca, la pressione arteriosa e l'elettrocardiogramma.

Associazioni antipertensive[modifica]

Le associazioni con clortalidone o indapamide combinano il blocco β₁ con l'azione diuretica e antipertensiva. La loro appropriatezza dipende dal quadro clinico, dalla funzione renale e dagli eventuali squilibri elettrolitici.

CONTROINDICAZIONI[modifica]

L'atenololo è controindicato in presenza di:

  • Ipersensibilità all'atenololo o a uno degli eccipienti della formulazione.
  • Bradicardia grave o sintomatica.
  • Ipotensione marcata.
  • Shock cardiogeno.
  • Scompenso cardiaco acuto o non controllato.
  • Blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado, in assenza di pacemaker funzionante.
  • Sindrome del nodo del seno o blocco senoatriale clinicamente significativo.
  • Acidosi metabolica.
  • Feocromocitoma non trattato con adeguato blocco α-adrenergico.

Le gravi alterazioni della circolazione periferica possono rappresentare un'ulteriore controindicazione o una condizione di rischio, in funzione della gravità.

L'asma bronchiale e le patologie broncospastiche richiedono particolare cautela: anche i beta-bloccanti relativamente selettivi possono peggiorare l'ostruzione bronchiale.

POSOLOGIA[modifica]

La posologia deve essere individualizzata in base all'indicazione, alla risposta clinica, alla frequenza cardiaca, alla pressione arteriosa e soprattutto alla funzione renale. Le dosi seguenti sono orientative per l'adulto e non sostituiscono la prescrizione individuale.

Dosi abituali nell'adulto[modifica]

Indicazione Posologia orale abituale
Ipertensione arteriosa Generalmente 50–100 mg una volta al giorno.
Angina pectoris Spesso 100 mg al giorno, in base alla risposta e alla tollerabilità.
Alcune aritmie Generalmente 50–100 mg al giorno, con adattamento individuale.

La dose massima appropriata dipende dall'indicazione, dalla formulazione e dalle condizioni del paziente. L'aumento della dose può incrementare il rischio di bradicardia e ipotensione senza produrre un beneficio proporzionale.

Modalità di somministrazione[modifica]

  • Le compresse vengono generalmente assunte una volta al giorno.
  • Possono essere assunte con o senza cibo.
  • È preferibile mantenere un orario regolare.
  • In caso di dose dimenticata, non assumere una dose doppia per compensare.
  • Non sospendere autonomamente il trattamento in modo brusco.

Insufficienza renale[modifica]

L'atenololo viene eliminato soprattutto dai reni e può accumularsi quando la funzione renale è ridotta. La dose o l'intervallo tra le somministrazioni possono quindi richiedere un adattamento.

La necessità di riduzione diventa particolarmente importante in caso di compromissione renale significativa, soprattutto quando la clearance della creatinina è inferiore a circa 35 ml/min. Nei pazienti con insufficienza renale grave, la posologia deve essere definita in base alla funzione renale residua e alla risposta clinica.

Anziani[modifica]

Negli anziani può essere sufficiente una dose inferiore, soprattutto in presenza di ridotta funzione renale, ipotensione, bradicardia o trattamento concomitante con farmaci che rallentano il battito cardiaco.

Bambini e adolescenti[modifica]

L'impiego pediatrico richiede una specifica indicazione specialistica, poiché la dose e la sicurezza dipendono dall'età, dal peso e dalla condizione trattata.

Interruzione del trattamento[modifica]

La sospensione improvvisa può provocare tachicardia, aumento della pressione arteriosa, peggioramento dell'angina e, nei pazienti predisposti, eventi ischemici. Quando è necessario interrompere il trattamento, la dose viene generalmente ridotta gradualmente sotto controllo medico.

EMIVITA[modifica]

L'emivita plasmatica dell'atenololo è di circa 6–7 ore nei soggetti con funzione renale conservata. Le concentrazioni plasmatiche massime dopo somministrazione orale vengono generalmente raggiunte dopo circa 2–4 ore.

Il farmaco è metabolizzato in misura limitata dal fegato ed è eliminato prevalentemente immodificato attraverso i reni. L'insufficienza renale può prolungarne sensibilmente l'emivita e favorire l'accumulo.

L'emivita plasmatica non coincide necessariamente con la durata dell'effetto clinico: l'effetto antipertensivo può persistere più a lungo rispetto alla sola emivita, consentendo in molti pazienti una somministrazione giornaliera.

AVVERTENZE[modifica]

Frequenza cardiaca e pressione arteriosa[modifica]

È opportuno controllare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, soprattutto all'inizio della terapia e dopo gli aumenti di dose. Bradicardia marcata, svenimenti o ipotensione sintomatica richiedono una rivalutazione clinica.

Scompenso cardiaco[modifica]

L'atenololo può ridurre la contrattilità cardiaca. Nei pazienti con insufficienza cardiaca la sua introduzione o modifica richiede cautela; in presenza di scompenso acuto o instabilità emodinamica può essere controindicato.

Asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva[modifica]

La selettività β₁ non elimina il rischio di broncospasmo. Nei pazienti con asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva è necessario valutare attentamente il rapporto tra benefici e rischi. Il farmaco può inoltre ridurre la risposta ai broncodilatatori β₂-agonisti.

Diabete e ipoglicemia[modifica]

L'atenololo può mascherare alcuni segnali adrenergici dell'ipoglicemia, soprattutto tachicardia e palpitazioni. È necessaria cautela nei pazienti trattati con insulina o farmaci che possono provocare ipoglicemia.

Circolazione periferica[modifica]

Può accentuare la sensazione di freddo alle estremità e aggravare alcuni disturbi vascolari periferici. Occorre cautela nei pazienti con fenomeno di Raynaud o arteriopatia periferica.

Funzione renale[modifica]

È importante valutare la funzione renale, soprattutto negli anziani e nei pazienti con insufficienza renale nota, perché l'accumulo può aumentare il rischio di bradicardia e ipotensione.

Tiroide e feocromocitoma[modifica]

Il farmaco può mascherare alcuni segni dell'ipertiroidismo, come la tachicardia. Nei pazienti con feocromocitoma non deve essere utilizzato senza un adeguato blocco α-adrenergico.

Gravidanza e allattamento[modifica]

L'atenololo attraversa la placenta ed è stato associato a un rischio di ridotta crescita fetale. In gravidanza il suo impiego richiede una valutazione specialistica del rapporto beneficio-rischio.

Durante l'allattamento può passare nel latte materno. Occorre considerare i possibili effetti sul neonato, tra cui bradicardia e ipoglicemia.

Guida e uso di macchinari[modifica]

Capogiri, stanchezza e ipotensione possono compromettere la capacità di guidare o utilizzare macchinari, soprattutto all'inizio del trattamento o dopo una modifica della dose.

Segnali di allarme[modifica]

Sincope, dolore toracico nuovo o intenso, difficoltà respiratoria importante, marcato rallentamento del battito cardiaco o segni di peggioramento dello scompenso richiedono una valutazione medica tempestiva.

INTERAZIONI[modifica]

Verapamil e diltiazem[modifica]

L'associazione con Verapamil o Diltiazem può accentuare la riduzione della frequenza cardiaca, rallentare la conduzione atrioventricolare e provocare ipotensione o peggioramento della funzione cardiaca.

Altri farmaci bradicardizzanti[modifica]

Amiodarone, digossina e alcuni antiaritmici possono aumentare il rischio di bradicardia e blocco atrioventricolare se associati all'atenololo.

Altri antipertensivi[modifica]

ACE-inibitori, sartani, diuretici, calcio-antagonisti e altri antipertensivi possono potenziare la riduzione della pressione arteriosa. Le associazioni possono essere appropriate, ma richiedono attenzione alla tollerabilità.

Clonidina[modifica]

L'associazione con clonidina può influenzare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. L'eventuale sospensione deve essere pianificata con attenzione, poiché l'interruzione brusca della clonidina in presenza di un beta-bloccante può favorire un importante aumento pressorio.

Insulina e antidiabetici[modifica]

L'atenololo può mascherare alcuni sintomi dell'ipoglicemia, rendendola meno facilmente riconoscibile. È importante prestare attenzione al controllo glicemico nei pazienti trattati con insulina o sulfoniluree.

Farmaci antinfiammatori non steroidei[modifica]

I FANS possono ridurre l'effetto antipertensivo e aumentare il rischio di peggioramento della funzione renale, soprattutto in pazienti disidratati, anziani o con insufficienza renale.

Anestetici[modifica]

Alcuni anestetici possono potenziare la depressione della contrattilità cardiaca e l'ipotensione. La terapia con atenololo deve essere comunicata all'équipe anestesiologica prima di un intervento.

Alcol[modifica]

L'alcol può accentuare capogiri e ipotensione in alcuni pazienti, soprattutto all'inizio del trattamento.

EFFETTI COLLATERALI[modifica]

Gli effetti indesiderati dipendono dalla dose, dalla sensibilità individuale, dalle patologie concomitanti e dall'associazione con altri medicinali.

Effetti relativamente comuni[modifica]

  • Bradicardia.
  • Stanchezza e astenia.
  • Capogiri e sensazione di debolezza.
  • Estremità fredde.
  • Nausea, diarrea e altri disturbi gastrointestinali.
  • Ipotensione, soprattutto in associazione con altri antipertensivi.

Altri effetti indesiderati[modifica]

  • Disturbi del sonno.
  • Alterazioni dell'umore.
  • Disturbi della funzione sessuale.
  • Peggioramento di fenomeni di vasocostrizione periferica.
  • Eruzioni cutanee e altre reazioni dermatologiche.
  • Alterazioni della conduzione cardiaca.

Effetti gravi[modifica]

  • Bradicardia marcata o blocco atrioventricolare.
  • Ipotensione grave o sincope.
  • Peggioramento dello scompenso cardiaco.
  • Broncospasmo, soprattutto nei soggetti con asma o predisposizione bronchiale.
  • Reazioni allergiche importanti, raramente gravi.

La comparsa di difficoltà respiratoria intensa, perdita di coscienza, dolore toracico importante o segni di grave compromissione circolatoria richiede assistenza medica urgente.

CURIOSITÀ[modifica]

  • Relativamente idrofilo: rispetto ai beta-bloccanti più lipofili, l'atenololo penetra meno facilmente nel sistema nervoso centrale. Ciò non significa che sia privo di effetti indesiderati neurologici.
  • Eliminazione renale: viene eliminato in gran parte immodificato nelle urine; la funzione renale influenza quindi in modo significativo la sua permanenza nell'organismo.
  • Selettività dose-dipendente: l'azione preferenziale sui recettori β₁ non è assoluta. A dosaggi più elevati può aumentare il blocco dei recettori β₂ e il rischio di effetti respiratori.
  • Associazioni antipertensive: la combinazione con un diuretico, come clortalidone o indapamide, unisce meccanismi diversi per ridurre la pressione arteriosa, ma può aumentare la necessità di controllare funzione renale ed elettroliti.

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